Edilizia al giro di boa? Per ora non impera il pessimismo

Edilizia al giro di boa? Per ora non impera il pessimismo

Settembre 06, 2018 - 17:52
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L'edilizia si avvia verso un'inversione di tendenza rispetto agli scorsi anni. I dati che stanno emergendo non sono però secondo gli Impresari costruttori eccessivamente negativi. Per Unia però al "boom" degli scorsi anni non è corrisposto un adeguato corrispettivo per i lavoratori.

L'istituto di ricerche congiunturali BAK Economics, in una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati due giorni fa, prevede per il 2019 un calo delle attività del settore edilizio in Svizzera. Si tratterebbe del primo da dieci anni a questa parte, caratterizzati da una crescita di questo settore. Sempre degli scorsi giorni è lo studio del portale ImmoScout, che ha indicato, per quanto riguarda il Ticino, un calo degli affitti a luglio del 3,3%. Un calo che è da ascrivere in larga parte all'allto numero di sfitti (all'incirca 4'000) in Ticino. A confermarcelo è il presidente della Società Svizzera Impresari Costruttori - Sezione Ticino (Ssic-Ti), Mauro Galli. "Per quanto riguarda il Ticino si nota un aumento della percentuale di sfitto e parallelamente un rallentamento delle richieste per la costruzione di nuove abitazioni", spiega Galli. "Negli anni passati abbiamo costruito molto, anche perché la popolazione del Ticino è sempre aumentata. Ora assistiamo a un rallentamento dell'aumento della popolazione e a un conseguente calo della richiesta di abitazioni".
Se un calo è da preventivarsi, non sembrerebbe ancora il momento di fasciarsi la testa. "L'euforia edile che c'è stata fino a pochi mesi fa va un po' rallentando, in particolar modo per quanto riguarda l'edilizia abitativa". Tuttavia secondo Galli per il futuro "parlare di anni di magra forse è eccessivo". Però "sicuramente si vede un rallentamento della congiuntura.  In parte alcuni segnali di rallentamento già si vedono. A livello nazioanle anche un'inchiesta interna della Società impresari costruttori, evidenzia un calo del fatturato negli ultimi mesi, spiega Galli. "Molto probabilmente ci appresitamo ad affrontare un periodo in cui vi sarà un rallentamento dell'edilizia abitativa". Tuttavia, dice il presidente della Ssic-Ti, "questo non è l'unico ambito dell'edilizia: vi è ad esempio il genio civile e le varie infrastrutture, settori che non è detto seguano questo trend".
Annche sul fronte del lavoro conseguenze non sono da escludere. "Evidentemente se si va incontro a una stagnazione o a un abbassamento dei volumi di lavoro ripercussioni in termini di impiego sono da attendere", ci dichiara Dario Cadenazzi, reposabile Edilizia di Unia. A preoccupare di più i sindacati è però la tipologia del lavoro. "Assistiamo a una guerra dei prezzi e a farne le spese sono sicuramente i lavoratori. I dati presentati finora mostrano rendimenti molto elevati. Simo in una situazione di buona congiuntura". Dei dieci anni di boom, secondo Cadenazzi, i lavoratori del settore non hanno beneficiato in termini di salario. "È stata garantita una buona occupazione. Al volume di lavoro non ha però corrsposto il guadagno per i lavoratori in temrini economici che avrebbero meritato. Lo dicamo da molto tempo come partener sindacali. Un volume di questo tipo avrebbe dovuto poter garantire anche dei maggiori aumenti salariali. Invece è da quattro anni che non vi sono aumenti", dichiara Cadenazzi.