Gaffuri: "ora siamo più tranquilli"

Gaffuri: "ora siamo più tranquilli"

Settembre 09, 2017 - 15:30
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Lo scorso giugno i deputati Plr Sebastiano Gaffuri e Nicola Pini interrogavano il Consiglio di Stato sul Centro Comune di Ricerca (Joint Research Centre, JRC), ad Ispra, sulla sponda italiana del Lago Maggiore. Il sito ospiterà un deposito temporaneo di scorie radioattive, provenienti dallo stesso Centro di Ricerca. Alcuni Comuni italiani limitrofi temevano però che nel deposito potessero finire scorie anche di altri siti europei, preoccupazione che erano sfociate in numerosi articoli di stampa, in un'interrogazione presso un Consiglio regionale in Italia e poi nell'interrogazione di Gaffuri e Pini, che chidevano se ciò rappresentasse un pericolo per la sicurezza in Ticino, 

Ora il Consiglio di Stato ha risposto all'interrogazione, dicendo in sostanza, che non vi è nessun pericolo per la sicurezza, e che la situazione verrà d'ora in anzi monitorata dal Cantone.

Sebastiano Gaffuri, si ritiene soddisfatto dalla risposta del Consiglio di Stato?

Sono soddisfatto della risposta, che oltre a tranquillizzare i sottoscritti deputati, tranquillizza anche la popolazione. Quello delle scorie nucleari è un tema molto sensibile. 

 

 

Il fatto che le scorie che saranno depositate nel deposito di Ispra fossero quelle del sito stesso era già stato ribadito dal Centro Comune di Ricerca. Eppure molti Comuni limitrofi temevano che potessero esserci scorie provenienti anche da altri siti, come pure voi nella vostra interrogazione. Vi erano motivi per dubitare di quanto affermato in merito alle scorie?

Noi avevamo ripreso degli articoli apparsi sulla stampa. Essendo il deposito di Ispra molto vicino al Ticino (una cinquantina di chilometri, ndr) avevamo chiesto al nostro referente, che è il Consiglio di Stato,.dei chiarimenti.

L'interrogazione ha anche avuto il pregio di ottenere una seconda risposta ad essa, direttamente dal Centro Comune di Ricerca, che pochi giorni dopo l'invio del nostro atto parlamentare confermava che le scorie depositate ad Ispra sarebbero state solo quelle del centro di ricerca. Ciò è stato confermato anche dal Consiglio di Stato. 

Prendiamo anche atto che il Consiglio di Stato, tramite il Dipartimento del territorio, ha affermato che monitorerà la situazione, in collaborazione con la Confederazione, che è l'autorità competente in materia.

 

A suo avviso si sarebbe dovuto iniziare a monitorare la situazione già prima dell'invio della vostra interrogazione?

No. Immagino che se la Confederazione non abbia fatto passi era perché riteneva già sicuro il sito. Infatti mai prima d'ora in Ticino si era sentito parlare di questa problematica.