"Avete avuto un'intuizione giornalistica notevole"

"Avete avuto un'intuizione giornalistica notevole"

Settembre 24, 2016 - 20:00
Posted in:

Il Festival del Film di Locarno ha ufficializzato ieri la partnership con La Mobiliare in sostituzione dell'Aet quale uno dei Main Sponsor del Festival (come da noi anticipato). Alla conferenza stampa di ieri abbiamo intervistato il presidente del Festival Marco Solari sulle opportunità che nascono da questa collaborazione e sulla genesi di questo accordo. 

Marco Solari, alla conferenza stampa di presentazione della 69esima edizione del Festival del Film, il 14 luglio a Bellinzona, lei ci aveva detto nell'intervista al nostro portale quanto fosse importante per il Festival sostituire lo sponsor dell'Azienda elettrica ticinese (Aet).
Alla conferenza della presentazione dei premi del Festival il 13 agosto, invece, lei ci aveva smentito che potesse essere La Mobiliare il nuovo sponsor (noi avevamo dato la notizia in anticipo). Oggi, 23 settembre, guarda caso in questa conferenza stampa lei ha annunciato che sarà proprio La Mobiliare a sostituire l'Aet. Soddisfatto per il nuovo sponsor?
Precisiamo. Io non ho mentito né smentito! In quell'occasione (alla conferenza stampa di premiazione dell'ultimo giorno del Festival, ndr) le ho detto che La Mobiliare era già nostro sponsor e mi sono fermato li. Il problema è che in quel momento eravamo ancora in altissimo mare. C'erano stati degli avvicinamenti e delle prime domande a La Mobiliare sulla possibilità di fare qualcosa in più. C'erano stati dei “pourparler”, ma il Ceo de La Mobiliare Markus Hongler non era ancora sicuro di poter portare l'accordo a buon fine.
 
 
Dunque abbiamo portato fortuna...
Avete avuto un'intuizione giornalistica notevole. Avevate rimarcato che erano giunte al Festival molte persone de La Mobiliare e che c'era un certo fermento. Da li avevate dedotto che potevano essere interessati. Effettivamente lo erano, ma in quel momento non era ancora stato deciso nulla. Tanto è vero che la decisione definitiva è stata presa dieci giorni fa.
 
 
Tornando all'intervista di inizio estate, in cui parlavamo dell'importanza del Festival di essere attrattivo per degli sponsor, l'accordo che avete siglato oggi significa che il Festival del Film è effettivamente interessante per degli importanti brand e delle importanti aziende che vogliono investire in eventi di questo tipo?
Io penso che sia effettivamente così. Il Festival del Film è ancora considerato fra i sei-sette migliori festival al mondo. Credo però che la questione vada oltre e che ci sia un senso di responsabilità dei manager svizzeri, che vogliono anche aiutare una regione e non vogliono che sia economicamente indebolita e umiliata dal punto di vista culturale. Hanno nel loro dna un senso dell'equilibrio che fa sì che un aiuto al Festival non è solamente una questione di marketing, ma è anche una questione di sensibilità politica.
 
 
A questo proposito, quanto conta che nel Consiglio di amministrazione (Cda) de La Mobiliare ci sia un ticinese?
Fulvio Pelli è stato il primo ad avermi introdotto a Markus Honger, cinque anni fa, quando ancora non avevamo un obbiettivo preciso. L'avvicinamento è avvenuto in un secondo tempo. Per me queste relazioni sono un capitale. Io da anni passo uno o due giorni in Svizzera tedesca proprio per intensificare le relazioni con quelli che possono essere di aiuto per far crescere e consolidare il Festival.
Il fatto che Fulvio Pelli sia nel Cda è stato fondamentale e dimostra quanto senso di equilibrio ha una cooperativa come La Mobiliare. Ora La Mobiliare ha scelto anche un altra ticinese, Laura Sadis, che con la sua prima seduta di Cda il 13 di settembre ha avuto il graditissimo compito di poter votare a favore di un aiuto al Festival del Film di Locarno.
 
 
Nella conferenza stampa di oggi avete parlato di come La Mobiliare sarà presente al Film Festival. Lei ha parlato di possibili collaborazioni nell'ambito digitale e dell'esperienza maturata da La Mobiliare in questo campo. Che tipo di sinergie possono esserci con il Festival in questo campo?
Ci possono essere delle sinergie, che del resto abbiamo anche con un partner come la Swisscom, anche lei molto attiva nel digitale. Delle sinergie ci possono essere nella piattaforma, ma anche nel management e in tanti altri campi, perché il digitale sta rivoluzionando tutto. La nostra vita non è più uguale e c'è una rapidità di cambiamenti incredibile.
Penso a Facebook: ogni tanto chiedo ai miei due nipoti, un ragazzo e una ragazza, uno di sedici e l'altra di quindici anni, come comunicano. Loro mi dicono che la mail è vecchia, la usano solo i bisnonni. E per loro anche Facebook è vecchio.
Un Festival che vuole essere giovane necessariamente deve essere sensibile alle nuove forme di comunicazione. La Mobiliare si occupa ogni giorno come assicurazione di questa digitalizzazione nelle sue varie forme. Dunque sarà interessante conoscere le loro esperienze. Accanto a ciò vi è un altro aspetto. Il Festival è il contrappeso al digitale perché è uno dei pochi momenti di incontro fisico, dove la gente si guarda negli occhi. Dunque il contrario del mondo digitale. Noi abbiamo questi due aspetti, quello conservatore, che è il sedersi con ottomila persone e vivere insieme l'avventura, e poi il digitale, che è in cambiamento continuo.
 
 
Lei a una domanda che è stata fatta in conferenza stampa oggi ha risposto sottolineando l'autonomia del Festival. Eppure, notizia di poche settimane fa, la Neue Zürcher Zeitung ha preso il “controllo” del Festival del Film di Zurigo.
Lei pensa che l'autonomia quasi assoluta del Festival di Locarno, anche se ci sono delle relazioni con gli sponsor e con l'Ente pubblico, possa rimanere un atout anche per il futuro, o a un certo punto bisognerà adeguarsi?
Su Zurigo non mi esprimo, devono saperlo loro. Loro hanno assicurato che l'autonomia rimane.
Per quanto riguarda Locarno finché sarò presidente, e spero di esserlo ancora per diversi anni, quello che in economia si chiama USP (Unique selling proposition, ndr), ovvero la nostra autonomia, non deve essere toccata, perché tradirei me stesso. Questa autonomia deve rimanere in forma quasi assoluta. Del resto non va dimenticato che questa autonomia è quello che caratterizza Locarno fra i Festival mondialmente importanti. Siamo probabilmente il festival più libero e meno esposto a pressioni dell'economia o della politica . Questa caratteristica fa sì che il Festival rimane considerato con enorme rispetto. Qui a Locarno, si sa che c'è una linea rossa invalicabile per tutti.