"Città dei mestieri o dei misteri?". Popolo e libertà attacca il Plr...

"Città dei mestieri o dei misteri?". Popolo e libertà attacca il Plr...

Maggio 16, 2018 - 18:24
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Popolo e libertà, il settimanale del Ppd, ritorna sulla vicenda sollevata dall'interpellanza Ghisolfi sulla costruzione della futura (forse) Città dei Mestieri.

“Popolo e libertà”, mensile del Partito popolare democratico (Ppd), dedica la copertina dell’edizione di maggio alla “Città dei Mestieri”, o, come viene definita, “Città dei Misteri”.
Nell’articolo pubblicato a pagina 6 il mensile popolare democratico affronta la vicenda della mozione del 2015 dei deputati Nicola Pini (Plr), Paolo Pagnamenta (Plr) e cofirmatari (Alex Farinelli(Plr), Giorgio Fonio (Ppd),  Lorenzo Jelmini (Ppd), Marco Passalia (Ppd)), poi accolta dal Consiglio di Stato, si chiede l’istituzione di “punto di incontro dove giovani e genitori possono informarsi costantemente sulle varie opportunità formative ma anche dove in prospettiva si potranno organizzare mostre, conferenze e altre attività – anche alternative – di orientamento” (vedi qui la mozione).
“Sede possibile”, spiega “Popolo e libertà”,  “vicino alla stazione FFS di Giubiasco assieme all’Istituto di formazione continua (IFC) in arrivo da Camorino”.
Sulla vicenda arriverà poi l’interpellanza della granconsigliera Ppd Nadia Ghisolfi e cofirmatari (vedi qui). “Il Consiglio di Stato affermava nel giugno del 2017 di voler prima di tutto intraprendere la fase di inizializzazione del progetto Cité des Métiers”, spiega il mensile Ppd. “Nel frattempo però lo stabile individuato a Giubiasco, senza che il Gran Consiglio sia ancora stato interpellato, risulta praticamente già ultimato. La vicenda approda in Gran Consiglio ed è oggetto di una dettagliata interpellanza presentata dai deputati Ghisolfi, prima firmataria, Beretta Piccoli, Gendotti, Ghisla, Maggi, Peduzzi e Pronzini. Il Consigliere di Stato Christian Vitta risponde che il Governo sta per chiedere al Parlamento un credito di 12,6 milioni di franchi per l’acquisto di buona parte dello stabile eVita (costruito dalla eVita Immobiliare SA) di Giubasco – ormai terminato – sito nei pressi della
stazione FFS”.
Inoltre, si legge su “Popolo e libertà”, “ad una successiva interpellanza, presentata nel novembre 2017, il Consiglio di Stato ammette che i contatti negli uffici della Logistica furono presi dal deputato Paolo Pagnamenta, per conto della Taddei SA che risulterà poi essere l’impresario costruttore dell’immobile. Il Granconsigliere PLR è anche tra i firmatari della mozione che nel 2015 chiedeva proprio la creazione della Cité des Métiers”.
“Evolve SA”, si legge su “Popolo e libertà”, “il cui presidente è il Granconsigliere PLR Giacomo Garzoli e il cui Direttore è Flavio Petraglio, già sindaco PLR di Cadenazzo, nel progetto eVita si è occupata della progettazione generale e della direzione lavori. La società eVita Immobiliare SA, che ha il suo recapito presso la Evolve SA, è guidata dal presidente Flavio Petraglio e dal membro Paolo Pagnamenta. Pagnamenta che, come evidenziato poco prima, oltre ad essere un dei co-firmatari della mozione per promuovere la Cité des Métiers è anche Direttore della Taddei SA, ovvero la ditta che ha ricevuto il mandato da impresario costruttore per la costruzione dello stabile di Giubiasco. La domanda di costruzione infine, nel novembre 2015, è stata presentata dalla Evolve Impresa Generale SA, il cui amministratore unico è il già sindaco PLR di Cadenazzo Flavio Petraglio".
I nomi ricorrenti in questa vicenda impongono secondo “Popolo e libertà” parecchie domande. “Lo Stato, procedendo all’acquisto di uno stabile costruito ex novo, può permettersi di non sottostare alla Legge cantonale sulle commesse pubbliche (LCPubb)? Quello che viene proposto oggi al Gran Consiglio è un modo di agire corretto? Lo Stato, che avrebbe benissimo potuto costruire uno stabile da bel nuovo, oppure riattarne uno di sua proprietà, sottostando e rispettando la Legge sulle commesse pubbliche e mettendo il tutto a regolare concorso, ha invece preferito acquistare da un privato uno stabile appositamente costruito. Come mai?”, si legge.
“Se lo Stato avesse assunto il ruolo di ‘promotore’ dell’operazione, gli appalti avrebbero dovuto sottostare alle ferree regole della Legge cantonale sulle commesse pubbliche?”, si legge. “A quel momento la cospicua operazione milionaria avrebbe dovuto essere messa a pubblico concorso? La risposta è ovviamente affermativa! Come mai allora si optato per questa soluzione?”. "Noi non sappiamo ancora come stanno le cose", conclude l'articolo, "ma l’esito di questa perizia (commissionata dalla COmmissione della Gestione, ndr) sarà decisivo per capire se tutto è realmente in ordine come sostiene il Governo o se siamo di fronte ad un pesantissimo scandalo da 12,6 milioni di franchi!".