I Cinque Stelle vogliono mettere il "guinzaglio" alla borsa?

I Cinque Stelle vogliono mettere il "guinzaglio" alla borsa?

Agosto 03, 2018 - 11:43
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Fa discutere in Italia l'attacco del Movimento 5 Stelle al presidente dell'authority sulla borsa. A rischio l'indipendenza dell'autorità?

Anche l’autorità di vigilanza sulla borsa finisce nel mirino del Movimento Cinque Stelle. Alcuni esponenti hanno messo in dubbio la compatibilità del presidente della Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa) Mario Nava, nominato dal precedente Governo, in relazione al suo precedente lavoro presso la Commissione europea, da quale ha ricevuto un congedo triennale per ricoprire il ruolo di presidente dell'authority.

"Un’altra delle linee di difesa fondamentali di uno stato democratico rischia di saltare per effetto dell’attacco da parte di qualificati esponenti del nuovo governo al presidente della Consob". A scendere in campo oggi in sua difesa, con un attacco frontale ai grillini, è l'economista ed ex commissario della Consob Marco Onado, che parla di “attacco motivato solo da cavilli formali che nasconde un’ansia di occupazione del potere che nessun governo aveva mai mostrato nella storia dell’Italia repubblicana.” Nel suo scritto pubblicato su Il Sole 24 Ore Onado ricorda come fra l'altro fra gli attori del mercato  "nessuno ha appoggiato l’estemporanea uscita di alcuni esponenti di governo, forse ottimisticamente imputandola a un temporale estivo passeggero. Il mercato oggi fornisce tutte le risorse essenziali al funzionamento della Consob, che non costa un centesimo al contribuente. Come ricompensa, il mercato deve assistere al tentativo di delegittimazione della massima autorità, basato su cavilli e formalismi, cioè su argomenti che sono la negazione dei mercati efficienti come oggi vengono interpretati". Inoltre secondo Onado "la Consob è un’autorità indipendente, con tutte le garanzie che in uno stato di diritto sono riconosciute a chi deve svolgere un compito fondamentale per un’economia di mercato, cioè garantire il buon funzionamento della Borsa e difendere i risparmiatori. Attaccando in modo così pretestuoso il vertice dell’autorità si è passato un altro Rubicone: non si tratta solo di un’offesa alla capacità di tecnici indipendenti e competenti di guidare istituzioni pubbliche di rilievo, ma di un’offesa all’indipendenza dell’istituzione in sé".