Gli "eredi" di Lara Filippini ed Alain Bühler: Grumelli e Baratti

Gli "eredi" di Lara Filippini ed Alain Bühler: Grumelli e Baratti

Dicembre 08, 2017 - 20:08
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Domenica 3 dicembre i Giovani Udc Ticino, a Manno, festeggiavano i loro 10 anni di "ri-fondazione" in Ticino (vedi qui). Noi abbiamo chiesto al presidente dei Giovani Udc Daniel Grumelli e al "numero due" Diego Baratti, di farci un bilancio dell'attività dei giovani democentristi in questo decennio...

Domenica 3 dicembre avete festeggiato dieci anni di Giovani Udc in Ticino (vedi qui). Che bilancio traete da questo decennio di attività?

Daniel Grumelli: È sicuramente un bilancio positivo. In questi 10 anni siamo cresciuti e abbiamo aumentato il numero dei nostri membri. Ovviamente non tutti sono attivi, ma il trend è chiaro. In questi 10 anni come Giovani Udc abbiamo eletto una decina di consiglieri comunali e tre municipali, fra cui il presidente dell'Udc Ticino Piero Marchesi, che al momento della sua elezione era ancora fra i giovani.

 

Quali sono state in questi 10 anni le battaglie più importanti?

Diego Baratti: La battaglia più importante, in cui ci siamo spesi più di ogni altra, è stata la raccolta firme per l'iniziativa "Prima i nostri". Ci siamo attivati fra le piazze e abbiamo oragnizzato anche una festa popolare. Con questa raccolta firme era per noi importante ribadire il messaggio che aveva dato il popolo svizzero con la votazione del 9 febbraio 2014, come pure dare una risposta alla situazione critica del mercato del lavoro ticinese.

 

Oggi qui alla vostra festa non si può dire che vi sia una grande partecipzione. Siete in un fase di calo?

Daniel Grumelli: È difficile da dire. Il numero dei nostri membri è sempre aumentato in questi 10 anni. Il problema sta nel mobilitare le persone. Quelle attive sono sempre una minoranza. Questo è sempre stato particolarmente vero per i Giovani Udc.

 

Oggi ad esempio di esponenti Udc provenienti dal Bellinzonese non c'è sono. C'è un problema con il Bellinzonese?

Daniel Grumelli: La metà dei giovani sono del Luganese e del Locarnese. Abbiamo qualche espoente nel Mendrisiotto, mentre a Bellinzona siamo scoperti. Questo non è però solo un problema dei giovani, anche nell'Udc Ticino a Bellinzona non si sta andando avanti.

 

Quali obiettivi vi ponete per il 2018?

Diego Baratti: Un obiettivo è aumentare il numero delle persone attive al nostro interno, attualmente una decina. Dobbiamo anche aumentare la nostra presenza sui media, scrivendo, partecipando a dibattiti, facedo vedere che ci siamo e lavoriamo e siamo una realtà presente.
 
E per le Cantonali quali obiettivi?

Daniel Grumelli: Ci piacerebbe riuscire ad eleggere almeno un granconsigliere. Lara Filippini per questioni anagrafiche fra qualche anno non potrà più essere annoverata fra i Giovani Udc. Ci piacerebbe che qualcun altro possa continuare a portare la voce dei Giovani Udc in Gran Consiglio.
 
Nel 2018 in Gran Consiglio ci sarà la discussione su "Prima i nostri".  Come Giovani Udc avere intenzione di organizzare qualche iniziativa di "accompagnamento"?

Daniel Grumelli: Da quando è stata votata "Prima i Nostri" non si è fatto quasi nulla. In un anno e tre mesi i risultati sono scarsi. Qualcuno imputa a noi la colpa di questo, ma non sta a noi mettere in pratica l'iniziativa. È un compito del Parlamento. Come giovani cercheremo di dare il massimo appoggio possibile, ma ora la palla è nelle mani del Gran Consiglio.

 

Nell'Udc Ticino Marco Chiesa e Alain Büheler hanno posizioni alquanto diverse sull'iniziativa "No-Billag". Voi da parte state?

Diego Baratti: No comment. L'Udc Ticino è divisa su questo tema.

Daniel Grumelli: Due anni fa sono stato a Berna per consegnare le firme dell'iniziativa assieme ad Alain Bühler. Ora però sono indeciso. Probabilmente ci troveremo a febbraio e in comitato cantonale discuteremo il da farsi.