Alice T. come Christiane F.?

Alice T. come Christiane F.?

Agosto 04, 2018 - 14:00

Locarno Festival. Concorso internazionale 2018. Alice è un’adolescente ribelle e sfrontata. Bugiarda, manipolatrice, bisognosa di essere al centro dell’attenzione, come se la sua condizione di ragazza adottata imponesse a genitori e amici continue dimostrazioni di affetto e di accettazione e nel contempo le consentisse di negoziare quell’affetto con ricatti e aggressività.

Il lungometraggio del regista rumeno Radu Muntean, già a Locarno nel 2006 con Hìrtia va fi albastra (The Paper Will Be Blue) porta in scena in tutta la sua pre-potenza, già a partire dai capelli lunghi, ricci e rosso-fuoco, il personaggio di Alice. Un personaggio complesso, che non attira le simpatie del pubblico e interpretato dalla giovane Andra Guti, qui alla sua prima prova di recitazione. 
 
Nella sua continua ricerca di vantaggi, completamente immersa nella propria emotività altalenante, la ragazza si costruisce un universo dove la bugia domina incontrastata e diventa la moneta di scambio con cui ottenere ciò che le serve in quel momento. 
 
Un mondo, ci dice il regista durante la conferenza stampa, che è quello in cui vivono molti ragazzi adottati, i quali per paura di perdere ciò che hanno, approfittano di tutto, persone e situazioni, pur di migliorare la propria condizione di bambino adottato.
Un mondo, quello che appare nel film, cucito addosso alla sua protagonista: l’ambiente scolastico o l’aborto, non sono trattati come temi sociali -precisa Radu- bensì servono a far emergere la psicologia della giovane donna che, pur di avere le attenzioni della madre adottiva, decide di tenere il bambino, salvo poi decidere da sola di ricorrere all’aborto
Il titolo rimanda inevitabilmente a un altro personaggio senza identità: Christiane F. e infatti il regista ci conferma che il punto di partenza del film è stato proprio quel libro.