Bolla immobiliare? "Non ancora, ma gli appartamenti sfitti..."

Bolla immobiliare? "Non ancora, ma gli appartamenti sfitti..."

Maggio 22, 2018 - 10:57
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La Ssic Ticino, sezione ticinese della Società svizzera impresari costruttori, festeggia quest'anno 100 anni dalla sua fondazione. Nel corso dell'assemblea di giovedì scorso (vedi qui) è stato ricordato l'importante anniversario, ma si è anche parlato della situazione attuale del settore edilizio, che in Ticino rappresenta il 7% del PIL cantonale. Abbiamo intervistato il presidente della Ssic Ticino Mauro Galli.

Mauro Galli, come è cambiato il vostro mestiere in questo secolo?
Sicuramente è cambiato molto dal punto di vista delle tecnologie e delle metodologie di lavoro. 
Non sono cambiate le premesse della nostra attività. Già nell'assemblea costitutiva del 1918 si parlava di tutelare gli interessi degli impresari costruttori ticinesi, di combattere la concorrenza sleale e di promuovere la formazione delle persone impiegate in questo settore. Malgrado il cambiamento del contesto economico, delle metodologie di lavoro, della tecnologia, questi tre punti sono ancora attualissimi.

Quali sono le maggiori problematiche che riscontrate nel vostro settore?
Vi è una difficoltà a fare applicare le stesse regole per tutti gli operatori del settore. Sappiamo benissimo che chi non applica le regole, almeno per qualche tempo, riesce a fare una concorrenza sleale a chi invece magari da anni si impegna a seguire tutte le prescrizioni. 


Quali strumenti a vostro avviso potrebbero migliorare la situazione?
L'obiettivo principale è ottenere una concertazione fra tutti gli attori. Da soli non possiamo fare niente. Assieme ai partner sindacali, istituzionali e con i committenti, possiamo perlomeno arginare questo fenomeno, anche se estinguerlo del tutto sarà difficile. 


Sul fronte sindacale nell'edilizia si prospetta un'estate calda in relazione al rinnovo del contratto mantello nazionale di lavoro. Quali sono le divergenze che avete con i sindacati?
Il contratto mantello nazionale, e di riflesso quello cantonale, andranno in scadenza alla fine di quest'anno, e vanno dunque rinnovati. Fra noi, che rappresentiamo i datori di lavoro, e la controparte sindacale,  c’è accordo su alcuni temi, come la lotta alla concorrenza sleale. Su altri meno. La tendenza dei sindacati è quella di pretendere sempre di più per quanto riguarda gli stipendi, ma anche le prestazioni che diamo ai dipendenti. Oggi il mercato ci consente di lavorare, ma è sempre più globalizzato aperto alla concorrenza. Noi stiamo cercando di riuscire ad ottenere ancora più flessibilità di quanto abbiamo oggi, cosa che da parte sindacale si fa fatica a concedere.

Flessibilità in quali ambiti?
Ad esempio negli orari di lavoro e nel conteggio degli stessi. Nell'allestimento dei programmi e dei calendari di lavoro. 
Per quanto riguarda il lato economico già oggi il nostro settore credo sia il migliore in Svizzera in materia di stipendi, classificazione salariale, settimane di vacanza, orario di lavoro e prepensionamento. Sono concessioni che negli ultimi anni abbiamo giustamente fatto. Ora pero non possono essere ulteriormente estese. 


In merito al settore edilizio negli ultimi anni si è spesso parlato di bolla immobiliare. In Ticino si sta vivendo una bolla?
Non siamo in una bolla immobiliare. Non ancora perlomeno. Vediamo dei segnali che non sono preoccupanti, ma sono un primo grado di allarme. La percentuale di appartamenti sfitti, in generale in Svizzera ma anche in Ticino, è in aumento. Anche il tasso degli appartamenti nuovi che rimangono sfitti è in aumento. Bisogna monitorare la situazione. Se si dovesse continuare a costruire oltre alla domanda, si potrebbe ricadere in un momento di bolla immobiliare. 


Negli ultimi anni i bassi tassi di interesse hanno favorito l'investimento nel settore immobiliare. Temete ricadute negative per il vostro settore qualora i tassi di interesse dovessero aumentare?
Tutto dipende dall'entità dell'aumento dei tassi di interesse. 

Se i tassi dovessero aumentare di poco e gradualmente coloro che hanno fatto investimenti sani, vale a dire con un minimo di redditività, sarebbero in grado di reggere un eventuale aumento. 

Chi invece ha fatto investimenti molto "tirati" per quanto riguarda la redditività, facendo affidamento su dei tassi di interesse attorno all'1-1,5%, se questi dovessero aumentare si troverebbe sicuramente in difficoltà. 


Negli ultimi anni si parla molto della stampa 3D e del modo in cui rivoluzionerà la produzione. Recentemente la stampa tridimensionale è arrivata anche nel settore edilizio, con le prime case prodotte con questo metodo. Per voi questo rappresenta una concorrenza pericolosa o un'opportunità?
Siamo curiosi di capire se questo nuovo concetto potrà affermarsi. Grazie alla tecnologia, alla digitalizzazione, ai nuovi sistemi di elaborazione dei progetti e di stampa, ci saranno dei mutamenti a cui si dovrà adeguarsi. Andranno cambiati i metodi di lavoro. Le innovazioni sono però sempre avvenute nel corso degli anni. Non dobbiamo avere troppi timori, ma osservare ed adeguarci alle innovazioni.