Botta "beato fra le donne" ai "Pardi alternativi"

Botta "beato fra le donne" ai "Pardi alternativi"

Agosto 12, 2018 - 00:02
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I Boccalini d'Oro, i "pardi alternativi", hanno assegnato i loro premi al Rivellino.

Ieri, un giorno prima della presentazione dei Palmarès ufficiale del festival, al Rivellino, come ogni anno, venivano presentati i "Boccalini d'Oro", i premi della critica indipendente. Ad annunciare  i vincitori, dalle scale che portano al cortile della fortezza medievale, il critoco cinematografico Ugo Brusaporco, che ogni anno annuncia i "Pardi alternativi".
Un Palmarès al femminile quello dei "Boccalini" di quest'anno. Unico uomo, "beato fra le donne", l'architetto ticinese Mario Botta, protagonista del documentario “Mario Botta. Oltre lo spazio”, di Loretta Dalpozzo e Michèle Volonté, prioettato questanno in Piazza. "Il Grane Architetto disegna con le sue opere una scenografia dei luoghi che il cinema può solo invidiare". si legge nella motivazione che gli assegna il premio "miglior personaggio del Festival".
Il premio per il Miglior Film è andato a Duccio Chiarini per il film "L'Ospite", "un film sincero nel suo dire e onesto nel suo narrare, un film che senza sbandierare facili bandiere o psicologismi da bar, pone in luce uno dei problemi fondamentali della società occidentale oggi: la sparizione del maschio, ovvero la trasformazione del maschile. Una vera nuova commedia all’italiana". A ritirare il premio sono state le produttrici MIchela Pini e Francesca Zanza.
 
La Miglior regia - Sara Fattahi per il Film “Chaos” (vincitrice anche del Pardo d’oro Cineasti del presente). "Per il rigore formale, la grande sensibilità artistica e la capacità a sondare con rara precisione e umanità le pieghe dolenti dell’anima umana attraverso il ritratto di tre donne siriane che devono imparare a vivere con dignità la perdita, la depossessione ed il trauma", si legge nella motivazione.

La Miglior attrice va Luna Kwok per “A Land Imagined” di Yeo Siew (il film vincitore del concorso internazionale), "per la capacità di illuminare un mondo oscuro, di dare luce a un personaggio, il suo, che percorre il film dando sicurezza a un mondo di migranti di cui diviene faro. Grande lezione d’attrice".
Il Miglior giovane interprete è Michelle Wehbe per “Yara” di Abbas Fahdel. "Questa promessa del cinema, regista e qui attrice ha saputo dare una dimensione eterna a una figura di giovane donna che si apre con infinita dolcezza all’amore".
 
La Miglior Produzione va a "Gli spari sopra" di Yona Rozenkier: "Una sceneggiatura potente, una messa in scena vibrante e delle interpretazioni a fior di pelle. Yona Rozenkier, regista e protagonista del film, ci imege nella vita di tre fratelli israeliani al crocevia di scelte umane, morali e politiche cruciali, offrendoci un affresco tagliente e senza compromessi della società israeliana"
Infine il .Special Prix va a Autans Sutkus, "l’Omero della fotografia lituana. Tutta la sua opera è un poema epico, fatto da frammenti di vita quotidiana” ha scritto di lui Margarita Matulite, spiega la motivazione. "A Locarno ha portato le immagini che raccontano con una semplicità carica di forza umana, come il suo sguardo su Jean-Paule Sartre, che ne cattura le idee".