Anche ad Auschwitz vogliono "Prima i nostri"

Anche ad Auschwitz vogliono "Prima i nostri"

Marzo 11, 2018 - 09:35
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Una guida italiana del museo è finita vittima di minacce xenofobe. "Auschwitz per le guide polacche".

"Auschwitz per le guide polacche" e "La Polonia per i polacchi". Ad accompagnare le scritte sul muro della casa, accompagnata da una stella di David equiparata ad una svastica. Bersaglio delle scritte è Diego Audero, 35 anni, italiano, da undici anni vive e lavora in Polonia. La guida, collaboratore del Museo di Auschwitz, aveva poche settimane fa curato una mostra sui militari italiani nei lager tedeschi in Polonia nel periodo 1943-1945.
Se dietro al gesto vi sia un folle isolato o meno ancora non si sa, la magistratura e la polizia polacca indagano. Fatto sta che il clima di sospetto verso gli stranieri, in Polonia sta aumentando. A ciò si aggiunge la controversa legge approvata dal Parlamento, che vuole punire chi associa la Polonia alla Shoah o parla di "lager polacchi". Delle critiche degli estremisti di destra era diventato bersaglio anche il direttore del museo, Piotr Cywinski, criticato anche da parte della stampa.
"Mi sento ferito e triste per l'accaduto", commenta Audero interpellato da Repubblica, "perché la Polonia io la considero come casa mia. Mi ritengo totalmente integrato nella società e a Cracovia sto benissimo. Da circa un anno ho però avvertito che frange dell'ambiente sono diventate ostili verso gli stranieri, ma io non riesco a sentirmi tale".
Appena due giorni prima dell'apparizione delle scritte sulla casa di Audero, Barbara Nowak, alla guida del settore dell'educazione della regione di Malopolska, aveva criticato su Twitter la presenza di guide straniere e che il Museo dovrebbe avvalersi solo di guide polacche, "affinché rappresentino il punto di vista reale della storia e proteggano l'integrità della Polonia", sostenendo che "la Polonia ha la responsabilità di scrivere la propria storia e di difenderla dalle falsità dei comunisti occidentali".