I giovani al Centro

I giovani al Centro

Dicembre 04, 2017 - 18:49
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Di Andrea Ghisletta, consigliere comunale Insieme a Sinistra Mendrisio

In occasione della discussione dicembrina sui preventivi 2018 ci sarà sicuramente spazio per ragionare sul futuro del Centro giovani di Mendrisio, la cui chiusura è avanzata da alcuni gruppi politici. Nonostante alcuni contributi sui media propongano talvolta scenari desertici all’ex FOFT, le cifre fornite dal municipio indicano una buona ripresa delle frequentazioni. Il Centro è stato teatro di buone iniziative, penso al muro libero – molto apprezzato dai giovani e con ricadute anche fuori del Centro come i murales dipinti nei sottopassi di Piazza del Ponte e Capolago stazione – o al progetto “Bilancio X ME” che ha tematizzato l’indebitamento eccessivo, anche se forse non è ancora quel punto di riferimento che si vorrebbe per i giovani di Mendrisio.
 
Il 2017 è stato un anno di importanti cambiamenti. La partenza, per motivi personali, di un’animatrice impiegata all’80% e il preventivato spostamento dell’altro animatore al 50% alla Filanda pongono una chiara sfida, ma certamente anche un’opportunità. Chi lavora nel sociale sa quanto, al di là delle strutture, la componente umana nell’approccio e la gestione dei giovani sia fondamentale. Un atteggiamento aperto, proattivo, orizzontale può davvero fare la differenza e, senza nulla togliere agli sforzi dei dipendenti passati, un avvicendamento, magari con iniziali periodi di prova, può essere l’occasione per trovare profili adatti a queste preziose e delicate dinamiche.
 
Di buona prospettiva è secondo me la possibilità per i giovani di incontrarsi anche in modo non strutturato dagli animatori, in uno spazio chiamato “Tana”. Penso alla mia esperienza di adolescente, che credo possa riflettersi in quella di molti: buona parte del programma e delle regole della giornata erano strutturate dalla scuola, dalla famiglia a casa e dalle attività sportive e musicali alle quali partecipavo. È chiaro che, nel tempo libero restante, un giovane possa preferire uno spazio più autogestito e che, se non riesce a trovarlo al Centro giovani, lo troverà altrove, magari in un luogo meno adatto alla socializzazione, alla propria incolumità e alla convivenza con il resto della popolazione come, ad esempio, la stazione. La collaborazione con il “Servizio degli operatori di prossimità regionali” è preziosa per fare del Centro un luogo d’aggregazione adatto e apprezzato, esperimento che ha portato a risultati incoraggianti negli ultimi mesi. La possibilità di allestire uno skatepark utilizzando materiali esistenti e gratuiti, le sinergie con le associazioni ospitate anch’esse negli spazi dell’ex FOFT, così come un aumentato uso dei social network come accennato in Consiglio comunale dalla collega Trento rappresentano ulteriori occasioni di sviluppo. Infine non possiamo scordare il ruolo sociale del Centro giovani, che tramite lo Sportello giovani e iniziative come Dixit – un recente progetto da giovani per giovani per comprendere meglio la realtà giovanile – permette ai servizi sociali di agganciare in modo più informale i ragazzi in difficoltà.
 
In conclusione ritengo che la città di Mendrisio debba continuare a credere nel Centro giovani, le cui potenzialità rimangono interessanti e il cui costo d’animazione e manutenzione stabile corrisponde alla modesta cifra di 64'000 franchi, 0.08% del budget totale, grazie anche al contributo di 30'000 franchi proveniente dal Cantone in base alla legge giovani (che altrimenti andrebbe perso, altro che grandi risparmi). Portiamo i giovani al Centro, sì, ma anche delle nostre politiche!