Cassis, il PLR e i conti della serva (cattolica)

Cassis, il PLR e i conti della serva (cattolica)

Settembre 15, 2017 - 20:06

Prendiamo la macchinetta e facciamo due conti.

Per eleggere un/a consigliere/a federale ci vogliono i voti della maggioranza dell’Assemblea federale. Il Consiglio nazionale conta 200 teste, il Consiglio degli Stati 46.

Quindi ci vogliono (200+46):2+1 voti = 124. 

Sappiamo che la Svizzera ha un sistema bicamerale perfetto, questo significa che i Consiglieri degli Stati sono molto più importanti dei Consiglieri nazionali, siccome sono di meno e quindi gestiscono più potere.

Il PPD ha 13 Consiglieri agli Stati. Il PS ne ha 12 (ed è per questo alto numero che un Christian Levrat, che si atteggia ai limiti dell’autoritarismo, è ancora in sella alla presidenza del partito nazionale). I Verdi ne hanno 1.  Insieme fan 26. Il PLR ha invece solo 13 Consiglieri agli Stati, l’UDC 5. La politica svizzera vive quindi una realtà al senato di centro-sinistra.

Sebbene al Consiglio nazionale PLR e UDC siano più forti, abbiamo visto benissimo con la votazione sul sistema pensionistico che quella stessa coalizione sa fare muro: con i due voti della Lega e degli altri micropartiti l’asse PPD-PS ha 101 voti, ovvero la maggioranza assoluta.

Il Consiglio federale invece non rispecchia questa situazione parlamentare, siccome la maggioranza la hanno UDC+PLR (4 su 7). È matematica, signore e signori: da settimane e mesi il PLR ci sta stracciando le palle sul suo seggio al Consiglio federale per Cassis, quando in realtà quel PLR ormai spetta al PPD!

Quindi le cose sono due: o nel CF viene messo un PLR che vada bene a PPD e PS, o viene messo direttamente un PPD. E, se osservate bene i comunicati stampa di due settimane fa, noterete che, alla notizia del gruppo del PLR di candidare i tre Maudet, Moret e Cassis, il PPD “prendeva atto” e il PS notava che nessuno dei tre ha il “profilo internazionale adatto”.

Sempre più fosche sono le tinte della candidatura di Ignazio Cassis, che sulla stampa ha detto di rifarsi all’attività politica di Pelli, il presidente del PLR in caduta libera. Insomma, io penso che nonostante la persona sia umanamente amabile (lo ho sempre detto), chances che diventi consigliere federale sono proprio pochine, d’altronde ricordiamoci che il posto in Consiglio federale spettava a Dick Marty, non certo ai pelliani.

Ora io, che sono esterno alle cose dei dentro-addentrati, mi pongo una domanda: la perdita del secondo seggio del PS del 2011 si è giocata anche sull’altare del no al raddoppio, siccome non si fece la staffetta in Consiglio nazionale tra Pedrina e Lurati. Veramente ora il PS potrebbe accordarsi per mettere Lombardi in governo, che è il primo artefice del sì al raddoppio? Allora fatemi fare fantapolitica e lasciatemi dire che mi piacerebbe tantissimo vedere una donna PPD al posto di Burkhalter, e in fondo una fortissima donna in Ticino ci sarebbe, una donna che solo per uno scherzo del destino non è in Consiglio nazionale. Ma è fantapolitica, ne sono cosciente.

 

 

Filippo Contarini