Chi dei due sarà il futuro municipale di Locarno?

Chi dei due sarà il futuro municipale di Locarno?

Marzo 31, 2016 - 20:27

Due possibili scelte elettorali per le elezioni comunali di Locarno a confronto. Simone Merlini, candidato al Municipio e al Consiglio Comunale per il PLR, e Nicolas Fransioli, candidato comunista al Municipio e al Consiglio Comunale per la lista del Partito Socialista.

 

                                         

Cognome:

 

Merlini

 

Fransioli

Nome:

 

Simone

 

Nicolas

 

Data di nascita:

 

14.01.1985

 

15 aprile 1990

 

Comune in cui si vive (e frazione):

 

Locarno

 

Locarno (Solduno)

 

Attività/professione:

 

Impiegato di commercio e studente in economia

 

Studente universitario di Storia e giornalista

 

Film preferito:

 

Il Gladiatore

 

Matrix

Musica/cantante preferito:

 

 

AC/DC

 

Led Zeppelin

 

Il libro che hai amato di più:

 

La divina commedia (L’Inferno)

 

Il Piccolo Principe

 

Cibo/pietanza preferita:

 

Spaghetti alla bolognese

 

Raclette, Empanadas (piatto tipico cileno)

Segno zodiacale:

 

 

Capricorno

 

Ariete

 

L’ultima polemica della Città è legata alla gestione dell'Istituto San Carlo, e al vuoto lasciato dal direttore dei Servizi sociali, Giuseppe Mordasini. Da più parti sono state mosse accuse contro Ronnie Moretti, a capo del dicastero che gestisce gli istituti e i servizi sociali di Locarno. Che giudizio puoi dare alla vicenda?

 

La vicenda è molto grave soprattutto perché le prime vittime sono gli anziani alle prese con le difficoltà che la vecchiaia impone. Occorre dunque riportare al più presto serenità e efficienza nell’istituto, attuando tutti i correttivi che si rivelano necessari ed eliminando qualsiasi ostacolo al buon funzionamento del servizio. Dopodiché occorrerà chiarire definitivamente le responsabilità anche politiche della faccenda: difficile non vederle e individuarle.

 

La vicenda del San Carlo è molto grave e le responsabilità sono in modo chiaramente predominante delle persone che avevano ruoli di responsabilità in quell'istituto, ovvero il direttore dei Servizi sociali e la responsabile delle cure. Non è compito del Municipio, e tantomeno di un capodicastero, occuparsi dell'organizzazione del lavoro, degli operatori dell'Istituto San Carlo e di avere modalità di direzione adeguate per avere un buon clima di lavoro. Quando il capodicastero è stato adeguatamente informato della situazione non ottimale presente all'Istituto San Carlo, quest'ultimo ha informato il Municipio e l'Esecutivo cittadino dal mio punto di vista è intervenuto in modo molto serio in questa vicenda, affidando ad esempio un audit esterno che in pochissimo tempo è stato realizzato. Semmai l'errore del municipale socialista Ronnie Moretti è stato quello di non dare la sufficiente attenzione alle lamentele dei sindacati, in modo specifico della Vpod. Comunque bisognerebbe anche precisare che sia il responsabile dei Servizi sociali sia la responsabile delle cure non sono persone dell'area politica del municipale Moretti. C'è da chiedersi se le polemiche che alcuni esponenti di due partiti hanno voluto sollevare sono magari figlie di rapporti interpersonali fra alcune delle persone che stavano ai vertici dell'Istituto San Carlo e qualche capogruppo di formazione politica presente in Consiglio comunale. Si attacca Ronnie Moretti perché si è contrari ai provvedimenti presi nei confronti dei due "capi"  del San Carlo? Ora mi pare chiaro che il sindaco liberale Alain Scherrer abbia pubblicamente difeso , con un comunicato stampa, l'operato di Ronnie Moretti.

 

 Le varie polemiche, legate all'arrivo della procura a Palazzo Marcacci, hanno sollevato diversi quesiti sul funzionamento degli appalti pubblici, e in generale sull'amministrazione comunale. Queste polemiche hanno lasciato il segno, tanto che - probabilmente - il sindaco Carla Speziali ha prematuramente concluso il suo mandato, proprio per queste vicende. Ritieni che l'allora sindaco abbia fatto bene a lasciare, per permettere all'Esecutivo di dare un nuovo inizio?

 

Alt. Innanzitutto, la questione legata all’applicazione della Legge sulle commesse pubbliche non può gettar discredito in generale sull’amministrazione comunale. Non si tratta di buonismo, ma di evitare generalizzazioni ingiuste e immeritate. Inoltre, l’ex Sindaco Carla Speziali sappiamo bene che non si è ritirata per la questione degli appalti. Certo, il clamore dell’arrivo della Procura è stato un brutto episodio, ma in quattro e quattr’otto è emerso che di penalmente rilevante non c’era nulla. La sua partenza - per quanto ne so - è stata soprattutto dal punto di vista personale: ma la salute vien prima di tutto. Il nuovo inizio? Era già iniziato parecchio tempo fa …

 

Credo che l'ex sindaco Carla Speziali abbia fatto le sue scelte per più ragioni e personalmente non me la sento di commentarle. L'operato dell'ex sindaco ha sicuramente degli aspetti positivi, ma anche negativi e casomai spetta alle autorità esprimere "verdetti" e non ai candidati. La sentenza del Consiglio di Stato su questa vicenda parla abbastanza chiaro. Quello che conta oggi è che credo che l'attuale sindaco, che in un certo senso possiamo definire l'ex "braccio destro" di Carla Speziali, abbia avuto l'intelligenza politica di dare un nuovo corso al Municipio, azzerando in buona parte le polemiche che c'erano stata fra i municipali. Questo sicuramente per Locarno è un bene e va riconosciuto il merito all'ex sindaco Speziali che attraverso le sue dimissioni ha permesso al Municipio di trovare una maggior coesione. Non è scontato. Brenno Martignoni a Bellinzona non ha saputo farlo. 

 

Trai temi importanti della legislatura che volge al termine - e probabilmente anche di quella che sta per cominciare - vi è la costruzione della Casa del Cinema. Qual è la tua opinione in merito?

 

Per chi conosce il Locarnese, la Casa del Cinema è stato un progetto nato e concretizzato in tempi sorprendenti. Anche se è stato oggetto di referendum - fallito come era facilmente prevedibile - tutti ora sono convinti della sua importanza e delle opportunità che rappresenta. Chiaramente bisogna monitorare costantemente l’evoluzione dei lavori e dei costi: ma ogni Locarnese attende il suo completamento, perché sarà una pedina importante per il nostro territorio lungo tutti i 12 mesi dell’anno.

 

Il Festival Internazionale del Film di Locarno è l'evento culturale più importante non di Locarno, ma di tutto il Cantone. Da anni si parlava di dare a questo importantissimo evento una struttura adeguata e di principio io sono completamente d'accordo. Qualche perplessità ci può essere, e io l'ho avuta, su questo progetto di Casa del Cinema, che probabilmente risolve soltanto in piccola parte i problemi "strutturali" del Film Festival. Adesso aspettiamo l'inaugurazione del progetto e semmai si valuteranno i correttivi da porre.

 

A Locarno, l'attuale legislatura è stata particolarmente movimentata, in primis per via dello scandalo legato alla cosiddetta appaltopoli. Qual è il tuo giudizio sulla vicenda? Ritieni che ora la gestione delle commesse pubbliche sia più trasparente?

 

Lo scandalo ha puntato i riflettori su una problematica che toccava i vari Dicasteri. Misure correttive erano già in atto e altre si sono aggiunte e rafforzate. L’importante è che ora non ci siano più strascichi e che la città possa agire con fiducia e serenità.

 

In uno Stato di Diritto è determinante che le regole siano chiare, diano parità di trattamento a tutti i soggetti e vengano rispettate dai cittadini ma prima ancora dalle Istituzioni. La vicenda appaltopoli va riconosciuta come una delle pagine più gravi e tristi della vita istituzionale di Locarno. Ci sono delle responsabilità individuali, di singoli municipali, ma nessun partito, neanche la sinistra, può fare la "santarellina" su questa deplorevole prassi. Credo che da parte dei municipali coinvolti nell'affaire appaltopoli (perlomeno quelli attualmente ancora in carica) ci sia stata una certa autocritica. Ora bisogna rivedere costantemente se le procedure sono le più efficienti e le più efficaci per garantire la massima trasparenza e la miglior offerta per il Comune.

 

Il FC Locarno naviga in cattive acque, tanto dal punto di vista sportivo, quanto - sembrerebbe - a livello finanziario. Ritieni ci possano essere delle soluzioni per risollevare le casse della società? I tifosi delle "bianche casacche" potranno mai vedere la propria squadra nuovamente a più alti livelli?

 

Le casse le risollevi con sponsor oppure facendo continuamente il tutto esaurito. Solo che in quest’ultimo caso occorre un livello di calcio difficilmente raggiungibile con le finanze a disposizione. Quindi? Occorre una sorta di filantropo affezionato al FC Locarno che sappia iniettare risorse a sufficienza per iniziare un bel progetto. I soldi non sono tutto, ma un buon punto di partenza.

 

Giulini ed Helios Jermini sono la dimostrazione che in Ticino il calcio non porta molta fortuna ai suoi presidenti, anche quando quest'ultimi investono nella propria squadra del cuore somme molto ingenti. L'FC Locarno no ha né un Giulini né un Jermini ma un Nicora, che probabilmente non può o non vuole investire somme milionarie per rilanciare il Locarno Calcio.  Ma dal punto di vista politico la questione centrale è che se il Comune da il campo di calcio, uffici ed elettricità più o meno gratuitamente all'FC Locarno, sia l'associazione sia l'SA devono essere gestite con la massima trasparenza, portando in assemblea i propri conti e bilanci, perché la collettività indirettamente, anche se in modo modesto, finanza queste realtà. Non solo: non sarebbe assolutamente accettabile che un'entità che riceve "in natura" un aiuto del Comune in futuro debba ripetere la bruttissima esperienza di Bellinzona dove gli oneri sociali non erano stati pagati completamente. Si può (ma non si è obbligati) aiutare delle strutture sportive ma il Municipio dovrebbe assicurarsi che queste strutture vengano gestite con il massimo rigore e nella massima trasparenza.

 

Lugano è diventata una città molto grande, mentre Bellinzona sta procedendo con il proprio progetto di fusione con molti dei comuni della sua cintura. Nel Locarnese, invece, sembra molto più difficile mettere d'accordo le singole realtà. C'è un futuro per Locarno e la sua regione, senza una fusione?

 

Se non c’è aggregazione, dev’esserci collaborazione. La Casa del cinema ha mostrato che può funzionare, ma altri progetti finiti in nulla (centro congressuale) o che necessitano di anni e tonnellate di riunioni e negoziazioni mostrano le difficoltà di questo sistema fatto di 17 municipi e 17 consigli comunali. Finché non ci sarà un’aggregazione, bisogna cercare di metter più olio possibile negli ingranaggi. Non possiamo permetterci di non aver futuro.

 

È perentorio e urgente per un adeguato sviluppo economico, ma anche culturale e sociale, di Locarno operare nel prossimo quadriennio una strategia aggregativa. Sappiamo tutti che il precedente progetto è naufragato in votazione popolare. E sappiamo tutti che con Muralto, enclave non tanto del Ppd ma della famiglia Gilardi, è assai complicato poter arrivare ad un'aggregazione. Allora pragmaticamente si può mettere in cantiere nel prossimo anno un progetto aggregativo più "minimalista", che veda coinvolto Orselina, Brione sopra Minusio e  Minusio con Locarno. Questo garantirebbe contiguità territoriale e permetterebbe di arrivare a una prima fase aggregativa. Ma è ovvio che prima o poi bisogna ragionare anche con la sponda destra della Maggia. Non capire che un Comune che da Brissago arrivi fino a Tenero, passando anche da Terre di Pedemonte permetterebbe una razionalizzazione pianificatoria delle zone artigianali.industriali, delle zone residenziali e delle zone ad uso ricreativo, dando più forza finanziaria a questo nuovo Comune, che a questo punto potrebbe avere la forza politica ed economica per progettare ed investire sul proprio futuro, è miope. Però non può essere un giovane candidato al Municipio della sinistra come il sottoscritto a guidare questo processo. Se guardiamo bene nella stragrande maggioranza dei Comuni del Locarnese il primo partito è il Plr e questo partito deve assumersi le responsabilità di garantire un futuro migliore al Locarnese attraverso un progetto aggregativo. Basta difesa dei propri orticelli, diamo spazio alla progettualità e all'intraprendenza.

 

La regione del Lago Maggiore e Valli, da sola, attira quasi la metà di tutti i turisti che giungono in Ticino. Come pensi possa continuare ad evolvere il settore per il Locarnese? Cosa manca in questo momento? Quali sono, invece, i fiori all'occhiello?

 

Non dobbiamo scimmiottare altre zone turistiche lontane da qui: i turisti vogliono vedere le nostre peculiarità e i nostri punti forti. Hotel di livello, itinerari naturalistici ed enogastronomici e gli eventi presenti sono senz’altro un’ottima calamita. Ma dobbiamo ancora lavorare molto sulla cultura dell’accoglienza. Fino a qualche anno fa i turisti piovevano dal cielo. Oggi dobbiamo guadagnare ogni singola visita e guai a sederci sugli allori.

 

I fiori all'occhiello sono senza ombra di dubbio il Film Festival di Locarno, il Jazz Ascona e (almeno in passato) Moon and Stars. Bisogna capire che questi ottimi fiori all'occhiello non bastano. A Locarno manca un centro congressuale-fieristico degno di questo nome. Bisogna capire che in molte parti d'Europa una parte delle riconversioni del turismo è stata proprio quella di reindirizzarsi sul settore congressuale-fieristico. Il dottor Franco Cavalli è un locarnese doc, ma Locarno e dintorni non sono in grado di convincerlo a portare il congresso di oncologia che si tiene ogni due anni a Lugano a Locarno, per assenza di strutture idonee. Le piccole fiere che si tengono in Ticino  e a Locarno sono più ad uso di un pubblico indigeno che nazionale ed internazionale e dunque non hanno nessuna valenza per il nostro turismo. Oltre al turismo congressuale bisognerebbe ragionare anche in modo più convinto su un ringiovanimento dell'attuale target che decide di venire a fare le vacanze da noi . Moon and Star in passato in questo senso ha dato qualche risultato, ma non basta. Bisogna avere una strategia complessiva che preveda nelle valli del Locarnese un turismo più legato agli agriturismi destinato ad un pubblico di famiglie, mentre nella zona urbana concentrarsi su un turismo più giovanile da una parte e dall'altra su un turismo di alto valore legato ad eventi congressuali.

 

Locarno dovrebbe essere il polo cantonale della cultura, ma anche a Lugano l'offerta e le strutture non mancano. Come giudichi questa concorrenza all'interno del Cantone? Cosa manca al panorama culturale locarnese?

 

La concorrenza può essere un incentivo a migliorarsi e ritagliarsi qualche nicchia d’interesse. Così avremo due regioni complementari, che si stimolano a vicenda. Un vero centro congressuale è un’infrastruttura che però ci manca: potrebbe essere un catalizzatore di incontri e convegni, e quindi un motore di cultura.

 

Negli anni '90 il Piano direttore cantonale prevedeva che Lugano fosse il distretto finanziario-economico e il Locarnese fosse il distretto cultural-turistico. Evidentemente lo strumento politico del Piano direttore cantonale non è sufficiente a garantire che in un distretto  si sviluppino delle iniziative definite in un ottica cantonale. Guardiamo soltanto negli ultimi 20 anni quanti progetti di Palacinema si sono miseramente arenati, alcuni di questi erano ideati da archistar di fama internazionale come Jean Nouvel. In questa mediocrità e litigiosità politica che il Locarnese ha avuto negli ultimi vent'anni, Lugano ha saputo approfittarne, mettendo in cantiere e realizzando il LAC, che per quanto sia criticabile è stato realizzato. Lugano ha avuto una classe dirigente politica in grado di rivendicare anche un'attenzione finanziara da parte del Cantone per alcuni suoi progetti. Ma prima di tutto Lugano ha avuto per più di vent'anni un Giorgio Giudici con una chiara visione politica. Quello che Locarno non ha avuto. Ora è chiaro che non serve a nulla piangersi addosso! È ora di rimboccarsi le maniche, dotarsi si una visione e scegliere su quali progetti prioritari concentrare le proprie risorse.

 

Con un avanzo di oltre 6,5 milioni di franchi, il Consuntivo 2015 di Locarno ha fatto segnare un record positivo. Gli anni finanziariamente più difficili sono passati? Quali sono le nuove possibilità che si aprono, per una città con delle finanze più solide?

 

Una Città con finanze solide può dedicarsi a due tipi d’investimenti che non potevano permetterci facilmente: gli investimenti di sviluppo e quelli cosiddetti di base, che servono a garantire i servizi di base su tutto il territorio: dalle canalizzazioni alle scuole, dalle strade al verde urbano.

 

Sicuramente è positivo l'avanzo di bilancio, anche se va detto che gli avanzi di bilancio si possono fare anche con delle poste straordinarie. Quello che conta è la "struttura del gettito fiscale" di un Comune. Locarno non è mai stata Lugano, che poteva vivere anni fa di importanti introiti della piazza finanziaria. Bisogna far crescere le attività economiche presenti sul territorio, in modo particolare quelle a valore aggiunto, per permettere al comune di essere meno sbilanciato fra entrate fiscali da persone fisiche verso quelle da persone giuridiche. Attrarre buoni contribuenti può essere interessante, ma ancora più interessante è avere un tessuto economico vivace, dinamico e orientato verso l'alto valore aggiunto. 

 

Lo scorso 5 marzo è stato inaugurato il nuovo Centro tecnico-logistico comunale, costato 7 milioni di franchi. Ritieni sia positivo questo accorpamento dei servizi comunali? Bisognerebbe procedere allo stesso modo anche in altri settori?

 

Gli accorpamenti solitamente rispondono ai criteri di efficacia ed efficienza: benvengano! PS. Il costo era di ca 4'000'000 di fr.-

 

La razionalizzazione dei servizi può trovare solo da parte mia il plauso, a condizione che le prestazioni alla cittadinanza a livello qualitativo non solo non ne risentano in nessuna maniera, ma semmai vengano implementate. Premesso questo il caso del nuovo Centro logistico, con il superamento di spesa dovuto a lavori non previsti che si è stati obbligati a fare, dimostra che la razionalizzazione dipende anche dall'avere una buona capacità prospettica e di pianificazione.

 

Simone Merlini, elencaci un pregio e un difetto di Nicolas Fransioli. Nicolas Fransioli, elencaci un pregio e un difetto di Simone Merlini.

 

Pregio: una persona che ascolta attentamente e non parla senza riflettere. Difetto: ogni tanto troppo discreto quindi ci vuole un po’più di coraggio.

 

È una persona dinamica, alla mano e con un certo spirito vincente. E in più è un bravo cuoco. Il principale difetto è che non sa scegliersi un bravo fotografo per la campagna elettorale. 


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