Aeroporto: che "aria tira" sul referendum?

Aeroporto: che "aria tira" sul referendum?

Maggio 15, 2018 - 18:38
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Domani il Ps di Lugano deciderà se schierarsi a favore o meno di un eventuale referendum sui 6 milioni per gli hangar provvisori di Lugano Airport. Abbiamo raccolto il parere di alcuni esponenti politici che, da vari schieramenti politici, hanno in passato espresso criticità sullo scalo luganese.

Domani il Partito socialista di Lugano si riunirà in assemblea con all’ordine del giorno il possibile lancio di un referendum contro il messaggio sugli hangar di Lugano Airport, approvato ieri dal Consiglio comunale di Lugano (vedi qui), con voto contrario degli stessi socialisti e dei Verdi.
Un voto, quello del Ps, che potrebbe ora determinare anche le scelte che prenderanno i Verdi. Il co-coordinatore dei Verdi Ticino e consigliere comunale luganese Nicola Schoenenberger, ci spiega che qualora i socialisti decidessero per il lancio del referendum anche i Verdi aderirebbero. Detto ciò Schoenenberger ritiene che “la grossa battaglia sul tema dell’aeroporto debba ancora arrivare”, quando si discuterà la seconda parte (“rimandata” ieri dal Consiglio comunale) del messaggio da 20 milioni per il rilancio dello scalo e la ricapitalizzazione, prospettata ieri dal sindaco Marco Borradori. Viceversa Schoenenberger esclude che i Verdi decidano di lanciare referendum da soli sugli hangar approvati ieri.
Per quanto riguarda il Ps di Lugano il presidente Raoul Ghisletta non si esprime pro o contro il lancio del referendum, rimandando alla discussione di domani in assemblea.
Il già capogruppo in consiglio comunale per il Ps Martino Rossi, pure non esprime ancora una posizione a favore o contro alla raccolta firme e attende la discussione di domani. Secondo Rossi bisognerà valutare attentamente sia i punti a favore del lancio del referendum, che quelli contro, "che sono forse di più di quelli a favore".
Nenad Stojanovic, già consigliere comunale luganese e granconsigliere per il Partito socialista, da sempre molto critico sullo scalo luganese, auspica invece il lancio del referendum. "Penso sia giunto il momento che i cittadini di Lugano possano decidere su un tema così importante, non tanto per i sei milioni in sé, ma per una questione di principio", ci spiega. Si deve decidere "se si vuole continuare a immettere denaro pubblico in una struttura che manifestamente non ha la prospettiva di poter essere finanziariamente autosufficiente, come dovrebbe invece essere”. "Un altro esempio del principio secondo cui i profitti vanno ai privati, ma se ci sono deficit deve pagarli il cittadino attraverso le imposte", commenta Stojanovic. "Con l'apertura di Alptransit e il collegamento con Malpensa, milioni di franchi spesi (miliardi per quanto riguarda Alptransit) a favore di migliori collegamenti ferroviari con due aeroporti internazionali, Zurigo e Malpensa, continuare a immettere soldi in questa struttura è per me uno sperpero del denaro pubblico per l'interesse di pochi".
 Più in generale, osserva Stojanovic, "il partito socialista a mia memoria, con tutte le decisioni criticabili che sono state prese a Lugano negli ultimi anni, non è stato particolarmente attivo sul fronte referendario e non ha approfittato abbastanza della democrazia diretta, tanto più che il Partito socialista rappresenta una minoranza in Consiglio comunale".

L'Udc, che in passato aveva sollevato forti scetticità su LASA (si veda l'interrogazione da 101 domande presentata lo scorso ottobre), ieri in Consiglio comunale si è schierata invece a favore del messaggio sugli hangar, facendo seguito alla sottoscrizione del rapporto della Commissione della gestione che andava nella stessa direzione. Ma non si tratta di un cambio di linea, ci assicura il capogruppo in Consiglio comunale Tiziano Galeazzi. "Abbiamo constatato che molte delle critiche e delle domande formulate nella nostra interrogazione erano contemplate nel rapporto della Commissione della gestione”, ci dice. "Non eravamo favorevoli alla divisione del messaggio (con lo scorporo dei 6 milioni sugli hangar, ndr)", ma "questi hangar, se dovessero vedere la luce, cosa non scontata, sarebbero ammortizzati nell'arco di dieci anni con un'occupazione piena". "Non abbiamo abbandonato le nostre criticità, semplicemente abbiamo constatato che questa parte di messaggio non va ad incidere negativamente, se l'occupazione degli hangar sarà al 100%". "Come ho evidenziato ieri in Consiglio comunale”, prosegue Galeazzi, “se al momento della presentazione del messaggio sulla ricapitalizzazione non avremo in mano i documenti che abbiamo chiesto, come il business plan e il piano strategico, quali compagnie e quali collegamenti, è chiaro che tratteremo il messaggio in maniera ben differente". Una decisione, quella a favore degli hangar, su cui non ha pesato l'asse fra l'Udc e la Lega, ci dice Galeazzi. "La Lega è un alleato anche a Lugano per molti temi", ci spiega, "in altri meno". "La Lega aveva i suoi motivi per schierarsi a favore del sì. Siamo giunti alla loro stessa conclusione, sebbene molto più critici, per motivi puramente economici e finanziari. Abbiamo valutato la questione avvalendoci del parere di esperti, a cui sicuramente le questioni politiche e partitiche non interessano".