Comunisti che scoprono la Fede e pipidini che non vogliono il gaypride, ma il Tour de Suisse

Comunisti che scoprono la Fede e pipidini che non vogliono il gaypride, ma il Tour de Suisse

Agosto 26, 2017 - 15:30
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Ancora una volta l'ex segretario Prc ha voluto scandalizzare. L'Arl alza la voce. Bertoli risponde.

L'ex segretario di Prc, Fausto Bertinotti è andato a Rimini, non a prendere il sole, bensì gli applausi dal pubblico del meeting di Cl, comunione e liberazione.
L'ex presidente della Camera ha detto che "dobbiamo porci il tema della fede, delle fedi, del senso della vita umana rispetto a una meta". 
Ancora una volta Bertinotti ha voluto "scandalizzare" spiazzando tutti. Ma il dubbio che la vecchiaia e i sempre meno talk show che lo chiamano per qualche "ospitata" (essenziale per alimentare il proprio ego e narcisismo), abbiano qualche influenza in queste svolte, non della Bolognina, per carità, ma della Fiera estiva di Rimini, rimane.
 

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L'Arl alza la voce. Bertoli risponde, a tono (leggi qui). E fa bene. Una S.A., l'Arl, autolinee regionali luganesi, i cui azionisti sono solo enti pubblici (leggasi comuni e cantone), che dirama un comunicato stampa molto sopra le righe, in cui attacca e di fatto minaccia (di non voler dare le proprie fermate di bus a chi gestirà il servizio). 
Forse qualcuno dovrebbe spiegare al management che nei comunicati stampa sarebbe meglio evitare le gaffe. Citare l'Argo1 e non chiedersi qual'è l'area politica che da sempre predomina in Arl... è quasi ironico. 
Forse sarebbe ora di mettere in cantiere la "fusione" con la Tpl. Magari la comunicazione della nuova società sarebbe più pacata... .
 

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Il granconsigliere, consigliere comunale e vignettista Armando Boneff, ieri con una sua vignetta ha voluto attacare il Municipio di Lugano, reo di ospitare nel 2018 il gay Pride nazionale e non il Tour de Suisse. 
Bene. Che il Ppd di Lugano vuole disperatamente profilarsi come il partito antigay pride, lo si era capito già qualche mese fa, quando i consiglieri comunali pipidini di Lugano Boneff, Beretta Piccoli e Petralli avevano presentato un'interrogazione al Municipio in cui facevano ben capire il loro disappunto per il gay pride. Ora Boneff rincara la dose con la sua vignetta.
Se è questa la strategia per recuperare voti, buona fortuna. 
Intanto a Lugano pende un atto in Consiglio comunale (di Demis Fumasoli) per chiedere di abrogare i finanziamenti alla Chiesa... . Forse il buon Boneff a suon di vignette riuscirà a creare una maggioranza che sostiene la proposta Fumasoli. Staremo a vedere.