E se il treno per Berna passasse anche dalla riforma 2020?

E se il treno per Berna passasse anche dalla riforma 2020?

Settembre 12, 2017 - 11:49
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Igor Righini dice che Cassis non lo rappresenta. A dibattere della riforma 2020 a "60 minuti" arriva la "Signora in rosso". 

C'ha già pensato il Mattino della domenica, nella scorsa edizione, nella sua chicca intitolata "ScocciaRsi"a mettere in risalto la presenza per due giorni di fila alla Rsi di una granconsigliera liberale, prima a "60 minuti" e poi al "Quotidiano".
Noi dal canto nostro ci chiediamo perché a "60 minuti" è stata invitata la "Signora in rosso" a dibattere della riforma 2020? Per favorire in Ticino la vittoria del Si? Oppure per avere qualcuno a cui la consigliera nazionale socialista Carobbio possa dare dell'impreparata, senza rischio di smentita? Mah... .

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Sulla riforma 2020 sembra che il Plr sia rimasto con il cerino in mano. La Lega è favorevole al "Si", come Ps Ticino e Ppd, e l'Udc di fatto si è defilata, come le associazioni padronali. A dire il vero anche fra i liberali non si vedono molti big scendere in campo a favore del "No" (e invece spicca l'ex sindaco liberale di Chiasso Moreno Colombo per il "Si"). In casa liberale a mobilitarsi (e a sostenere la linea voluta da Ignazio Cassis) per il "No" sono quasi esclusivamente i giovani. I big, per lo meno quelli veri, del Plr per il momento stano in panchina.

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Ignazio Cassis dato dai media che contano come favorito per la successione di Burkhalter è stato lo stratega della strategia per il "No" alla riforma 2020. Se venisse eletto il 20 settembre in Consiglio federale, arrischia che pochi giorni dopo debba registrare la sconfitta nelle urne della riforma dell'Avs 2020. Sarebbe una sconfitta importante e non sarebbe di buon augurio, per iniziare una nuova avventura, quella di ministro, che fra le altre cose deve avere una buona capacità di creare consenso sui propri dossier che vanno in votazione popolare. E lui ha già alle spalle la pesante sconfitta del 17 giugno 2012 sulla votazione inerente il "managed care".

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Igor Righini al suo "parlamentino" (ovvero al comitato cantonale del Ps Ticino) ha detto in modo chiaro e netto che Cassis non lo "rappresenta". L'affermazione ha molto più peso di quanto possa sembrare a prima vista. Infatti Righini nel Ps Ticino è espressione della corrente di Marina Carobbio. Ovvio che la consigliera nazionale non si sia espressa sull'argomento, ma è improbabile che Righini si sia espresso con questi toni netti, senza prima consultare il suo "sponsor" politico. E per chi se lo fosse dimenticato, lo "sponsor" politico di Righini è vicepresidente nazionale del Pss e persona molto ascoltata da Levrat. Dunque l'affermazione di Righini può avere molto più peso di quanto sembri. Se poi si tiene presente che tutto il Pss, dal presidente Levrat fino al consigliere federale Berset, stanno impegnandosi come non mai nella battaglia per far vincere alle urne la riforma dell'Avs 2020, riforma avversata in Parlamento quanto fuori proprio da Cassis, è facile pensare che i socialisti non siano proprio i principali sostenitori del candidato ticinese al Consiglio federale. Attendiamo il 20 settembre, magari saremo smentiti.