Beltra sì, o Beltra no?

Beltra sì, o Beltra no?

Maggio 16, 2016 - 20:40

Il prossimo 5 giugno voteremo sulla Modifica della Legge sull'Ente Ospedaliero Cantonale e sull'iniziativa popolare cantonale "Giù le mani dagli ospedali". Ticino Today approfondisce il tema con un'intervista doppia. I protagonisti de Il Gioco della Torre sono: Giorgio Fonio, sindacalista OCST, deputato in Gran Consiglio (PPD) e Consigliere Comunale a Chiasso (PPD); Andrea Ghisletta, Consigliere Comunale a Mendrisio (PS).

 

Cognome:

 

Fonio

 

Ghisletta

Nome:

 

Giorgio

 

Andrea

 

Data di nascita:

 

1 luglio 1984

 

19 dicembre 1993

 

Comune in cui si vive (e frazione):

 

Chiasso

 

Mendrisio (Genestrerio)

 

Attività/professione:

 

Sindacalista

 

Studente in economia politica e sviluppo sostenibile

 

Film preferito:

 

Ogni maledetta domenica

 

“La vita è bella” di Roberto Benigni

Musica/cantante preferito:

 

 

Amo la musica italiana

 

In generale la canzone d’autore italiana, in particolare Fabrizio de André

 

Il libro che hai amato di più:

 

Io Uccido

 

Mi interessano i libri (romanzi, economici, sociologici, antropologici, eccetera) che aiutano a capire il funzionamento di una società. Per restare sulla cronaca ticinese attuale dico “Un’economia a rimorchio” di Angelo Rossi.

 

Cibo/pietanza preferita:

 

Ogni tipo di pasta

 

Le lasagne

Segno zodiacale:

 

 

Cancro

 

Sagittario

 

Il prossimo 5 giugno voteremo il referendum contro la Modifica della Legge sull'Ente Ospedaliero Cantonale e l'iniziativa popolare cantonale "Giù le mani dagli ospedali". Sulla tua scheda ci saranno dei SI o dei NO?

 

Ci saranno un chiaro Sì alla modifica della Legge sull’Ente Ospedaliero cantonale e un altrettanto chiaro No all’iniziativa “Giù le mani dagli ospedali”.

 

Rispettivamente un NO e un SÌ (sostengo il referendum e l’iniziativa).

 

  Quali sono le motivazioni che ti porteranno a votare favorevolmente o sfavorevolmente rispetto ai due oggetti in consultazione?

 

Vogliamo che la qualità delle cure nei nostri ospedali migliori? Vogliamo evitare di dover farci curare in Svizzera interna alla minima complicazione? Vogliamo evitare di declassare gli ospedali di Faido e di Acquarossa? Allora, votiamo un Sì e un No. La modifica della LEOC consentirà all’Ente ospedaliero cantonale di stringere delle collaborazioni con le cliniche private, previo accordo del Gran Consiglio, e di poter imporre al privato le regole vigenti nel pubblico, quali la sottoscrizione del contratto collettivo di lavoro come nel pubblico, l’organizzazione che prevede la figura del primario e la disponibilità ad offrire posti di formazione. Non si tratta quindi di una privatizzazione del pubblico, ma semmai di un suo rafforzamento. Inoltre in caso di No alla LEOC le numerose collaborazioni già esistenti tra EOC e talune strutture private (rete Reha per la riabilitazione, con il Cardiocentro, …) non solo non potranno essere sviluppate ulteriormente, ma nemmeno potranno proseguire nelle forme attuali. La LEOC darebbe un esplicito riferimento legislativo a questi accordi. Quindi in caso di rifiuto popolare le collaborazioni tra EOC con terzi potrebbero essere reimpostate in senso più restrittivo.

 

Trovo errati i due principi su cui si basa la pianificazione ospedaliera: l’estrema concentrazione e la privatizzazione. La sanità di base deve essere un servizio pubblico per i cittadini e le cittadine, e non un business per facoltosi azionisti. L’iniziativa, invece, è importante poiché fissa dei paletti minimi per l’offerta medica regionale.  

 

Ipotizzando un consenso popolare attorno all'iniziativa di MPS, ritieni che questa possa diventare un freno allo sviluppo di una sanità di qualità? Se sì, come?

 

Sì, perché l’iniziativa MPS è anacronistica e superata dalla pianificazione ospedaliera che assicura più di quanto richiesto dall’iniziativa. Impone di fare tutto in tutti gli ospedali con possibili oneri supplementari a carico del Cantone. Inoltre è contraria al diritto federale perché non rispetta i criteri per l’attribuzione dei mandati che per legge deve fondarsi sull’analisi del fabbisogno. Infine è obsoleta perché non tiene conto dei progressi nella gestione degli ospedali.

 

Non per forza. Essa fissa solo dei principi regionali minimi da accontentare per la medicina di base, che verranno poi eventualmente esplicitati dai legislatori. Lo sviluppo di ulteriori poli o servizi non sarebbe impedito.

 

La pianificazione ospedaliera e la modifica di legge su cui voteremo, lasciano troppo spazio alla sanità privata? Il pericolo è quello di avere una sanità sì di qualità, ma non realmente accessibile a tutti esiste?

 

Non sono d’accordo con questa affermazione. La pianificazione ospedaliera - peraltro non oggetto di votazione - conferma i mandanti esistenti sia per il pubblico che per il privato. Comporta semmai una loro diversa distribuzione, o meglio riordino tra ospedali allo scopo di creare dei centri di competenza. La sanità svizzera è regolata da una legge federale che consente un accesso universale alle cure a tutti i cittadini. In Ticino anche le cliniche private hanno l’obbligo di accogliere i pazienti, senza distinzione. Quindi non c’è e non ci sarà una sanità di serie A o B per quel che riguarda la LAMal.

 

Siamo di fronte a processi di privatizzazione nel campo della sanità. Il privato ha l’obbiettivo di fare utile e considera solo il suo microcosmo. Ciò cozza spesso e volentieri con quanto sarebbe ideale per la società, pazienti e personale in primis. Oltre al rischio che tali logiche contagino la gestione dei partenariati pubblico-privati, c’è da considerare la possibilità che alcuni privati tentino di sfruttare il paracadute pubblico per fare utili a corto termine. Controllare queste dinamiche di sfruttamento del partner pubblico comporterebbe inoltre grossi costi e difficoltà.

 

Come vedi il futuro del centro donna-madre-bambino a Sorengo, all'interno di un SA gestita da EOC e gruppo privato Genolier? Parallelamente, qual è il tuo giudizio sul caso analogo di Locarno, con la gestione di una SA di proprietà dell'EOC e della clinica privata Santa Chiara?

 

È l’opportunità per avere infine un centro specialistico in maternità e ostetricia che potrà collaborare con un altro futuro centro di neonatologia a Bellinzona. I medici che ho incontrato spiegano come i numeri in ostetricia e neonatologia siano determinanti per la qualità delle cure. Riuscire a riunire i 1200 parti del luganese in un unico centro consente un grosso miglioramento delle cure ai neonati. Che il partner sia privato non mi preoccupa fintanto che le regole imposte dalla modifica della LEOC prevedono che siano quelle vigenti nel settore pubblico e che l’autorizzazione perché ciò avvenga sarà data dal Gran consiglio in base a criteri di fabbisogno. Per quel che riguarda locarnese, il caso è sì analogo ma ancora a livello di progetto. Da un primo sondaggio presso la popolazione, posso dire che una maggiore sinergia tra l’Ospedale regionale e la Clinica Santa Chiara è ben vista, il che mi pare un ottimo punto di partenza per iniziare a discuterne.

 

Sono molto preoccupato. In primis il gruppo Genolier ha dato prova – in Ticino e altrove in Svizzera, penso in particolar modo agli scioperi alla Providence di Neuchâtel – di intendere la medicina come business piuttosto che come servizio, intraprendendo politiche redditizie (per loro!) a scapito di personale e pazienti.

 

Lo sviluppo della pianificazione ospedaliera non arrischia di portare a un eccessivo accentramento dei servizi in uno o due centri? Il Locarnese e il Mendrisiotto, ad esempio, potrebbero dover offrire una medicina di serie B?

 

Premettendo di nuovo che la pianificazione ospedaliera è stata approvata dal Gran Consiglio in dicembre non è oggetto di votazione, e che entrerà in vigore a prescindere dall’esito della votazione del 5 giugno sulla LEOC, preciso che la pianificazione ospedaliera permette una moderata concentrazione delle discipline in funzione dei bisogni della popolazione. In medicina è la domanda di cure che ne assicura la qualità. Se l’offerta di prestazioni supera la domanda vi sarà comunque un peggioramento delle cure. Il locarnese come il mendrisiotto mantengono le loro discipline di base, e potranno beneficiare dell’aumento della qualità delle cure che avremo per la medicina specialistica a Bellinzona e Lugano. Del resto, già oggi in caso di problemi cardiaci andiamo a Lugano, consapevoli che a Mendrisio non riceveremo cure specialistiche, e non ho mai sentito nessuno lamentarsi dell’esistenza del Cardiocentro, anzi!

 

Certo, il rischio di un indebolimento del servizio pubblico ospedaliero in queste regioni è concreto. È la logica conseguenza della concentrazione e della privatizzazione. L’OBV potrebbe ad esempio venir declassato e perdere il suo reparto di ostetricia.

 

All'interno del disegno della pianificazione ospedaliera, qual è il ruolo che potranno avere ospedali di periferia, quale quello di Acquarossa?

 

La pianificazione non porterà modifiche alle attività dell’ospedale di Acquarossa, quindi nessun smantellamento! Nello specifico manterrà la geriatria grazie al nuovo reparto acuto di minore intensità dove avrà un’evoluzione e una specializzazione ulteriore. Assicurerà il numero attuale di impieghi, un centinaio solo ad Acquarossa. Conferma 50 posti letto, come oggi, accanto allo sviluppo di nuove specializzazioni (10 di medicina di base, 30 in reparti acuti di minore intensità, 10 in casa per anziani). E non da ultimo manterrà un presidio sanitario 24 ore su 24, che come oggi sarà in grado di prestare le prime cure per patologie non gravi e rispettivamente di stabilizzare i pazienti prima di trasportali nei centri specializzati. Inoltre l’EOC assicurerà la presenza settimanale di specialisti in valle. Infine la pianificazione esenta finanziariamente i comuni. Ricordo poi che grazie ad un accordo raggiunto con i comuni di Blenio entro 5-6 anni un nuovo stabile sorgerà ad Acquarossa per rafforzare il Polo socio-sanitario bleniese con prospettive anche per i relativi posti di lavoro. Quanto alle collaborazioni pubblico e privato, è previsto lo sviluppo di ulteriori sinergie tra Casa anziani la Quercia, l’Ospedale di Acquarossa e i servizi di cura a domicilio o i medici privati della regione.

 

Il fatto che in questi ospedali periferici non venga più ad esempio garantito il pronto soccorso per tutta la settimana è emblematico. Il destino che sembra profilarsi per questi centri è quello di case di cura post intervento. Insomma: non proprio degli ospedali. Alla faccia del riguardo per le zone periferiche sbandierato dal PPD su altri temi.

 

L'ospedale cantonale unico è un passo conseguente alla pianificazione ospedaliera? Sarà mai possibile vederlo in Ticino?

 

Se guardo alle grosse resistenze prettamente ideologiche a delle riforme minime come la pianificazione ospedaliera o alla modifica della LEOC mi pare che un dibattito sull’ospedale cantonale unico appartenga per ora al capitolo della fantascienza.

 

Magari ci sarà la possibilità di istituire un ospedale unico per le specializzazioni, ma per la medicina di base credo che il sistema multisito dell’ente rimarrà anche in futuro.

 

Il referendum sulla Modifica della Legge sull'EOC, rimettere in discussione la pianificazione ospedaliera, o meno (come affermato da Paolo Beltraminelli)?

 

No, come detto anche sopra, la modifica della LEOC non rimette in discussione la pianificazione ospedaliera, peraltro già approvata dal Gran Consiglio nel dicembre scorso. Vero è però che un eventuale rifiuto popolare di ulteriori sviluppi nelle collaborazioni tra pubblico e privato ingesserà le attività dell’EOC relegandolo a un ruolo subalterno rispetto allo sviluppo che avrà la sanità privata in futuro.

 

Formalmente no, ma l’accettazione del referendum diverrebbe una pietra miliare in opposizione delle politiche di privatizzazione e concentrazione portate avanti da Beltraminelli.

 

Giorgio Fonio, cosa pensi di Andrea Ghisletta? Andrea Ghisletta, cosa pensi di Giorgio Fonio?

 

Penso che sia un giovane brillante e che sentiremo parlare di lui nei prossimi anni!

 

Giorgio è una persona piena di energia e piuttosto progressista su molti temi. Anche se ogni tanto pecca di “oregiattismo” (se la pianificazione non fosse targata PPD forse si troverebbe dall’altra parte della barricata)... 


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