"Censura e protezionismo non sono mai la soluzione"

"Censura e protezionismo non sono mai la soluzione"

Aprile 25, 2018 - 20:00
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Intervista a Franco Gabriele Bolckau, espoente di GISO (Gioventù socialista) e co-presidente del Comitato interpartitico contro la legge sui giochi in denaro, presentato ieri a Bellinzona (vedi qui). La nuova Legge sui giochi in denaro, in votazione il prossimo 10 giugno, prevede il divieto per le piattaforme online estere di gioco d'azzardo di operare in Svizzera.
 

Franco Gabriele Bolckau, cosa l'ha spinta a mettersi a disposizione per il Comitato interpartitico contro la legge sui giochi in denaro?
Sono di formazione informatico e un assiduo utilizzatore del web. Ho seguito la tematica della neutralità della rete (un principio che in sostanza stabilisce che tutti gli utenti dei web non abbiano restrizioni nell'accesso alla rete e alla trasmissione dei dati, ndr), in particolare in merito a quanto sta recentemente avvenendo negli Stati Uniti. Credo che la neutralità della rete sia un punto fondamentale di internet e che sia importante tutelarla. Questa legge vuole introdurre un precedente di censura che andrebbe a minare la neutralità della rete come la conosciamo oggi.

Nel suo intervento in occasione della presentazione del Comitato ha spiegato come in futuro questa "censura" potrebbe essere estesa anche a piattaforme come Netflix o Amazon, a scapito dei consumatori. Queste piattaforme, e più in generale la rivoluzione digitale attualmente in atto, destano anche una certa preoccupazione in relazione all'impatto sul mondo del lavoro (ad Amazon ad esempio viene da taluni imputata la chiusura di numerosi negozi). Come si concilia la tutela del consumatore a quella dei posti di lavoro?
Credo che la libertà del consumatore di poter scegliere quali servizi e prodotti vuole utilizzare sia imprescindibile. Quella dell'occupazione e del dumping salariale sono ovviamente problematiche a cui la politica deve trovare delle soluzioni, ma questa non può essere la censura di servizi esteri per promuove servizi locali.

Il protezionismo dunque non è una soluzione?
Oggi viviamo in un capitalismo globalizzato, che porta con sé numerosi problemi. A meno che non vi sia una rivoluzione dall'oggi al domani, dobbiamo trovare dei modi per affrontare questi problemi. Il protezionismo va a scapito dei consumatori e tutela solo gli interessi delle aziende locali. Questo non per forza si traduce in una maggiore tutela dei lavoratori.

La GISO (Gioventù socialista) ha deciso di aderire a questo comitato. Il partito "adulto", il Ps Ticino, deciderà questa sera come schierarsi. La posizione della direzione dovrebbe essere quella di schierarsi a favore della Legge. Cosa dirai ai tuoi compagni per convincerli che bisogna essere contro a questa legge?
Credo sia importante sottolineare il differente approccio generazionale a questa tematica. Il Comitato contrario è composto dalle sezioni giovanili dei partiti, cantonali e nazionali (a parte il Plr), che sostengono questa legge. I giovani hanno un approccio completamente diverso verso internet. Per noi è uno strumento fondamentale e lo sarà ancora di più nel futuro. Le generazioni più anziane fanno più fatica a capire la sua importanza e le conseguenze che una censura di questo genere potrà avere. È fondamentale fare in modo che internet rimanga libero e neutrale. Il centro deve essere posto sull'utente e non selle grandi corporazioni, le aziende e gli interessi lobbistici.
Dunque cercherò di convincere i miei compagni del partito socialista a rivedere la loro posizione in funzione delle nuove generazione e dell'importanza che internet avrà nelle nostre vite.

Il fattore generazionale è così importante da superare le differenze politiche che vi sono fra un giovane Udc e un giovane socialista?
Nonostante internet sia dominata da colossi di impronta sicuramente capitalista, è uno strumento che permette di accede all'informazione libera, di qualsiasi tipo e di qualsiasi estrazione sociale e politica. Ci permette di tenerci in contatto con persone in tutto il mondo e accedere a media e contributi di intrattenimento di qualsiasi tipo. Ha un'impronta fortemente liberale, ma non per questo si contrappone a una visione socialista. Finché verrà mantenuta la neutralità della rete i colossi del web non potranno mai prendere il controllo della rete.

Negli ultimi anni le grandi aziende del mondo del web sono state messe sotto pressione in merito al tema della fiscalità. Molte di esse, operando in tutto il mondo, pagano le imposte solo nel Paese in cui hanno sede. Come si affronta questa problematica?
Per quanto riguarda il gioco online la posizione del Comitato referendario è che si dovrebbe proporre un modello come quello danese, che permetta alle società di case da gioco estere di richiedere delle concessioni per poter pagare legalmente le imposte negli Stati in cui viene utilizzato il servizio.
Dal mio personale punto di vista di esponente della sinistra, sono molto critico sull'influenza che le lobby delle case da gioco hanno sulla politica. Vantano una posizione di potere molto forte e questo mina la libertà dei cittadini e delle politica di poter fare delle riforme sul fronte della prevenzione della dipendenza dal gioco d'azzardo. Alcune misure danno fastidio alle case da gioco. Il sistema attualmente in vigore va rivisto perché va a vantaggio solo di casinò e affini.
 
Anche le piattaforme online dovrebbero contribuire con una quota del loro fatturato ai fondi di prevenzione sul gioco d'azzardo?
È quanto oggi avviene con le case da gioco svizzere. Sicuramente è un peccato che le piattaforme estere non contribuiscano a questi fondi. Non è però tramite la censura che si arriva ad una soluzione. Va anche detto che questi fondi sono sì importanti, ma creano un rapporto di dipendenza della politica nei confronti delle case da gioco.
Ora l'importante è concentrarsi sul "no" alla nuova legge, in cui quello della censura di internet  è l'aspetto più importante.  Poi a mio avviso ci si dovrà concentrare su una revisione dell'attuale sistema e nel cercare di trovare soluzioni alternative per trovare i fondi destinati all'Avs e alla prevenzione del gioco d'azzardo.

Lei ha detto che ad unire il vostro comitato è il fattore generazionale. Ad unire i partiti "adulti" è il lobbismo delle case da gioco?
A sinistra penso che quanto porta a sostenere questa legge sia il finanziamento dell'Avs e dei fondi di prevenzione del gioco d'azzardo. Può anche essere una motivazione valida per la destra, ma suppongo ci sia anche una forte pressione delle lobby delle case da gioco. Penso e spero che a sinistra il lobbismo abbia meno incidenza.