In carcere senza prova di colpevolezza

In carcere senza prova di colpevolezza

Novembre 16, 2017 - 06:53
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Un 18enne italiano è da quattro mesi detenuto in Germania dopo il G20 di Amburgo. Amnesty chiede che sia liberato. 

Fabio Vettorel, 18enne italiano, fermato in occasione del G20 svoltosi ad Amburgo lo scorso luglio, sarebbe da quattro mesi in carcere senza prove e con un impianto accusatorio "che farebbe sorridere, non fosse che ci troviamo nella civile Germania", come scrive il portale online del quotidiano Repubblica, che ritorna oggi a riferire del "caso degli stranieri rimasti mesi dietro le sbarre dopo il G20 di Amburgo", mentre "i tedeschi sono stati rilasciati tutti", si legge sul quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, "a causa di una carcerazione preventiva che ignora le leggi europee". Quello di Fabio Vettore sembrerebbe però un caso piuttosto clamoroso, tanto da aver suscitato anche l'interesse di Amnesty International, che ne ha chiesto la liberazione.  "La sua presunta condotta violenta", scriveva Amnesty in un comunicato del 9 ottobre, "sarebbe solo desunta dall’aver partecipato a proteste nel corso delle quali alcuni manifestanti avevano avuto un comportamento violento".
I testimoni chiamati dall'accusa sarebbero, scrive Repubblica, che ha raccolto la testimonianza della madre del 18eenne, Jamila Baroni, "uno più imbarazzanze dell'altro". "Si tratta di cinque poliziotti", si legge, "che non hanno mai visto Fabio e che dovrebbero dare sostanza a un capo d’imputazione che in Germania suona pesante, quello di grave disturbo della quiete pubblica". "Jamila, infatti, racconta che 'nessuno ha visto Fabio. Cercano di dimostrare genericamente che le violenze sono partite dal gruppo in cui si trovava'", si legge su Repubblica. "Un agente sostiene di aver visto partire da quello spezzone del corteo '15 grandi pietre'. Peccato che il collega che si trovava proprio accanto a lui abbia testimoniato il contrario. E peccato che in un video della polizia, ripreso dall’idrante che è passato proprio in quel punto, non si veda mezza pietra".
Al di là del grado di colpevolezza di Vettorel pare controversa la scelta di optare per la sua carcerazione preventiva. "Non pare che nel caso di Vettorel", dichiara Amnesty Internationalle, le "autorità giudiziarie abbiano preso in considerazione misure alternative, quali ad esempio l’obbligo di residenza in Germania in attesa del processo, o forme di controllo in Italia con la cooperazione delle autorità di quest’ultimo paese, come prevede la Decisione quadro del Consiglio, del 23 ottobre 2009, sull’applicazione tra gli Stati membri dell’Unione europea del principio del reciproco riconoscimento alle decisioni sulle misure alternative alla detenzione cautelare". "In base alla Raccomandazione sopra citata", prosegue il comunicato, "infine, nel decidere se imporre la detenzione preventiva le autorità giudiziarie dovrebbero tener conto di caratteristiche personali quali l’età, i legami sociali, la personalità ecc. Nel caso di Vettorel non risulta che questa valutazione sia stata fatta, in particolare per quanto riguarda la sua età."
E il caso di Fabio Vettorel rischia pure di sfociare nella crisi diplomatica. Il senatore Luigi Manconi dichiara a Repubblica che "su una questione delicatissima e cruciale per il livello di democrazia dell’Ue, come la libertà personale, i diritti e le garanzie non sono uguali per tutti i cittadini europei".