Controlliamo chi ruba davvero

Controlliamo chi ruba davvero

Maggio 05, 2018 - 17:34

Riforma della legge sulle assicurazioni sociali: al compagno Strahm serve un più “ampio respiro”.

La Svizzera sa cosa significa schedare la gente. Anni fa una compagna di Cavigliano mi raccontava dello scoramento a scoprire che lei, a differenza di tutti i suoi amici, non era stata schedata: “va che ero di sinistra anche io!”
Anche Rudolf Strahm era stato schedato e controllato dallo Stato borghese per decenni.  Lui stesso lo ricordava nell’articolo sul tagesanzeiger in cui difende la legge federale che permette l’intervento dei detective per controllare chi gode di una rendita sociale. D’altronde chi ha visto il film “i fabbricasvizzeri” del 1978 sa che il controllo dei propri cittadini è un’usanza elvetica ben ancorata nel sentire collettivo, chissà forse è espressione di un protestantesimo tutto sommato maggioritario da secoli.
Non voglio troppo concentrarmi sul compagno Strahm, che Bodenmann apostrofafa “du Protestant!”. Sebbene io sia scettico sugli over 70 che continuano a fare politica, lo leggo però costantemente. Ha una storia affascinante, fa parte di quegli ambientalisti e terzomondisti che davano del filo da torcere ai semi-rivoluzionari stile PSA. Invecchiando gli è venuto un po’ il pallino della sicurezza. Economista, ma già apprendista chimico, quando parla dà fastidio a Sinistra perché impone il confronto sui duri dati economici ai grandi discorsi filo-marxisti. Insomma: un classico socialista più odiato dentro che fuori dal partito.
Ora il buon Strahm fa una sparata a difesa della riforma della legge sulle assicurazioni sociali. Dice che i detective sono importanti per lo Stato sociale. E forse può anche avere ragione: fra il popolo spesso dà più fastidio un lavoratore che prende qualche migliaio di franchi di troppo piuttosto che un milionario che si fa le palle d’oro arraffando di qua e di là. La prestazione (rigorosamente sussidiaria) in denaro dello Stato sociale è vista oggi come una garanzia del “contratto sociale”, se ne abusi stai abusando della comunità, questa la narrativa che Strahm sostiene.
Il problema di Strahm è però la sua ottica decisamente troppo stretta. Restringe il campo, foraggia quella dimensione piccola che è il confronto tra cittadini che ricevono bassi salari o basse rendite sociali. Che insomma si tira a campare.
Se invece ingrandisse l’ottica, se desse un socialdemocratico “ampio respiro” alla sua analisi, il compagno Strahm vedrebbe che il referendum sull’impiego di detective nelle assicurazioni sociali è sacrosanto. E il motivo non è solo che il controllo deve essere nella mano pubblica, in ossequio al principio del monopolio dello Stato sul controllo di polizia. No, il motivo è anche squisitamente politico: ma perché diamine i controllati con i servizi di sicurezza sono sempre i poveri diavoli, mentre chi drena soldi dall’alto è intoccabile?
Noi dobbiamo essere chiarissimi: la prima causa dei buchi finanziari nei conti pubblici sono i ricchi che evadono le tasse; che quando la ditta fallisce chiedono aiuto allo Stato perché è too-big-to-fail; che fanno cartelli per tenere alti i prezzi sulle opere pubbliche; che si mettono di traverso alla mobilità lenta e ai trasporti pubblici; che pagano le campagne elettorali dei liberali per tenere basse le (loro) tasse; che si alleano con la politica per ottenere mandati diretti; che si comprano il consenso popolare attraverso un incerto assistenzialismo borbonico. La società liquida dei ricchi-che-viaggiano-mentre-i-poveri-stan-a-casa è un sistema che prevede che il ricco sia incontrollabile, mentre tutti gli altri devono essere sottoposti a schedatura costante.
Secondo me con il referendum sui detective delle assicurazioni sociali non si vuole proteggere chi abusa dello Stato sociale. Si vuole invece dare una comunicazione politica decisa: prima di tutto si controlla chi ruba. Ovvero i ricchi.
Poi potremo parlare di detective nelle assicurazioni sociali.

Filippo Contarini
p.s. qui il formulario per il referendum, che solamente il PS ha tradotto in italiano