Arriva Harvey, "potenzialmente devastante". Ci sono ancora 2'400 piattaforme petrolifere con bulloni difettosi?

Arriva Harvey, "potenzialmente devastante". Ci sono ancora 2'400 piattaforme petrolifere con bulloni difettosi?

Agosto 25, 2017 - 18:40

La tempesta tropicale Harvey è diventata un uragano e sta per abbattersi sulle coste del Texas. Il  National Hurricane Center ha indicato che l'uragano sta acquisendo potenza e diventerà "potenzialmente devastante", con venti che potrebbero toccare i 210 km/h. L'evento meteorologico dovrebbe toccare terra nei pressi di  Corpus Christi fra venerdì e sabato e si teme che possa avere gli stessi devastanti effetti dell'uragano Katrina. Il governatore del Texas, Greg Abbott, ha dichiarato lo stato di calamità in 30 contee e mobilitato 700 uomini della guardia armata e aerea. Fra e misure adottate vi è anche la chiusura di uffici e scuole.

Ad essere evacuate sono state anche le piattaforme petrolifere, nonché raffinerie e pozzi a terra nei pressi della costa. Il prezzo del petrolio si è già adeguato al rialzo come conseguenza dello stop alla produzione. 

Per quanto riguarda le piattaforme petrolifere invece c'è da sperare che siano stati sostituiti i 2'400 bulloni difettosi, presenti sulla maggior parte delle piattaforme del Golfo del Messico. Era dello scorso luglio infatti la notizia che i bulloni che ancorano le piattaforme petrolifere al fondale stanno gradualmente cedendo. La notizia aveva suscitato il timore che potesse ripetersi un disastro come quello della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, nel 2010.

15 luglio 2016

 

È di nuovo allarme per il Golfo del Messico a sei anni dalla marea nera di greggio fuoriuscita dalla piattaforma Deepwater Horizon, che danneggiò gravemente gli ecosistemi di Luisiana e Missisipi. Gli esperti del Ministero degli Interni statunitense hanno determinato che i bulloni che ancorano le piattaforme petrolifere ai fondali stanno gradualmente cedendo. Le piattaforme interessate sono 2'400 nel Golfo del Messico, oltre a 23 in California e una la largo dell'Alaska. La scoperta del problema, riporta il Wall Street Journal, ha finora provocato costosi "shut-down", ma il timore è quello del ripetersi di un disastro simile a quello del 2010, che causò la più grande fuoriuscita di greggio nella storia degli Stati Uniti.