Foletti sul Mattino: "i sindacati hanno sottoscritto contratti collettivi vergognosi..."

Foletti sul Mattino: "i sindacati hanno sottoscritto contratti collettivi vergognosi..."

Aprile 15, 2018 - 15:26
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Il Mattino nella sua edizione odierna ospita la risposta di Michele Foletti alle critiche del segretario cantonale di Unia Enrico Borelli sulla riforma fiscale e sociale.

Dalle pagine del Mattino della Domenica il granconsigliere e municipale di Lugano della Lega Michele Foletti, in un suo articolo a pagina 6, risponde alle critiche ricevute da parte del segretario di una Enrico Borelli sul tema della riforma fiscal-sociale. "Enrico Borelli e un altro sindacalista di UNIA (trattasi del co-segretario responsabile del Sottoceneri Vincenzo Cicero, ndr), che non so chi sia (mai incontrato)”, scrive Foletti, “mi accusano su alcuni siti di web news di avere una visione per il futuro di questo Cantone da schiavista del sud prima della guerra di secessione americana”.
Nel merito della diatriba Foletti ribadisce alcuni concetti espressi durante un dibattito sulla RSI andato in onda lo scorso giovedì, in cui erano presenti (fra gli altri) Borelli e Foletti, in cui ha preso avvio la “querelle”. “La metà dei giovani in assistenza non ha terminato la formazione professionale (apprendistato)”, scrive Foletti,  “non si può dare la colpa all’economia di questo fallimento, ma ci si dovrebbe chiedere se il nostro sistema formativo è funzionale al mercato del lavoro”.
Inoltre, evidenzia il capodicastero finanze di Lugano, “se alcune aziende in Ticino speculano solo sul basso costo del personale è perché da un lato i sindacati hanno sottoscritto contratti collettivi vergognosi pur di incassare qualche franco, dall’altro perché la nostra fiscalità è penalizzante e quindi le aziende spostano le attività più remunerative (con dipendenti pagati meglio) in altri luoghi e paesi”.
“Mi spiace che Enrico abbia travisato le mie parole”, aggiunge Foletti. “Un po’ perché Enrico mi è anche simpatico e lui era un grande tifoso di Clay Regazzoni e probabilmente seguiva le telecronache della Formula Uno quando le commentava mio papà Pablo”. “Da un lato più politico perché mi offende pensare che Enrico mi ritenga un negriero vecchio stile”, scrive.
Ma il tema della riforma in votazione il prossimo 29 aprile (per la sua parte fiscale, su cui la sinistra ha lanciato referendum, mentre su quella sociale non è stato lanciato) è affrontato anche in altri articoli del domenicale.
In un articolo a pagina 14 il direttore del Mattino Lorenzo Quadri esprime il suo sostegno (seppur non particolarmente entusiasta) alla modifica della Legge tributaria concernente la parte fiscale della riforma in votazione. “I provvedimenti fiscali - che come detto costituiscono un intervento minimalista per scongiurare il peggio, altro che “riforma” - sono accompagnati da una parte sociale”, scrive Quadri. “Si tratta di due facce della stessa medaglia: senza l’aspetto fiscale, non entrano in vigore nemmeno le misure sociali. Questo deve essere chiarissimo a tutti. I $inistrati vorrebbero far credere il contrario: che le misure sociali potrebbero vedere la luce anche da sole. Ma questa è una balla di proporzioni epiche”.
In un articolato a pagina 4 invece Il Mattino  “se la prende” con la consigliera nazionale socialista Marina Carobbio e la RSI. “Lunedì sera alla R$I, dibattito sulla riformetta fisco-sociale”, si legge. “Invitata (come sempre): la kompagna Marina Carobbio, che però fa politica federale e non cantonale”. “Mercoledì mattina a Modem R$I, dibattito sugli immobili delle FFS. Invitata, e ti pareva, Marina Carobbio, in quanto ex (!) presidenta dell’Associazione svizzera inquilini”.  “Altro che equidistanza”, incalza il Mattino,  “come di consueto alla Pravda di Comano si arrampicano sui vetri per dare visibilità ( evidentemente a scopo di campagna elettorale) sempre ai soliti tromboni: quelli del partito “giusto” con le idee “giuste”. E noi dovremmo pagare il canone più caro d’Europa per questo “servizio pubblico” che in realtà è un servizietto ai kompagni??”.