Di destra, cristiano, ma profondamente liberale

Di destra, cristiano, ma profondamente liberale

Gennaio 27, 2018 - 18:20
Posted in:

Non tutta la destra è per una politica restrittiva sul fronte delle droghe. Giovedì l'Associazione Incontri Liberali e il Circa (Comitato interpartitico per la regolamentazione della cannabis), hanno organizzato un dibattito sul tema (leggi qui). Fra i relatori anche il granconsigliere de La Destra Paolo Pamini, che ci ha spiegato la sua visione, molto liberale, sulla legislazione in merito alle sostanze stupefacenti.

Paolo Pamini, lei è stato ospite al dibattito co-organizzato da Incontri liberali sulla canapa. In un certo senso, è tornato nella sua vecchi casa, per discutre di droghe?

Fa piacere che il Plr ogni tanto faccia dei dibattiti di natura liberale. Per questi sono sempre disponibile, anche perché non ho mai cambiato la mia tradizione e i miei valori di riferimento.
 

Lei questa sera si è dichiarato a favore della legalizzazione di qualsiasi tipo di sostanza. Questa legalizzazione dovrebbe avere a suo avviso dei limiti o meno?

Si deve distinguere fra la libertà di ognuno di fare ciò che vuole con il proprio corpo e il momento in cui una propria azione incide anche sugli altri. Ovviamente l'uso di sostanze, indipendentemente da quali esse siano, per fare un esempio, prima di mettersi alla guida, rappresenta un problema. È un problema che però non differisce da quanto già oggi vediamo con sostanze legali, come possono essere degli psicofarmaci o l'alcol. Dunque la regolamentazione delle droghe, a mio avviso, non va fatta indiscriminatamente, ma laddove sorgono dei problemi che riguardano la convivenza fra persone. Anche sul fronte della criminalità legata alle droghe, tema che si è anche affrontato nel dibattito,  si può intervenire con il diritto penale "tradizionale". Non c'è bisogno proibire le droghe per occuparsi di questi comportamenti.

Per quanto riguarda la protezione dei minorenni, anche qui,  non vedo un particolare problema con un approccio liberale a questa tematica. A rigore dovrebbe essere la famiglia ad occuparsene, ma niente impedisce una regolamentazione delle droghe che vieti la vendita ai minorenni.

 

La produzione e la vendita di queste sostanze a chi dovrebbe essere affidate, allo Stato o a privati?

Allo Stato in genere piace occuparsi di ciò che è particolarmente redditizio, come i giochi d'azzardo, la tassazione delle sostanze stupefacenti, il tabacco o l'alcol. Ovviamente io credo debba essere il mercato ad occuparsene.

Ciò dovrà avvenire, all'interno di un assetto normativo che va negoziato. Entrando nel realismo politico, partendo dalla situazione attuale, anche una liberalizzazione parziale delle droghe è un passo nella direzione che auspico.
 

Quanto ritiene possibile nell'attuale clima politico una modifica della legislazione federale sulle droghe che vada nella direzione della legalizzazione di alcune sostanze?

Concretamente nell'immediato si parla di progetti pilota. Nel dicembre 2017 Alain Berset, a capo del Dipartimento federale degli Interni, nell'Ora delle domande ha dichiarato che entro fine 2018 questi progetti pilota dovrebbero essere possibili. Ciò andrebbe fatto emendato la Legge federale sugli stupefacenti, su cui dovrà esprimersi il Parlamento. in questo momento non sono in grado di giudicare la probabilità che questo emendamento venga accettato. Conosco troppo poco l'opinione dei parlamentari su questi temi. Come abbiamo visto anche in occasione del dibattito di questa sera, non si vedono su questo tema i classici equilibri fra destra e sinistra. Io mi trovo come esponente della destra liberale a fianco della sinistra estrema, con un Carlo Lepori (granconsigliere socialista, ndr), ad esempio...
 

Non è propriamente sinistra estrema...
 

Be', per me sì. A parte gli scherzi, il terreno di gioco è molto "scombussolato" su questa tematica.
 

Area Liberale come la pensa?
È divisa in due.

 

In questo spirito liberale che lei questa sera ha esposto, vede anche possibile un'apertura sul tema dell'eutanasia?

Sull'eutanasia francamente non ho ancora un'idea chiara. Rispetto il diritto del singolo di fare ciò che vuole con sé stesso, anche di togliersi la vita, ma d'altra parte sul piano religioso e morale lo reputo, da cristiano, un affronto. Dal punto di vista del diritto naturale non sono a favore di una proibizione, ma credo che la medicina palliativa possa fare molto nei casi di malattie terminali.