C'è chi viene chiamato in Procura e chi lascia...

C'è chi viene chiamato in Procura e chi lascia...

Giugno 22, 2018 - 07:50
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Il Parlamento perde un giovane statista. A dieci anni dallo sciopero il Gran Consiglio si è pronunciato su "Giù le mani dalle officine".

Frapolli lascia il Gran Consiglio, visto che ha assunto la carica di presidente dell'Arl, Autolinee regionali luganesi e in puro "spirito leghista" di “anticadrega", ecco che rassegna le dimissioni dal Parlamento (vedi qui).
Bene, ma nello "spirito anticadrega" poteva continuare a fare il parlamentare almeno fino a fine legislatura, e semmai lasciare la poltrona nel cda del casinò di Lugano.
Non ha molto senso dimettersi dal legislativo cantonale quando mancano meno di 10 mesi alle elezioni cantonali. O no?
Frapolli è passato alla storia (se vogliamo dire così) per essere stato uno dei principali critici all'operato di Foletti in commissione della gestione e dopo le dimissioni di quest'ultimo aver preso il suo posto nella suddetta commissione. E poi la sua epica battaglia sui preventivi 2017, un successo senza precedenti.
Ora purtroppo il Parlamento perderà questo giovane statista, che concentrerà le sue attenzioni alla Arl del già direttore Bernasconi.
Buon lavoro.

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Si rimane un po' sorpresi nell'apprendere che la Procura di Andrea Pagani vuole sentire come testimoni 3 consiglieri comunali luganesi della sinistra, il comunista Demis Fumasoli, la capogruppo socialista Simona Buri e l'indipendente Jacques Ducry per la presunta violazione del segreto d'ufficio in merito alla loro interpellanza “Lugano Airport SA verso il deposito dei bilanci?” (vedi qui).
Noi pensavamo che la Procura fosse più interessata a sapere tutti i dettagli del fallimento di Darwin Airlines o altre interessanti vicende.
Evidentemente il nuovo corso (e noi non siamo fra i sostenitori del vecchio corso) della magistratura ticinese, trasforma tre consiglieri comunali che firmano un'interpellanza come "testimoni" (e non persone informate dei fatti).
Senza voler ingigantire la vicenda noi ci chiediamo in che Cantone viviamo, dove un settimanale, “Il Caffè”, viene portato in pretura con l'accusa di "concorrenza sleale” per aver scritto a più riprese degli articoli critici sulla clinica Sant'Anna/Ars Medica, e ora dei consiglieri comunali devono rispondere di violazione di segreto d'ufficio per quello che hanno scritto in un atto per il legislativo di Lugano, in cui formulavano delle domande all'attenzione dell'esecutivo cittadino.
Ma vedremo, per il momento si rimane perplessi.

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A dieci anni dallo sciopero delle officine Ffs di Bellinzona, il Gran Consiglio, ieri si è pronunciato sull'iniziativa lanciata dal comitato "Giù le mani dalle officine". La velocità della politica è notevole.