Dopo Lula e Dilma, anche il Brasile potrebbe avere il suo "Donald"

Dopo Lula e Dilma, anche il Brasile potrebbe avere il suo "Donald"

Dicembre 04, 2017 - 12:34
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L'esponente dell'estrema destra brasiliana Jair Bolsonaro è dato in recupero nei sondaggi per le presidenziali del prossimo anno. Lula, nonostante i processi, è comunque in testa con il 35% dei consensi.

C'è voluto poco perchè gli affibiassero il soprannome di "Trump" del Brasile, ed anche se non dispone di un patrimonio paragonabile a quello del tycoon newyorkese "è un fervente sostenitore delle armi per tutti, è un religioso nazionalista, anti-gay, sessista", riferisce oggi un articolo apparso sul portale de Il Fatto Quotidiano a firma di Adele Lapertosa, incentrato su Jair Bolsonaro, uno dei candidati alle prossime presidenziali brasiliane, che si svolgeranno nel 2018.
"Secondo gli ultimi sondaggi di Datafolha", si legge nell'articolo de Il Fatto Quotidiano,  "raccoglie un ragguardevole 16% delle preferenze. Arriverebbe a sfidare in un eventuale ballottaggio Lula da Silva, l’ex presidente-operaio, che ha deciso di candidarsi e nelle intenzioni di voto è in cima alle preferenze con il 35%, anche se su di lui pende una condanna in primo grado a nove anni e mezzo per corruzione ed è imputato in altri sei processi".
Bolsonaro, scrive Il Fatto Quotidinao, "è un ex militare e rappresentante dell’estrema destra", che "sembra trovare molto consenso tra i giovani, nonostante definisca ‘vagabondi‘ coloro che si battono per i diritti umani e sostiene che in Brasile non ci sia mai stata una dittatura tra il 1964 e 1985". "È famoso inoltre per alcune ‘perle’", riferisce Il Fatto, "come l’aver detto ad una deputata 'non ti stupro perché non te lo meriti', e dedicato il suo voto per l’impeachment della ex presidente Dilma Roussef (succeduta a Lula, ndr) a Carlos Alberto Brilhante Ustra, capo dei torturatori durante la dittatura".