"Così del vino ticinese si parlerà in tutto il mondo": la proposta di Farinetti

"Così del vino ticinese si parlerà in tutto il mondo": la proposta di Farinetti

Settembre 04, 2018 - 21:00
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Oggi a Lugano parlava il fondatore di Eataly Oscar Farinetti.

Oggi a Lugano, invitato da Ticinowine, Fidinam e Camera di Commercio, c'era il fondatore di Eataly (ed ex prorietario della catena Unieuro), l'imprenditore italiano Oscar Farinetti. Al Palazzo dei congressi, alla presenza di oltre un centinaio di persone, fra cui molti produttori vinicoli, si è paralto naturalmente molto di vino. "Chi fa vino fa molti mestieri", ha esordito Farinetti, dal contadino al direttore marketing. "È il mestiere più completo del mondo e chi lo fa diventa un po' filosofo e sociologo".

Produzione vinicola, che, secondo il fondatore della catena di negozi di prodotti alimentari italiani che si è espansa in tutto il mondo, in Ticino ha un grande potenziale (inespresso). L'importanza di un prodotto, ha detto, è determinata da quanto è conosciuto nel mondo.  Un percorso, per quanto riguarda il vino ticinese, ancora in salita.  

Secondo Farinetti un concetto chiave è quello dell'identità.  Per il vino ticinese (Farinetti ha espresso apprezzamento per il Merlot bianco) quest'identità è la freschezza, la brezza che soffia sui laghi della nostra regione (in un mondo dove, ha detto, il cambiamento climatico renderà "cotti" molti vini). Una promozione di successo su scala globale non può però essere fatta da soli: secondo Farinetti le strade sono due, o associarsi all'Italia e al marchio made in Italy, o associarsi ad altri Cantoni elvetici, e promuovere un brand del vino svizzero. Lo "storytelling", secondo Farinetti, è un punto centrale. "Un prodotto raccontato male, non esiste", ha detto.

Ma anche il concetto di "pulizia" va promosso, visto che la Svizzera è nota nel mondo appunto per la sua pulizia. Farinetti si è schierato nettamente a favore dell'abolizione dei concimi chimici e dei pesticidi. Una simile, drastica scelta, di produrre solo vino biologico, farebbe parlare tutto il mondo e concretamente potrebbe essere messa in pratica in tre anni. Farinetti ha auspicato un cambiamento di mentalità da parte degli agricoltori.

Una proposta concreta di Farinetti è stata quella di un evento, una degustazione alla cieca, che metta in competizione vini ticinesi e di tutto mondo. Se il costo di una simile operazione, che di fatto chiamerebbe in Ticino i migliori produttori di vino al mondo, è sicuramente ingente, l'imprenditore ha ha detto che in questo modo tutto il mondo parlerà del merlot ticinese, e chissà che qualche vino ticinese non possa giocarsela ad armi pari con nomi ben più blasonati.

Ma nella sua conferenza, fra un passaggio sull'enogastronomia e l'altro, Farinetti ha anche parlato d'altro.  Colui che è stato un grande sostenitore dell'ex premier italiano Matteo Renzi, ha parlato delle nuove generazioni, cresciute con la consapevolezza che sono nate in un periodo difficile, ma per questo più "sveglie" di altre. Farinetti ha invece criticato la generazione che con il fascismo "è stata in silenzio". E proprio l'attuale clima politico spavenata Farinetti e presenta per certi versi tratti simili a quelli del ventennio fascista: uno su tutti l'egoismo. Farinetti non ha mancato di dire la sua  anche sui vaccini, tema che sta molto facendo dibattere in Italia. Farinetti, si è schierato contro ai "no-vac", i contrari alle vaccinazioni obbligatorie, sostenendo che, "quando il 98% degli scenziati dice una cosa, in genere è vera". Discorso che vale anche per il cambiamento climatico.