I socialisti si scontrano sulle Officine, ma alla fine seguono Branda&Co

I socialisti si scontrano sulle Officine, ma alla fine seguono Branda&Co

Ottobre 05, 2018 - 13:20
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L'assemblea dei socialisti di Bellinzona si è schierata a favore del nuovo stabilimento delle Officine.

I socialisti di Bellinzona erano riuniti ieri sera in quel delle Scuole Nord della Turrita per esprimersi sull'annosa, soprattutto a sinistra, questione delle Officine e della costruzione di un nuovo stabilimento a Castione (a meno di abbastanza clamorosi ripensamenti da parte delle Ffs. I Comuni della Bassa Leventina mantengono comunque la loro condidatura).
Le posizioni sono note. A difendere l'intesa con le Ffs per un nuovo stabilimento in Ticino, con la promessa di circa 230 posti di lavoro (meno dei 400 oggi impiegati a Bellinzona), con un contributo di 100 milioni di franchi da parte del Cantone e 20 da parte della Città, con annesso progetto immobiliare nell'attuale sedime delle Officine, c'erano il sindaco socialista di Bellinzona Mario Branda e il consigliere di Stato socialista Manuele Bertoli. Se Consiglio di Stato e Municipio di Bellinzona sono convinti della bontà del progetto, come spiegato da Branda e Bertoli, a portare la posizione degli scettici sono stati, per il comitato delle Officine, l'ex granconsigliere socialista Ivan Cozzaglio e Mauro Beretta, e Marco Noi per i Verdi bellinzonesi, che hanno sollevato dubbi sulla credibilità di un interlocutore, le Ffs, che ha sostanzialmente disatteso, hanno detto, le promesse fatte dopo lo storico sciopero del 2008, con la sottoscrizione della convenzione nel 2014 che impegnava a sviluppare l’attuale stabilimento.
Secondo i primi, questo è l'unico accordo che si possa raggiungere attualmente con le Ffs. Gli oltre 200 posti di lavoro nel Bellinzonese, ha detto il consigliere di Stato Bertoli, sono meglio di nulla, che è quello che prima dell’intesa sul nuovo stabilimento erano disposte a concedere le Ferrovie federali. Ma secondo i contrari, il trasferimento delle Officine aprirà la porta allo smantellamento che con lo sciopero del 2008 si è evitato, e il nuovo stabilimento sarà poco più di un deposito di treni, che effettuerà la manutenzione leggera, ma non quella pesante come attualmente si fa a Bellinzona.
All’assemblea erano presenti molti esponenti di primo piano dei socialisti bellinzonesi, presenti il municipale socialista Roberto Malacrida, il capogruppo in Consiglio comunale Renato Zuger (che ha difeso la posizione del gruppo a favore del messaggio), l’ex municipale Mauro Tettamanti, il neo-giudice dei provvedimenti coercitivi Paolo Bordoli, la candidata al Consiglio di Stato per il Ps Laura Riget, ma anche il consigliere comunale dei Verdi Ronnie David, … . La discussione è stata lunga e a tratti anche accesa. Nonostante i molti interventi critici tuttavia, l’assemblea ha votato compattamente a favore della linea di Branda. Con 37 favorevoli, 4 astenuti e un contrario, l’assemblea ha votato a favore del sostegno al messaggio.