I magistrati che vanno al Ministero. Cassis sempre più criticato per la Palestina

I magistrati che vanno al Ministero. Cassis sempre più criticato per la Palestina

Giugno 04, 2018 - 07:04
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Cassis sotto attacco per le dichiarazioni sulla Palestina. Per fortuna che c'è Mattarella...

In Svizzera tedesca i media si sono concentrati, con molti articoli sulla "gaffe" di Cassis sugli aiuti ai palestinesi.
Certo il consigliere federale non si è mosso per nulla bene. Da una parte ha rilasciato dichiarazioni assai discutibili sugli aiuti ai palestinesi e pochi giorni dopo (domenica 27 maggio) ha voluto presenziare all'Israel Day di Lugano.
Anche la Calmy Rey, che quando era a Berna non ha brillato per una visione della politica Estera svizzera non subalterna a quella americana, ha voluto criticare Cassis. Il “Tagi" da giorni attacca Cassis sulla Palestina. E lui che fa? Nicchia. Probabilmente sperando che prima o poi tutti si dimentichino della sua "gaffe".
Mentre a Berna il buon Ignazio non brilla per capacità politiche e diplomatiche, in Ticino tutti lo invitano a presenziare a cerimonie. Il suo cantone lo ama tanto, ma alle Camere federale da lui ci si aspetta un po' di più.
 
 
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Anche il Mattino della Domenica ha attaccato Cassis (e questa, al dire il vero non è una novità). Ma nell'edizione di ieri ha attaccato il consigliere federale Plr che sabato ha tenuto un discorso al gay pride, ricordando la vicenda del medico Laura Armani, che dopo aver cambiato sesso (prima era un uomo) ha subito la sospensione dal poter operare come medico in Ticino. In quegli anni Cassis era medico cantonale, poi nel 2017 diventa consigliere nazionale subentrando a Laura Sadis.
Interessante che qualcuno al domenicale leghista ha voluto ricordare la vicenda.
 
 
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Alessandro Pepe, magistrato da sempre molto vicino a Piercamillo Davigo, dovrebbe diventare capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia. Mentre a capo dell'Amministrazione della Giustizia dovrebbe essere nominato Nini Di Matteo (collega di Ingroia). Dunque un magistrato che guarda a destra come Pepe e uno che guarda a sinistra come Di Matteo.
Domandina per gli anti-Mattarella: se al Quirinale ci fosse ancora Napolitano, Di Matteo potrebbe essere nominato capo dell'Amministrazione della Giustizia? Evidentemente no. Dunque magari bisognerebbe prendere atto che Mattarella ha messo il veto su Savona come ministro dell'Economia e Napolitano avrebbe messo il veto su Di Matteo (oltre, ne siamo certi che su Savona all'Economia). Dunque ai pentastellati (ma anche ai leghisti) conviene che l'inquilino del Quirinale si chiami Mattarella. Se si chiamasse Napolitano, loro non sarebbero stati nemmeno ricevuti al Quirinale e col piffero che oggi potrebbero dar vita ad un Governo.