Cannabis, ora si va nella giusta direzione?

Cannabis, ora si va nella giusta direzione?

Giugno 22, 2018 - 08:10
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Questa settimana ha avuto notevole eco medianica la decisione del parlamento canadese di legalizzare il consumo di cannabis anche a scopo ricreativo. In Svizzera sul fronte della cannabis il Consiglio nazionale ha operato due settimane or sono una scelta che sembra andare nella direzione opposta. Abbiamo chiesto a Sergio Regazzoni, presidente dell’Associazione Cannabis Ricreativa Ticino (ACRT), da anni attivo sul fronte della lotta per la legalizzazione e la regolamentazione della cannabis, un suo commento sull’attuale situazione.

Sergio Regazzoni, il Parlamento canadese ha deciso di legalizzare la cannabis a scopo ricreativo. Si tratta della prima nazione del G7 ad aver fatto questa scelta. Lo giudica un segnale positivo?
È un segnale molto positivo. Il Canada, come altri stati americani, propone la legalizzazione e la regolamentazione della cannabis ricreativa. È un percorso che è già stato intrapreso anche in Europa. Anche gli Stati europei e le comunità che si occupano di problematiche legate al consumo della cannabis hanno deciso che il sistema più efficace è quello di regolamentare per non avere tutti i problemi che l'attuale legge proibizionista comporta: problemi di salute pubblica, di criminalità e anche di risorse fiscali che vengono a mancare agli Stati, in un momento in cui molti di essi hanno la necessità di risorse per portare avanti le loro politiche. 

 

La tesi che la proibizione della cannabis lasci "mano libera" alla criminalità è uno degli argomenti usati anche dal Consigliere federale Alain Berset durante il dibattito di due settimane fa al Consiglio nazionale sulla base legale per consentire studi scientifici sulla distribuzione controllata di cannabis a scopo ricreativo. Il nazionale, seppur con una risicata maggioranza, ha tuttavia deciso di respingere la mozione in precedenza approvata dal Consiglio degli Stati. In Svizzera si sta andando nella direzione opposta rispetto al Canada?


Si sta andando nella giusta direzione, ma c'è ancora un approccio ideologico che non permette di valutare adeguatamente i pro e i contro di una regolamentazione. Si vede la regolamentazione e la legalizzazione  della cannabis come un ulteriore problema. Il problema invece c'è con l'attuale legislazione e sarà proprio la regolamentazione a risolverlo. 

 
Quali sono i vantaggi di una sperimentazione?
La sperimentazione consentirebbe di mostrare con dei dati scientifici, sociali ed economici, che la regolamentazione è un vantaggio per l'intera società, non solo per i consumatori di cannabis. 

 
In Ticino lo scorso anno fecero molto discutere i permessi negati delle autorità cantonali per la vendita della "cannabis light" (con meno dell'1% di THC e maggior contenuto di CBD), legale nel resto della Svizzera (nella legislazione federale rientra sotto la legislazione sulle derrate alimentari e non quella sugli stupefacenti). Oggi qual è la situazione nel nostro Cantone?
Il Ticino per quanto riguarda la vendita della "Cannabis light”, o cannabis CBD, si è conformato al resto della Svizzera. Inizialmente il Ticino ha adottato un approccio sbagliato verso questo prodotto, un approccio che derivava dalla legge federale sugli stupefacenti. Poi ci si è resi conto dell'errore e l'applicazione della legge è diventata corretta. Sussistono tuttavia ancora alcune normative ulteriori inerenti vendita del prodotto. Probabilmente, visto che il nostro Cantone ha vissuto l'esperienza dei canapai, vi è un maggior timore. Però anche in Ticino quest'anno vi saranno più produzioni, visto che in molti hanno seguito l'iter burocratico necessario per ottener i permessi.
 
Nella popolazione invece qual è il sentimento attorno a questo argomento?
Negli ultimi mesi ho avuto un contatto diretto con chi consuma cannabis CBD, dato che ho aperto un locale commerciale all'aeroporto di Agno. Ho notato che che c'è ancora una mancanza di informazione, ma non c'è più un approccio negativo da parte della popolazione. 
Un’altra osservazione che ho fatto è che non ho visto consumatori giovani. In merito alla paura che è sorta sul consumo di cannabis light fra i giovani non ho trovato riscontro, perlomeno per quanto riguarda la mia attività. Da me arrivano persone soprattuto dai 30-35 anni in avanti. Sono persone che cercano un prodotto naturale, che magari non necessariamente risolve i problemi come mal di testa, insonnia o stress, ma perlomeno non genera gli effetti collaterali delle medicine. Di diciottenni o ventenni che vengono da ma ad acquistare cannabis light invece non ne ho ancora visti. 
Vi è molto interesse a far in modo che il settore della cannabis possa essere vantaggioso per tutti. La situazione attuale della cannabis THC, non essendo regolamentata, non porta dei benefici, ad esempio a livello occupazionale.
Per quanto riguarda la cannabis CBD c’è da migliorare la qualità della "cannabis light” e le relative norme. La canapa CBD, che viene usata a scopo auto-terapeutico dalle persone, deve avere dei precisi rapporti fra THC e CBD, per essere efficace. Su questo fronte c'è ancora molto da fare. Gli israeliani sono all'avanguardia da anni su questo argomento. Stanno dimostrando che ci sarà un grande indotto sulla cannabis, non solo per quella da fumare.