C'eravamo tanto amati. La "svizzerotta" si emancipa. Il compromesso vincerà

C'eravamo tanto amati. La "svizzerotta" si emancipa. Il compromesso vincerà

Febbraio 09, 2018 - 08:48
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Michelle Hunziker ha fatto passi da gigante. Fabrizio Moro e Ermal Meta verso la vittoria?

Non avendo mai apprezzato Michelle Hunziker, siamo rimasti sorpresi della sua coconduzione del Festival di Sanremo. Dopo la prima sera, in cui era un po' troppo "maestrina", la Hunziker ha migliorato la sua abilità di presentatrice. Dopo averla vista per anni, nel programma di Antonio Ricci "Striscia la notizia", in cui fa la parte della "svizzerotta" un po' ingenua e a tratti "cretinetta" che punta tutto solo sul sorriso e la bellezza, ecco che dalla riviera di ponente ligure, si è potuto vedere una Hunziker che mostra anche qualche competenza e una discreta professionalità.
C'è da chiedersi perché la Hunziker per anni abbia accettato di fare il ruolo della "spalla", bella, per carità, ma priva di qualsiasi spessore? Baglioni è più attento a voler valorizzare la sua professionalità di quanto lo sia Ricci? Non lo sappiamo. Ma sicuramente Michelle Hunziker in questo Sanremo ha fatto un passo (da gigante) in avanti. Complimenti.
 
 
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La serata della Corsi e dell'Asib al Cinestar di Lugano ha permesso di rivedere la sindacalista Natalia Ferrara (meglio conosciuta come l'ex candidata al Consiglio di Stato Natalia Ferrara Micocci, quella che con il suo "Ticino infinito" fece la campagna elettorale più "megalomane", che però non produsse i risultati sperati, non facendola eleggere in Governo e facendola arrivare dietro a Nicola Pini in Gran Consiglio), la procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi e il miglior giornalista ticinese, Aldo Sofia. Questo è un quadretto spettacolare. A volte certi "quadretti" ci dicono di più di tante parole, che il passato è passato. O forse no? Sembra quasi di rivedere il film "C'eravamo tanto amati".
 
 
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Intanto stasera, mentre la maggioranza dei ticinesi sarà al Rabadan, al Festival di Sanremo Lo Stato sociale duetterà (vedi qui) con il Coro dell'Antoniano dello Zecchino d'oro (e noi ci chiediamo se i bimbi dell'Antoniano canteranno "...e nessuno che rompe i coglioni"), mentre Ron duetterà con la bravissima Alice, ormai non più sulla breccia da qualche anno. Ma la cantante dei dischi "Visioni", "Park  Hotel", "Il sole nella pioggia" e soprattutto "Mezzogiorno sulle Alpi" rimane la più brava in assoluto.
I duetti servono per posizionare meglio gli artisti nel televoto. Ma crediamo che tutti l'hanno ormai capito: questa 68esima edizione devono vincerla (quasi a tutti i costi) Fabrizio Moro e Ermal Meta. Al di là "dell'autoplagio" (tra l'altro qualcuno spiega il perché nel 2008 Loredana Berté con "Musica e parole" è stata messa alla porta e invece Meta e Moro rimangono in gara? Non era anche quello un caso di autoplagio?), il duo è il miglior "compromesso democristiano". Una canzone contro il terrorismo islamico chi mai vuole criticarla? Consensi trasversali, da destra a sinistra. Moro e Meta non sono in là con gli anni come Ron e la Vanoni e si rivolgono anche a un pubblico giovane, ma non sono troppo scanzonati e "profancazzismo" come lo sono Lo Stato sociale o troppo poco melodici e troppo moderni come i The Kolors. Trionferà la "via di mezzo", il buon compromesso che non scontenta nessuno.