I 18 cagnolini non denutriti, ma hanno difficoltà a socializzare. Sarà il veterianario cantonale a decidere la loro sorte

I 18 cagnolini non denutriti, ma hanno difficoltà a socializzare. Sarà il veterianario cantonale a decidere la loro sorte

Settembre 24, 2018 - 21:20
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La Spab (Società Protezione Animali Bellinzona), ha reso noto oggi il caso di 18 cani di piccola taglia tenuti in condizioni drammatiche in un appartamento di Pregassona. Una situazione che i due volontari che hanno partecipato al recupero hanno definito 
"sconcertante e scioccante". Come testimoniato anche dalle immagini scattate nell'appartamento, esso "si era trasformato in una discarica con ogni sorta di rifiuto e di immondizia abbandonata tanto da formare uno strato di pattume sul pavimento alto oltre 30 centimetri. Dal pattume arrivava un odore nauseabondo tanto da non poter escludere addirittura la presenza di animali morti da tempo nascosti tra l'enorme mole di rifiuti". Abbiamo sentito sulla vicenda il presidente della SPAB Emanuele Besomi.


Emanuele Besomi, oggi avete reso noto il ritrovamento venerdì scorso dei 18 cani in una situazione di forte degrado. Avete detto che è uno dei recuperi più gravi eseguiti dalla SPAB negli ultimi 15 anni. Situazioni come queste sono in aumento?
Fortunatamente situazioni di questa portata non sono frequenti. Animali ritrovati in appartamenti di questo tipo purtroppo ne abbiamo già visti alcuni e con un certo crescendo negli ultimi anni. Si trattava però di pochi animali: un gatto, un cane, ma mai in numero così alto e in uno stato così pietoso. 

 

Come è stata possibile una situazione simile?
Sicuramente ci troviamo di fronte a un problema sociale. In questo caso il maltrattamento non è stato perpetrato volutamente agli animali, ma sono vittime anch'essi di una problematica sociale che questa (o queste) persone hanno. 

 
Come è stata scoperta la situazione?
Da informazioni raccolte parlando con gli altri inquilini sembrerebbe che la problematica perdurasse da parecchi mesi e che delle segnalazioni fossero state fatte all'amministrazione. Noi siamo stati informati dal veterinario cantonale, da cui abbiamo ricevuto il mandato.
 
È emerso che i cani in questione erano sprovvisti del necessario microchip identificativo. In materia di tutela degli animali qual è la situazione a livello legislativo? È sufficiente per prevenire casi come questo?

La legislazione per quanto riguarda i cani è sicuramente sufficiente ed è molto chiara per quanto riguarda il microchip di riconoscimento.
Per quanto riguarda il caso di Lugano non abbiamo ancora determinato se questi cani fossero destinati al commercio (e non spetta a noi farlo, se ne occuperà l'inchiesta di polizia e del veterinario cantonale), ma quello che purtroppo notiamo è che a volte la gente pur di avere un cane subito è disposta ad acquistare illegalmente dei cani non regolarmente registrati, dunque senza microchip. Questo è profondamente sbagliato, perché si va a fomentare un mercato di gente improvvisata che si mette a fare allevamenti abusivi e vende questi cani (ma ripeto, non so se sia questo il caso dei 18 cani recuperati venerdì scorso). Chi decide di comprare un cane deve partire dal principio che deve ricevere dal venditore il libretto delle vaccinazioni, il numero del microchip e nel caso di un allevamento deve poter vedere dove vengono tenuti i genitori degli animali. In questo modo si può sbarrare la strada al proliferare di allevamenti abusivi.
 
Voi ora avete in custodia questi cani. Cosa gli accadrà?
La situazione sanitaria dei cani non è tragica e non sono particolarmente denutriti. Tuttavia la detenzione e l’alimentazione non erano corretti. Inoltre i cani non sono stati socializzati. Una buona parte di loro presenta dunque problemi di socializzazione. 
Attualmente stanno ricevendo la visita veterinaria. Sarà il veterinario cantonale a decidere se potranno essere riadottati, se dovranno essere trasferiti in un'altra struttura e quale percorso faranno questi animali.