Alla City spaventa più l'Italia che la Brexit

Alla City spaventa più l'Italia che la Brexit

Agosto 05, 2018 - 18:24
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Fra i traders della City di Londra aumentano le preoccupazioni in relazione ai titoli di Stato italiani.

Alla "Spada di Damocle" dell'uscita della Gran Bretagna dall'Europa, visto il "tira e molla" dei negoziati fra Londra e Bruxelles, alla City di Londra, probabilmente ci hanno fatto il callo. A preoccupare di più i traders in questi giorni sarebbe il "rischio Italia". 

Come riferisce oggi un articolo de Il Sole 24 Ore pubblicato sul sito del giornale, al centro delle preoccupazioni degli operatori della borsa vi sono i Btp, i titoli di Stato italiani. 

"Sul mercato dei BTp, all’apparenza un maxi-mercato da 1’500 miliardi di titoli, non è più possibile fare uno scambio di una consistenza anche modesta, devi spacchettarlo e poi hai problemi a ricoprirti la posizione, rischi di trovarti ingabbiato senza accorgertene e senza motivo, da un momento all’altro", spiega un trader. Il motivo è una combinazione di più fattori, che vanno dalle intenzioni del Governo Lega-Movimento 5 Stelle, alla vicina fine dell'acquisto di titoli di Stato da parte della Bce. "Agli occhi dei mercati le promesse elettorali dei due partiti come flat tax e reddito di cittadinanza sono incompatibili con gli obiettivi di bilancio già illustrati in Parlamento, salvo smentita nei fatti", spiega l'articolo. "C’è di più: traders e investitori esteri temono quel che non si vede, quel che si progetta dietro le quinte con una lunga schiera di consiglieri economici euroscettici e senza scrupoli accorsi alla corte di Matteo Salvini e Luigi Di Maio". Un superamento dei vincoli di bilancio potrebbe rendere i Btp molto difficili da "piazzare" dopo la fine degli acquisti da parte dell'istituzione diretta da Mario Draghi (in partenza dalla Bce). Anche le banche italiane "potrebbero limitarsi a riacquistare i BTp in scadenza, per il chiasso che si fa sulla loro esposizione al rischio sovrano", scrive Il Sole 24 Ore. "Tutto questo", conclude l'articolo di Isabella Bufacchi, "si colloca dentro la cornice di un 2019 minacciato dalla mina vagante delle trovate di Trump, l’incognita delle elezioni europee e Brexit: dal rischio-Italia all’euro a rischio visto da Londra il passo è breve".