Cannabis: gli "anti-proibizionisti" non si danno per vinti

Cannabis: gli "anti-proibizionisti" non si danno per vinti

Dicembre 04, 2017 - 20:20
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Ieri il Circa (Comitato interpartitico per la regolamentazione della canapa) ha tenuto una conferenza stampa che ha toccato sia la tematica della cannabis "light" che quella della regolamentazione della variante con più dell'1% di Thc.

La cosiddetta "cannabis light", la cannabis con thc inferiore all'1%, legale stando alla normativa federale (che pone proprio la soglia dell'1% come limite per definire stupefacente la sostanza), sta vivendo in Ticino un momento di particolare attenzione da parte dell'autorità, con alcuni Municipi, come Chiasso, che hanno deciso di emanare ordinaze volte a contrastare la vendita e la produzione di cannabis Cbd (dall'alto contenuto di cannabidiolo e basso thc), o altri esecutivi che comunque adottano una prassi volta a limitare la concessione di licenze di vendita (leggi qui la nostra intervista al Municipale di Locarno Niccolò Salvioni).
 
Di fronte a questo scenario c'è chi invece crede nelle potenzialità economiche, mediche e ricreative della cannabis Cbd. Ieri all'Hotel Colibrì di Aldesago il Circa, Comitato interpartitico per la regolamentazione della canapa, ha tenuto una conferenza stampa in cui è sono state esposte le rivendicazioni del fronte anti-proibizionista, che se da un lato rivendica una regolamentazine della cannabis "illegale", ovviamente vede in modo molto critico la prassi adottata in Ticino sulla variante legale della canapa.
 
Presente per il Circa il presidente Sinue Bernasconi, esponente dei Giovani liberali radicali e il presidente dell'Associazione cannabis ricreativa (ACRT) e segretario dell'Associazione produttori di canapa CBD Sergio Regazzoni.
 
Proprio Regazzoni ha evidenziato come il caso ticinense rappresenti un unicum a livello svizzero in materia di regolamentazione della cannabis "light"."In Ticino la cannabis Cbd è regolamentata nella legge sulla cannabis, mentre a livello federale in quella sulle derrate alimentari (dato che non è considerata uno stupefacente, ndr)", ha spiegato Regazzoni. Ponendo delle restrizioni normative alle attività economiche riguardanti la cannabis cbd si configurerebbero secondo Regazioni delle violazioni alla legge federale sulla concorrenza, come pure a quella sul mercato interno. Sia il Circa che l'ACRT, ha dichiarato Sinue Bernasconi, hanno segnalato la questione alla Commissione della concorrenza (Comco). A questo proposito il sostituto direttore della Comco Patrik Ducrey già lo scorso agosto aveva dichiarato a La Regione che il divieto di produzione e vendita di cannabis Cbd in Ticino potrebbe "essere problematico" dal punto di vista della libera concorrenza.
 
Oltre alle rimostrazioni di natura giuridica anche le potenzialità economiche del settore, è stato detto, non sono da trascurare. Il settore della cannabis Cbd ha conosciuto in Svizzera un esponenziale aumento, a vantaggio del gettito fiscale.
 
Sul fronte della cannabis con più dell'1% di Thc, ha esposto Bernasconi nella sua relazione, vi sono anche alcune importanti evoluzioni. In primis la sentenza del Tribunale federale che sancisce che il possesso di una quantità di cannabis inferiore ai 10 grammi (per i maggiorenni) non sia perseguibile neanche con una multa. A tal proposito il Circa rivendica che anche la Polizia cantonale e la Magistratura ticinesi, come già fatto da 14 Cantoni svizzeri, si adeguino a questa sentenza.
Bernasconi ha pure rivendicato l'abrogazione della Legge sulla coltivazione della canapa e sulla vendita al dettaglio dei suoi prodotti (Lcan) approvata nel 2002, definita "obsoleta", e criticato "l'immobilismo" del Consiglio di Stato in particolare di fronte all'interrogazione, non ancora evasa, firmata da 34 granconsiglieri di tutti i partiti (primo firmatario Fabio Käppeli), in cui si auspicava "una gestione più pragmatica della cannabis da parte dello Stato" (leggi qui).