Anche in Ticino arriva la "terza via"?

Anche in Ticino arriva la "terza via"?

Gennaio 31, 2018 - 16:58
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Le Cooperative di abitazione erano protagoniste ieri di una serata di discussione a Villa Sarioli.

La terza via fra proprietà e abitazione. In un momento dove nonostante l’alto tasso di appartamenti sfitti, gli affitti non accennano a diminuire, una realtà un po’ assente in Ticino (per non dire totalmente), ma che in Svizzera Interna è particolarmente presente, può rappresentare l’alternativa? Le cooperative di abitazione erano protagoniste di una serata organizzata ieri presso Villa Saroli a Lugano, come momento di dibattito conclusivo che ha fatto seguito ad una mostra dedicata al tema.
Associazioni senza scopo di lucro, queste forme di abitazione prevedono che tutti i soci della cooperativa (il numero minimo è 7) siano comproprietari dell’immobile. Se da un lato per alcuni è la valenza sociale, dettata dalla convivenza in alcuni spazi comuni, a rappresentare un valore aggiunto, anche dal punto di vista economico questa soluzione abitativa presenta dei vantaggi. Dato che il lucro non è fra gli scopi di queste entità, gli inquilini-proprietari pagano solo le spese, compartecipando alla gestione del bene comune, mentre l’immobile non è destinato a generare profitti o alla speculazione.
Una realtà che in Ticino è poco nota, come evidenziato anche dalla municipale di Lugano Cristina Zanini Berzaghi, che ha introdotto il dibattito assieme a Ludovica Molo di i2a - Istituto internazionale di architettura, promotore del dibattito. Solo recentemente è stata fondata la Sezione della Svizzera Italiana di Cooperative d’abitazione Svizzera (CASSI) (leggi qui).  La presidente Monique Bosco-von Allmen era fra i relatori del dibattito e ha presentato i dettagli di questa forma d’abitazione, con particolare accento sui maggiori diritti di cui gode un socio di queste cooperative. Da un lato quello della co-gestione della proprietà, ma anche, ad esempio, una maggiore tutela dallo sfratto. Ma anche la società nel suo complesso ne beneficia, da un lato con progetti particolarmente attenti alla qualità archietettonica che sono stati spesso promossi dalle cooperative, dall'altro con un tessuto sociale tipico della cooperativa in grado rispondere autonomamente alle necessità di alcune fasce della popolazione, come anziani e bambini, si è detto.
A testimoniare l’importante presenza delle cooperative di abitazione in Svizzera era a Lugano pure Fred Frohhofer, fondatore e membro di Neustart Schweiz - Associazione per il rinnovo siaciale ed economico della Svizzera, nonché membro della cooperativa di abitazione NeNa1 e del forum per lo sviluppo della città 5im5i a Zurigo, realtà con la maggior presenza europea di cooperative di abitazione dopo Vienna. Alla tavola rotonda che ha chiuso la conferenza, si sono aggiunti Giovanni Bolzani di generazioni&sinergie e Nicola Regusci di Cities Con-nection Project, e il dibattito ha coinvolto a lungo il pubblico presente.
Realtà poco conosciuta nel nostro Cantone, quella delle cooperative, ma che sicuramente suscita molto interesse, a giudicare dalla folta presenza al discussione che ha avuto luogo a Villa Saroli.
E intanto anche sul piano politico qualcosa si muove, come con il sedime di Via Lambertenghi 3 a Lugano che dovrebbe essere concesso in diritto di superficie e per cui si sta preparando il relativo concorso.