60 all’ora in autostrada? Parola agli automobilisti

60 all’ora in autostrada? Parola agli automobilisti

Luglio 25, 2018 - 18:38
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È sicuramente destinata a far discutere l’ipotesi di un abbassamento a 60 km/h della velocità sull’autostrada in concomitanza con gli orari di maggior traffico. La polizia cantonale ha chiesto l’avallo dell’Ustra per introdurre il “sistema dinamico” fra Maroggia e Gentilino. Abbiamo sentito il parere di chi rappresenta gli utenti dell’autostrada.

60 chilometri orari sull’autostrada? Dopo aver conosciuto negli ultimi anni l’80 chilometri orari su molte tratte dell’A2, vuoi per lavori, traffico o per il superamento dei limiti dell’ozono, ora gli automobilisti potrebbero vedersi imporre sulla tratta Maroggia-Gentilino una velocità addirittura inferiore a quella prevista sulle strade cantonali fuori dagli abitati.
Come riferito ieri dalla Rsi, che ha interpellato il sergente maggiore Lorenzo Petraglio della centrale del traffico, la polizia cantonale sta aspettando il via libera dell’Ufficio federale delle strade (Ustra), per introdurre un dispositivo dinamico che dovrebbe ridurre la velocità nel tratto in questione, negli orari di maggior intasamento (al mattino in direzione nord e alla sera in direzione sud), secondo il principio che a una velocità minore la strada può accogliere più automobili. Le sperimentazioni fatte sino ad ora avrebbero dato risultati positivi.
“Il Fronte degli automobilisti (Fat) è sempre stato scettico sul fatto che riducendo la velocità vi sia un effetto positivo sul traffico. Anzi, ridurre la velocità può facilmente provocare ulteriori congestionamenti”, ci spiega il coordinatore del Fat Andrea Censi. “Ora vedremo se questa misura verrà applicata e poi trarremo le nostre conclusioni”. “Va sottolineato che si tratta di un progetto dell'Ustra che coinvolge tutta la rete nazionale nelle tratte maggiormente trafficate”. Sull’introduzione di una simile misura il Fat auspica però che si apra perlomeno una discussione politica a livello cantonale, vista la sua importanza.
Più ottimista sulla misura è Renato Gazzola, portavoce del Touring Club Svizzero (Tcs) Svizzera Italiana. “Potrebbe sortire degli effetti positivi”, ci dice Gazzola. “Ovviamente molto dipenderà dalla modalità con cui verra applicata la misura. È chiaro che non potrà essere mantenuta tutto il giorno, ma solo nei momenti di punta”.  Una misura puntuale, che non deve diventare la norma. “Non vorrei che fosse il preludio all'estensione di questa misura su altre tratte”, ci dice Gazzola. “Ovvero che ora si inizi con la tratta Gentilino-Maroggia, e poi la si voglia estendere fino a Mendrisio, o addirittura a partire da Rivera”. “A nostro avviso la misura andrebbe limitata solo alle tratte con maggiore concentrazione di traffico”, spiega il portavoce del Tcs. Il pericolo da evitare è che un simile scenario “scoraggi l'utilizzo dell'autostrada, portando gli automobilisti a utilizzare altre strade”.
Una misura di emergenza, insomma. Ma come si è giunti all’emergenza? Secondo Andrea Censi ”il problema di fondo è un altro. La soluzione ideale sarebbe quella di  implementare la rete autostradale affinché si possa circolare a 120 km/h in modo fluido. L'aumento del traffico era prevedibile già nei decenni passati, ma purtroppo l'Ustra e Berna hanno ‘dormito’. Siamo l'unica nazione in Europa a non aver potenziato le reti autostradali. I grandi progetti autostradali sono rimasti al palo dai tempi della  progettazione della galleria autostradale del San Gottardo nel 63’”. “Una soluzione definitiva al traffico”, prosegue, “può arrivare solo da un aumento della capacità autostradale”. Purtroppo, ci dichiara, “la terza corsia sull'A2 fra Lugano e Mendrisio è stata addirittura declassata nelle priorità per gli investimenti stradali in Svizzera. Si parla del 2040, quando avrebbe dovuto essere operativa da almeno 10 anni. Già oggi una terza corsia rischia di essere una soluzione datata, se dovesse aumentare il traffico, cosa che probabilmente succederà”. Un progetto, quello della terza corsia, che invece secondo il Fat dovrebbe essere messo in campo in tempi brevi, anzi brevissimi (per gli standard che contraddistinguono la realizzazione di infrastrutture). La progettazione dell’aggiunta di una terza corsia e dell’allargamento delle gallerie sulla tratta potrebbe essere pronta in tre anni, spiega Censi, “dato che l’Ustra ha già affidato il mandato di progettazione”.  Per ora però gli indirizzi che Berna sembra voler seguire viaggiano in tutt’altra direzione, a 60 chilometri orari.