Al grido di "potere al popolo" anche Zuckerberg pensa alla sua criptomoneta

Al grido di "potere al popolo" anche Zuckerberg pensa alla sua criptomoneta

Gennaio 10, 2018 - 07:30
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Zuckerberg è interessato ad "approfondire" le criptomonete. Dopo i pagamenti su Whatsapp in fase di sperimentazione, il social-media potrebbe avere il suo "Facebook-coin"?

Dal 2017 che ci siamo appena lasciati alle spalle è emerso fra i protagonisti principali il bitcoin. Ma se sulla più nota delle criptomonete i pareri si dividono, e c'è anche chi non esita a definirla una mera bolla speculativa (fra di essi si possono citare il premio Nobel per l'economia Robert Shiller, il ceo di JPMorgan Chase Jamie Dimon e pure il ceo di Ubs Sergio Ermotti), sicuramente in molti concordano che la blockchain, la tecnologia che sta alla base delle criptovalute, sia effettivamente un'innovazione davvero interessante. E allora perchè anche le grandi "big company"  della tecnologia (e non solo, visto che anche la Russia di Putin parrebbe lavorare in questa direzione, leggi qui) non dovrebbero investire su di essa? Potrebbe essere il caso di Facebook. Nel suo post di inizio anno il fondatore del social media Mark Zuckerberg ha delineato le priorità per il 2018 della sua "creatura".
In generale Zuckerberg ha parlato della priorità di rivalutare la tecnologia per "ridare potere alle persone". "Una delle questioni più interessanti di questo momento è legata al confronto tra centralizzazione e decentralizzazione: molti di noi hanno scommesso sulla tecnologia credendo che avrebbe rappresentato una forza decentralizzante che avrebbe dato più potere nelle mani delle persone", ha detto il fondatore di Facebook, che ha lasciato intendere (forse anche autocriticamente) che questo nobile scopo sia stato rovinato dalle big della tecnologia e da alcuni governi, che la  hanno utilizzata per monitorare le persone e i loro comportamenti.
In questo campo la crittografia e le criptovalute, ha detto Zuckerberg, "sottraggono il potere ai sistemi centralizzati e lo restituiscono alle persone". "Ma il rischio è che sono più complesse da controllare" prosegue. "Mi interessa approfondire gli aspetti positivi e negativi di queste tecnologie e come sfruttarle al meglio nell’ambito dei nostri servizi". Da Facebook naturalmente non è arrivata nessuna conferma ufficiale. Un portavoce ha dichiatrato a Futurism che la società non può commentare in questo momento il tema.
Va comunque evidenziato che oggi il settore dei pagamenti vede Facebook già operativa. In India ad esempio è stata avviata la sperimentazione di pagamenti via chat su Whatsapp, app di proprietà del social di Zuckerberg, e la società ha già ottenuto una licenza bancaria per i pagamenti nell’Unione europea dall'Irlanda.