Assistenza: Pronzini vuole vederci chiaro

Assistenza: Pronzini vuole vederci chiaro

Gennaio 12, 2018 - 13:43
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Il deputato Mps (Movimento per il socialismo) ha presentato un'interpellanza sulle cifre fornite dall'USSI in merito all'assistenza sociale.

Le cifre rese note dall’Ufficio sostegno sociale e inserimento (USSI) in merito ai beneficiari dell'assistenza sociale non convincono il deputato Mps Matteo Pronzini. "A parte il solito notevole e inspiegabile ritardo nel fornire una statistica amministrativa, ci sono altre cose che lasciano perplessi e sembra siano fatte apposta per confondere le acque, invece di favorire la comprensione dell’evoluzione del fenomeno", scrive Pronzini in una sua interpellanza inviata oggi al Consiglio di Stato.
"Ricordiamo che la frequenza e il modo in cui vengono pubblicati il dati relativi all’assistenza sono cambiati più volte negli ultimi anni", prosegue il deputato. "Prima vi erano resoconti trimestrali, poi sono diventati semestrali e ora annuali. Prima venivano fornite le cifre delle domande inoltrate, attive e pagate con il relativo numero di persone, ora solo quello delle domande pagate e dei beneficiari. Sono sparite anche le cifre delle domande e delle persone con almeno un pagamento nei precedenti 12 mesi".
Secondo pronzini è "difficile quindi rendersi conto esattamente di quale sia l’evoluzione a meno che le cifre non vengano esplicitate e spiegate. E non aiutano certo le dichiarazioni degli alti funzionari, che sembrano più voler minimizzare la situazione che informare correttamente il media e la popolazione". "Quando un responsabile parla di 'rallentamento generale dei casi in assistenza' il cittadino - e molto spesso anche il giornalisti -  pensa che vi sia un calo dei casi, quando in realtà non fanno che aumentare", prosegue lo scritto. "Un aumento del 4,4% quando il beneficiari dell’assistenza con domande pagate erano 4’000 ha un impatto un diverso rispetto allo stesso aumento percentuale calcolato su 8’000 persone".  

"Fra il 2015 e il 2016, con l’entrata in vigore di misure di risparmio che hanno tolto il diritto agli assegni AFI/API a diverse categorie di famiglie, il numero dei beneficiari è aumentato del 12,7%. A titolo di paragone nello stesso periodo nelle città svizzere -  dove abitualmente il tasso di aiuto sociale è più elevato rispetto al resto del paese - l’aumento è stato del 5,2%".
"Quindi nel 2016 vi è stato un aumento del 12,7% dei beneficiari su base annua, a fronte di un incremento della popolazione dello 0,7%".
"Rispetto alla fine del 2014, il beneficiari sono aumentati di 1’080, pari al 15,86%.... Però 'magicamente' il tasso  rispetto alla popolazione scende al 2,2%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto alle cifre fornite dall’USSI nella prima edizione dell’attuale versione 'a fumetti' dei dati dell’assistenza".

"E questo 'incredibile' calo sarebbe avvenuto malgrado siano stati negati gli assegni AFI/API  a numerose categorie di famiglie e malgrado si affermi che 'In Ticino la quota di persone che usufruiscono del sostegno sociale è stabilmente inferiore alla media svizzera, anche grazie alle prestazioni in favore delle famiglie con figli (AFI / API)'".
"In realtà, il tasso di beneficiari dell’assistenza in Ticino - stando ai dati dell’UST - è in continuo aumento dal 2010 e nel 2016 era del 2,8%".

"Inoltre la quota del sostegno sociale in Svizzera viene calcolata tenendo conto di tutte le persone che hanno ricevuto una prestazione nell’anno in questione, contrariamente all’USSI che non fornisce più questo dato. Non è quindi possibile paragonare i due dati visto che sono calcolati in maniera diversa e che il numero di beneficiari risulta più elevato per il Ticino se calcolato in base ai criteri dell’Ufficio federale di statistica. Per l’anno 2016 ad esempio sono 9’902 e non 7’709 come conteggiati dall’USSI, le unità di riferimento sono 6’578 e non 5’268".
"Non si capisce come mai l’USSI abbia scelto di fornire indicatori che sono diversi da quelli usati dall’Ufficio di statistica e che non permettono paragoni."
"Sempre utilizzando i dati dell’UST e attribuendo al dato 2015 il valore 100 si può paragonare l’aumento delle unità di assistenza (quelle che nella statistica USSI vengono chiamate domande) in Svizzera e in Ticino. In Ticino la crescita è più marcata sia per il numero totale delle unità di riferimento, che rispetto alla varie fasce di età, ma è addirittura impressionante per quanto riguarda i meno di 25 anni, categoria decisamente penalizzata dalla revisione della LADI, e per i più di 46 anni, e sappiamo che le possibilità di rientrare nel mondo del lavoro calano proporzionalmente all’età".

"Il numero di beneficiari in Ticino calcolati dall’UST è passato da 6’171 nel 2010 a 9’902 nel 2016, con un aumento di oltre il 60%. Nello stesso periodo in Svizzera il numero di beneficiari è aumentato del 18,2%. Con simili differenze di crescita la quota 'stabilmente inferiore alla media svizzera' è una pia illusione".

Pronzini chiede pertanto al Consiglio di Stato:

"1. Perché l’USSI non utilizza lo stesso metodo di calcolo dell’UST?
2. Quanti sono i beneficiari d’assistenza per i singoli distretti ticinesi?
3.di quanto è aumentato percentualmente il numero di beneficiari sotto i 25 anni (calcolati secondo il criteri dell’UST) in Ticino (a livello cantonale e dei singoli distretti) e in Svizzera?
4. di quanto è aumentato percentualmente il numero di beneficiari sopra il 45 anni (calcolati secondo il criteri dell’UST) in Ticino (a livello cantonale e dei singoli distretti) e in Svizzera?
5. di quanto è aumentato percentualmente il numero di unità di riferimento per le famiglie monoparentali e le coppie con figli (calcolati secondo i criteri dell’UST) in Ticino (a livello cantonale e dei singoli distretti) e in Svizzera?
6. di quanto è aumentato percentualmente il numero di beneficiari per le famiglie monoparentali e le coppie con figli (calcolati secondo il criteri dell’UST) in Ticino (a livello cantonale e dei singoli distretti) e in Svizzera?
7. come spiega  le differenza fra Ticino e Svizzera negli aumenti delle unità di riferimento e dei beneficiari per le varie categorie sopracitate?
8. il Ticino è l’unica Grande Regione dove si è registrato un aumento del tasso di povertà fra il 2010 e il 2015. Come spiega  questa evoluzione e il fatto che la differenza con il tasso nazionale sia cresciuta da 3,2 punti percentuali a oltre 10 punti percentuali?
9. in Ticino anche il tasso di rischio di povertà è salito fra il 2010 e il 2016. Come spiega il fatto che sia ormai oltre il doppio rispetto alla media nazionale, la differenza era 5,3 punti ora è di 16,7 punti ?"