E se tornasse di moda il panda?

E se tornasse di moda il panda?

Agosto 24, 2018 - 22:50

Chi metterà in lista il Ppd per il Consiglio di Stato? All'orizzonte potrebbe esserci il ritorno di "Kung Fu Panda"...

In questa lunga estate calda, il Ppd sembrerebbe essere un po' eclissato, uscito dai radar dei giornalisti, e i suoi esponenti non si sono visti molto negli eventi, culturali, mondani e politici, che hanno animato il Cantone in questi ultimi mesi. Certo, il consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, per fare un po' dimenticare le vicende di Argo 1 si è fatto un selfie con l'attrice Meg Ryan (che detto per inciso non è propriamente sulla cresta dell'onda, ma questo "passava il convento", pardon, il Locarno Festival), ma per il resto gli esponenti del Partito popolare democratico sono stati abbastanza silenti e un po' ai margini.
Evidentemente per gli "azzurri" l'estate probabilmente è stata l'occasione per pensare e ripensare a come fare la lista per il Consiglio di Stato. Ricandidare Paolo Beltraminelli dopo le vicissitudini degli ultimi due anni? Candidare il presidente che doveva cambiare tutto e far tornare agli antichi splendori il Ppd e invece si è "impantanato" per uno scontrino di una cena? Trovare un altro nome forte che possa portare tanti voti personali al Ppd? L'impresa di allestire la lista per l'Esecutivo cantonale per gli "azzurri" si sta dimostrando assai complicata. Certo, noi di Ticinotoday già qualche mese fa avevamo scritto della possibile candidatura del granconsigliere e sindaco di Riviera Raffaele De Rosa (vedi qui), mentre Ticinonews aveva fatto il nome di Michele Rossi, ma entrambi i nomi, allo stato attuale, non sembrerebbero in grado di insidiare il consigliere di Stato uscente. Sicuramente potrebbe essere all'altezza della sfida un calibro da 90 come Filippo Lombardi, ma il senatore capogruppo alle camere federali per il Ppd nazionale sarebbe veramente disposto a lasciare Berna (viaggi all'estero inclusi) per occupare una poltrona nel palazzo che guarda sulla Foca di Bellinzona? L'altro "big", Marco Romano, non è nel suo periodo migliore, visto che ha perso il sindacato a Mendrisio (che il suo partito deteneva da decenni) e in seguito non è neanche riuscito, nonostante l'anticipazione data dal sito della Rsi, a imporsi come membro del cda in quota pipidina della Lasa (Lugano Airport Sa). E allora che fare? Lasciare che il Plr conquisti il secondo seggio a scapito del Ppd (o del Ps Ticino)? Si potrebbe convincere l'ex sindaco di Mendrisio Carlo Croci, ma stando alle dichiarazioni pubbliche dello stesso, che ha detto che non era più interessato a cariche pubbliche in ambito politico, l'impresa si fa difficile.
Dunque?
Si potrebbe far tornare sulle scena l'ex presidente cantonale del Ppd Giovanni Jelmini, che il Mattino della Domenica aveva ribattezzato Giovanni "Kung Fu Panda" Jelmini, che, non dimentichiamocelo, nel 2011 perse proprio contro Paolo Beltraminelli per 269 voti!! Una bazzecola. Se poi teniamo conto del fatto che Beltraminelli prese più voti esterni di Jelmini (soprattutto dall'elettorato Plr, che probabilmente in questa tornata elettorale non gli garantirà un supporto così importante come fece nel 2011), allora si può pensare che il buon "Kung Fu Panda" possa essere uno dei pochi nomi realmente forti che il Ppd può mettere in campo. Giovanni Jelmini come il personaggio di "Kung Fu Panda" accetterà di buon grado le sfide per far si che il bene prevalga (in questo caso quello del Ppd).
Bisogna soltanto vedere se qualcuno del Ppd voglia sollecitare un suo impegno in prima persona in quella che potrebbe essere la campagna elettorale più difficile per gli "azzurri", che da sempre siedono nell'Esecutivo cantonale. Perché all’orizzonte potrebbe essere che il 2019 sarà più amaro del 1987.