Armi chimiche: Macron ha le prove, ma il Pentagono frena

Armi chimiche: Macron ha le prove, ma il Pentagono frena

Aprile 13, 2018 - 09:43
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Parziale retromarcia di Trump sulla Siria. Macron e May a capo del fronte "interventista":

Continua a crescere la tensione sulla Siria, dopo l'attacco condotto dalle forze governative di Bashar al-Assad sulla città siriana di Douma, in cui sarebbero state impiegate armi chimiche. Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che “abbiamo la prova che sono state usate armi chimiche, per lo meno cloro, da parte delle forze di Bachar al Assad”, la premier britannica Theresa May ritiene “sia necessario agire”, mentre Donald Trump, dopo il tweet di due giorni fa (“Russia stai pronta, i nostri missili belli, nuovi e “intelligenti” sono in arrivo”) modera leggermente i toni. “Non ho mai detto quando ci sarebbe stato un attacco contro la Siria”, ha detto. “Potrebbe essere molto presto oppure niente affatto presto. In ogni caso, gli Stati Uniti, con la mia Amministrazione, hanno fatto un grande lavoro per liberare la regione dall’Isis. Dov’è il nostro “Grazie America”?”.
A frenare sull’ipotesi di un attacco è il Pentagono. L’ex generale James Mattis, Segretario alla difesa, ha dichiarato che “stiamo cercando di fermare l’assassinio di persone innocenti. Ma a livello strategico, dobbiamo ragionare su come evitare un’escalation fuori controllo”.
“La Germania non parteciperà ad azioni militari”, ha già fatto invece sapere la cancelliera tedesca Angela Merkel. Anche il premier in carica italiano Paolo Gentiloni ha detto "no ad azioni militari".