C'erano una volta le PTT

C'erano una volta le PTT

Febbraio 22, 2018 - 00:12
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Ieri sera a Bellinzona si è discusso della liberalizzazione (o privatizzazione) delle ex PTT, argomento al centro di un recente libro di Graziano Pestoni.

A trent'anni dall'avvio del processo di liberalizzazione delle PTT e a venti dalla Legge sull’organizzazione della Posta che determinò l'attuale assetto giuridico de La Posta, i tempi sono maturi per stilare un bilancio di questo processo. Ieri, a Bellinzona, Graziano Pestoni, presentava il suo libro "La privatizzazione della posta svizzera". Ad affiancare nella conferenza il presidente dell'Unione sindacale svizzera (Uss), sezione Ticino, già granconsigliere Ps, c'erano il professore di macroeconomia all'Università di Friborgo Sergio Rossi, il segretario Syndicom, responsabile settore Posta, Matteo Antonini e il giornalista Fabio Dozio.
Ed è un bilancio nettamente negativo quello stilato da Pestoni sui processi avvenuti in questi anni, che hanno visto il servizio pubblico venire assoggettato alla logica del profitto. Dai 4100 uffici postali del 1970, ricorda Pestoni, si è passati agli attuali 1300, e come noto la chiusura di ulteriori uffici postali periferici è ancora all'ordine del giorno del "gigante giallo" e del Consiglio federale. Anche l'economista Rossi e il sindacalista Matteo Antonini sono stati concordi nel criticare l'eccessivo orientamento al profitto dell'ex regia federale, orientamento che ha visto come conseguenza un peggioramento della qualità del servizio, nonché un clima di lavoro sempre più stressante per i dipendenti. "Ciliegina sulla torta", la recente notizia, che indicherebbe nell'ordine dei 100 milioni di franchi i sussidi indebitamente incamerati da Autopostale SA, controllata de La Posta.
Un bilancio che, sostiene Pestoni, deve portare a imprimere una netta marcia indietro alla privatizzazione e al ripensamento di un ruolo centrale dello Stato nel settore postale.