Come non "perdersi" all'Università. L'esempio degli italofoni a Friborgo

Come non "perdersi" all'Università. L'esempio degli italofoni a Friborgo

Gennaio 28, 2018 - 22:50
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Lo scorso 12 gennaio all'Università di Friborgo è stato costituito il “Circolo giuristi della Svizzera italiana a Friborgo” (leggi qui). Una nuova associazione rivolta a fornire un aiuto agli studenti universitari italofoni, ma non solo. Abbiamo intervistato Damiano Pasquali, fra i soci fondatori del Circolo, che ci ha spiegato quale sarà l'attività svolta dalla neonata associazione.

Damiano Pasquali, come è nata l'idea di fondare il circolo dei giuristi della Svizzera italiana all'Università di Friborgo?

Uno dei primi imput è arrivato da un amico, Luca Guastalla, vicepresidente dell’associazione Giuristi praticanti ticinesi, che mi aveva fatto presente che sarebbe stato molto interessante creare una simile associazione. Anche da parte degli studenti di Friborgo sono giunti segnali di interessamento per una simile iniziativa.

Così lo scorso anno ho messo assieme un piccolo gruppetto e abbiamo iniziato a riflettere su come effettivamente costituire questo circolo. Con Fabrizio Crameri, dottorando a Friborgo, e altri due studenti di diritto, Romolo Pawloski ed Edoardo Cappelletti, abbiamo così creato il comitato di fondazione.

 

Fra gli obiettivi del vostro circolo c'è anche quello di fornire assistenza agli studenti di diritto italofoni che arrivano a Friborgo. Quali sono le esigenze di questi universitari? A quali difficoltà vanno incontro degli studenti di madrelingua italiana confrontati con una realtà dove si parla francese e tedesco? Qual è l'aiuto di cui necessitano?
Quando io sono arrivato all'università conoscevo l'offerta di base. L'offerta formativa però è molto grande è ciò può disorientare. Per fare un esempio a Friborgo c'è la possibilità, unica in Svizzera, di studiare in due lingue, con varie formule. Non è però scontato sapere quanti esami si devono fare per le varie tipologie: piccolo bilingue, bilingue plus e così via.

Come può essere utile avere un orientamento nei vari aiuti finanziari a cui gli studenti possono accedere.

Quello che noi vorremmo fornire, oltre a un supporto legato agli studi e al materiale didattico, è proprio un aiuto nell'orientare lo studente che arriva a Friborogo, o addirittura prima, andando nei licei a presentare l'offerta formativa dell'università.

 

Alla costituzione del Circolo giuristi della Svizzera Italiana a Friborgo era presente anche il decano della Facoltà di Diritto, Bernhard Waldmann. È indice che anche l'Università è interessata alla vostra attività?

Certo. Era presente il professor Waldmann. Pure il professo Adriano Previtali, grigionese, sostiene molto la nostra iniziativa. Anche nel corpo docenti la costituzione del Circolo ha suscitato interesse. A Zurigo c'è già un Circolo giuristi che funziona e anche a Friborgo si sentiva questa necessità. Si può dire che abbiamo concretizzato qualcosa che già da diversi anni si auspicava.

 

Voi avete intenzione di occuparvi anche del dopo università. Avete indicato come uno dei vostri scopi anche quello di aiutare coloro che escono dalla Facoltà di Diritto ad orientarsi nel mercato del lavoro. Come pensate di farlo?

Abbiamo suddiviso le nostre attività in vari ambiti, chiamati "pilastri". Per quanto riguarda quello professionale, di cui mi occupo personalmente, organizzeremo con gli studenti universitari del terzo anno degli incontri con i giuristi praticanti. L'obiettivo è di spiegagli il funzionamento del periodo di praticantato che segue gli studi. Come funziona? Quanto dura? Quanto si guadagna? Molti pensano che gli avvocati guadagnano molto, ma il praticante in realtà è piuttosto sotto-pagato. Stiamo anche pensando a serate di formazione e incontri informali con studi legali o avvocati.

 

Stando alle statistiche la maggioranza di coloro che studiano diritto in Svizzera sono donne. Voi avete costituito un comitato di soli uomini. Non avete trovato nessuna studentessa di diritto disponibile?

È vero. Per il prossimo semestre, a settembre 2018, quando partiremo con la nostra attività, ci siamo imposti l'obiettivo di trovare delle studentesse. Abbiamo chiesto ad alcune studentesse di partecipare, ma per motivi scolastici non erano disponibili. Volevamo anche che il gruppo iniziale fosse flessibile ed efficace, e soprattutto che si costituisse rapidamente. Le persone che si sono rese disponibili erano studenti.

 

Quale sarà la prima attività che metterete in campo a settembre 2018?

Dobbiamo ancora elaborare un'agenda precisa delle attività che intendiamo svolgere. Il primo giorno del semestre però ci occuperemo probabilmente di fare un tour dell'Università con gli studenti italofoni. Il primo giorno gli italofoni devono scegliere un gruppo, fra tedeschi e romandi. Probabilmente ci metteremo d'accodo con la Facoltà per farci "cedere" gli italofoni e orientarli in queste prime ore di Università. Non c'è ancora nulla di ufficiale però.

 

L'Università di Friborgo è risultata essere quella più scelta dagli studenti ticinesi. Come ti spieghi questo dato?

L'Università di Friborgo ha un ambiente molto familiare e "piccolo" rispetto ad altri atenei, come Zurigo o Berna. Ci si conosce un po' tutti e non c'è il forte clima di competizione che vediamo altrove. Anche i "miti" delle feste che qui si tengo forse hanno contribuito. Ci sono molte attività collaterali agli studi, e forse la difficoltà sta proprio nel non lasciarsi distrarre eccessivamente.

Come detto poi Friborgo è l'unica università che offre il bilinguismo. Io ad esempio ho scelto questa università proprio per questo motivo.