Abad: “l’interrogazione di Pronzini non sta né in cielo né in terra”

Abad: “l’interrogazione di Pronzini non sta né in cielo né in terra”

Luglio 16, 2018 - 22:00
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Il deputato Mps (Movimento per il socialismo) Matteo Pronzini  con un’interrogazione (qui) dello scorso 9 luglio (“ABAD un nuovo caso di mala gestione sanitaria coperto dalle autorità cantonali?”) portava all’attenzione pubblica le vicende dell’Associazione bellinzonese per l’assistenza e cura a domicilio, segnalando come “il personale di ABAD segnala in svariati modi, al presidente di ABAD Felice Zanetti (già vice sindaco di Bellinzona) ed al Comitato, una situazione di disagio e sofferenza, una mancanza di qualità nell’importante lavoro d’assistenza e cura dei pazienti ed una serie di atteggiamenti dubbi da parte del direttore Roberto Mora”.
Felice Zanetti, già municipale Plr della “vecchia” Bellinzona e presidente dell’Abad, respinge le accuse al mittente.
 

Felice Zanetti, da parte del Comitato dell'Abad vi era sentore di un malessere nel corpo dei dipendenti?
Non abbiamo mai avuto sintomi di un malessere generale. Ho già avuto modo di spiegare come un servizio di aiuto domiciliare è molto sollecitato dalle esigenze dell'utenza, che ha la necessità di ricevere prestazioni in modo rapido.
Noi pensiamo di aver avuto sempre un atteggiamento corretto con il personale. Evidentemente i dipendenti hanno la piena facoltà di portare le proprie osservazioni e le proprie proposte di miglioramento, che sono state sempre prese in considerazione.
Vi è inoltre da dire che il nostro servizio sottoscrive un contratto collettivo di lavoro e il personale è rappresentato dai tre maggiori sindacati in ambito pubblico, vale a dire la Vpod, l'Ocst e Sit. Con loro abbiamo sempre un rapporto molto franco e trasparente. C'è anche una commissione paritetica con cui non abbiamo mai avuto sintomi di grandi malesseri.
Fa un po' specie che il deputato Pronzini abbia fatto questa interpellanza, senza che da parte sua abbiamo mai avuto una telefonata. In merito alle situazioni che lui segnala, che dovremo ora approfondire, forse aveva la possibilità quale granconsigliere di ottenere le informazioni di prima mano.
 
Pronzini lamentava però l'assenza di una commissione del personale…
Invito Pronzini a guardare i contratti di lavoro. La commissione del personale è un emanazione del personale e non può essere creata ad hoc dal datore di lavoro. Gli articoli del contratto collettivo e di legge parlano chiaro: il personale ha facoltà di unirsi in una commissione del personale e il datore di lavoro non può intervenire.
 
Nell'atto parlamentare era pure indicato che "nel corso dell’ultimo anno tutti i capo-équipe (6 su 6) hanno dimissionato o lasciato tale funzione", come conseguenza di una riorganizzazione della struttura operativa, che ha comportato un minor tempo di impiego per i capi-équipe in questa funzione (nella misura del 40%, per il  rimanente 60% è occupato quale infermiere).  Le risulta?
Non è assolutamente vero. In base al mandato di prestazione con il Cantone ci vengono assegnate determinate unità di capo-équipe. Noi abbiamo più personale di quanto il Cantone ci riconosca. Spesso viene segnalato come problematica per l’utente (ma è un problema generale dei servizi di aiuto domiciliare) la rotazione di personale. L'utente, magari un persona fragile e anziana, si trova disorientato dal fatto che vi siano più operatori differenti. Proprio per questo abbiamo suddiviso il territorio in più équipe, con ogni équipe che ha meno utenti e un territorio più ridotto, per aumentare la vicinanza fra utenza e operatori. Da tre équipe sono diventate sei, conseguentemente il tempo che il capo-équipe dedica alla parte amministrativa dell'attività è andato a suddividersi con l'attività "al fronte". Abbiamo sempre ritenuto inoltre che il capo-équipe, per pianificare le attività, debba anche avere una conoscenza dei propri pazienti e del territorio.
 
Dunque nessuno si è dimesso da questo ruolo in conseguenza di questa modifica?
Abbiamo avuto una certa rotazione di personale e delle nuove nomine, questo è vero. Non è però assolutamente vero che tutti i tutti i capi-équipe si siano dimessi. In un caso abbiamo avuto una rinuncia e in un altro caso abbiamo rinunciato noi.
 
Pronzini lamentava anche che nell’organigramma dell’Abad il direttore sanitario è  subordinato al direttore Roberto Mora “anche per gli aspetti di politica sanitaria senza che quest’ultimo né abbia le competenze”. È così?
C'è un direttore sanitario che è competente per tutti gli aspetti di gestione e politica sanitaria. Evidentemente il direttore del servizio è uno solo, come avviene in tutti i servizi pubblici, dove c'è il direttore e il direttore sanitario. In nessun servizio vi è una parità di grado. Questo però non vuol dire che il direttore generale abbia delle competenze in ambito sanitario. Le misure che toccano l’intervento terapeutico e sanitario spettano al personale sanitario, il direttore generale non ha in questo caso nessuna competenza.  

Ma direttore sanitario è comunque un sottoposto del direttore generale?
Esattamente come avviene in tutti i servizi. L'organizzazione del nostro servizio è assolutamente uguale a quella degli altri servizi. Anche a Lugano e Locarno, come a Mendrisio, vi sono le stesse figure di riferimento. Ad esempio nelle riunioni dei direttori presenziano i sei direttori di servizio e quando c'è una riunione dei direttori sanitari vi sono i direttori sanitari.
 
In una seconda interrogazione (vedi qui) Pronzini segnalava pressioni sui dipendenti conseguentemente alla prima. Vi sono state delle comunicazioni ai dipendenti sulla vicenda?
Assolutamente no. C'è una parte importante del personale che probabilmente non condivide quanto detto da Pronzini, ma questo non vuol dire che siano "asserviti". Il direttore generale oltretutto è rientrato in Ticino giovedì dalle vacanze ed è entrato in servizio oggi. L'interrogazione di Pronzini non sta né in cielo né in terra.