Brexit senza accordo? Amazon prevede "disordini civili"

Brexit senza accordo? Amazon prevede "disordini civili"

Luglio 30, 2018 - 19:20
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Fanno discutere le dichiarazioni del capo di Amazon in Gran Bretagna, che avrebbe giudicato possibili "rivolte civili" in caso di Brexit "dura".

Se il “tira e molla” fra la Gran Bretagna e l’Ue per un accordo in vista della Brexit non dovesse andare a buon fine cosa accadrebbe? Le previsioni e gli avvertimenti dei soggetti più o meno competenti abbondano, ma forse il più pessimistico arriva dal colosso dell’e-commerce Amazon.
Nel giorno in cui emerge che la maggioranza (seppur risicata) dei sudditi di Sua Maestà vorrebbe rivotare sull’uscita dall’Unione, il Times riporta della previsione che avrebbe fatto Douglas Gurr, capo britannico del colosso dell’e-commerce. Il pronostico sarebbe stato fatto nel corso di un incontro privato avuto con il governo lo scorso venerdì 20 luglio.  L’incontro, convocato dal neo segretario di Stato per la Brexit Dominic Raab, vedeva la presenza di svariati imprenditori attivi in Gran Bretagna. Davanti a questi Gurr avrebbe dichiarato che se il Paese della sterlina dovesse uscire dall’Unione Europea senza un accordo commerciale, potrebbero scatenarsi dei “disordini civili” nel giro di due settimane. Secondo il Times i commenti di Gurr “hanno lasciato attoniti i presenti” e alcuni si sono dichiarati in disaccordo con la sua visione.
A Business Insider un portavoce di Amazon ha in seguito corretto il tiro,  dichiarando che “come qualsiasi azienda, consideriamo un’ampia gamma di scenari nella pianificazione delle discussioni, in modo tale da essere pronti a continuare a servire clienti e piccole imprese che contano su Amazon, anche se tali scenari sono molto improbabili” e che “questo non è specifico di una determinata situazione- è il modo in cui pianifichiamo una serie qualsiasi di problemi in tutto il mondo”. Ad ogni modo scenari di "disordini civili" sarebbero giudicati come potenzialmente possibili dal colosso di Bezos. In ogni caso Amazon non ha mai messo in dubbio la sua permanenza in Gran Bretagna dopo la Brexit e anzi Gurr ha dichiarato che intende implementare nuovi 2’500 posti di lavoro, indipendentemente da quale sarà lo scenario. Pare però di capire che il “nessun accordo e meglio di un cattivo accordo”, ribadito più volte dalla premier Theresa May (il neo segretario Raab ha confermato che si va in questa direzione) non faccia dormire sonni particolarmente tranquilli al colosso di Bezos.