Giorgio Giudici "affossa" i sogni velleitari sul Macello

Giorgio Giudici "affossa" i sogni velleitari sul Macello

Luglio 12, 2018 - 11:16
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L'ex sindaco di Lugano Giorgio Giudici parla del Macello e degli autogestiti.

Ogni tanto capita che qualcuno ti “bruci” sul tempo. Ticinotoday domani avrebbe voluto intervistare l’ex sindaco di Lugano Giorgio Giudici, proprio per chiedergli, lui che è stato protagonista assieme a Giugliano Bigansca e a Giovanni Cansani, della soluzione del Macello per i molinari, cosa pensasse di questa “querelle estiva” che vorrebbe sgomberare gli autogestiti dal sedime nei pressi del Cassarate. Siamo stati battuti sul tempo da Stefano Pianca, già caporedattore di 20 Miunti, poi approdato al domenicale Il Caffè, divenendone una delle colonne portanti, e da qualche mese tornato “a casa”, ovvero a Tio, che stamattina sul quel portale ha pubblicato un’intervista “all’ex Re Giorgio”.
L’intervista è incentrata proprio sul Csoa Il Mulino e il buon Giudici de facto affossa i sogni velleitari di Bertini&Borradori, che vorrebbero “liberarsi” degli autogestiti dal Macello.
Parte da lontano Giudici per affrontare il tema degli autogestiti: “Lo sgombero del Maglio a Canobbio (ordinato dal Consiglio di Stato nel 2002, ndr), che ha provocato la scelta del Macello è stato un errore. Fu una reazione che ha dimostrato come l’improvvisazione è l’azione peggiore che si possa fare davanti a una realtà come l’autogestione”, dice. Il già sindaco di Lugano si dice colpito dalla determinazione degli autogestiti nel portare avanti le loro rivendicazioni. “Indipendentemente che uno la condivida”, dice, “andrebbe accettato e capito il loro atteggiamento e attaccamento a una forma di vita alternativa. Coi miei colleghi di allora ho cercato di capirli e dare una risposta”. Nella soluzione del  Macello per i molinari, spiega Giudici, prevalse, in lui e nei suoi colleghi di Municipio Giugliano Bignasca e Giovanni Cansani, “l’atteggiamento logico di un amministratore che dice: se non ho una soluzione ragionevole, anche transitoria, perché devo iniziare delle battaglie?”.
Venendo ai tempi attuali “la cosa peggiore è dire di avere un’idea per giustificare un obiettivo. Ci sono sul tavolo tante idee, alcune anche del passato, che sono prioritarie. L’ex Macello non è prioritario”, dice Giudici in merito da 26,5 milioni per il rifacimento dell’ex Macello Comunale. “Prioritario sarebbe fare la nuova Università, sistemare il Campo Marzio e Cornaredo”.