I vigneti alla conquista della montagna

I vigneti alla conquista della montagna

Marzo 31, 2018 - 19:51

Con il riscaldamento climatico la coltivazione della vite si sposta ad una quota più alta, e a nord.

Il riscaldamento climatico porta “in montagna” la coltivazione della vite. Grazie all’innalzamento delle temperature per la coltivazione della vite è possibile stimare in futuro un’espansione di 800 metri di altitudine e di 650 chilometri di latitudine verso Nord. La stima la ha fornita Luca Mercalli, noto divulgatore scientifico, nonché presidente della Società Meteorologica italiana e fra i sostenitori della cosiddetta teoria della “decrescita felice”, intervenuto, riferisce l’Ansa, al convegno “Vigneti sostenibili per climi insostenibili” organizzato a Roma dall'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari italiana.
Nell’Europa occidentale e nell’area Mediterranea la temperatura nell’ultimo secolo è cresciuta di circa 1,5 gradi centigradi. Oggi un vigneto trova le stesse condizioni climatiche che trovava la vite cento anni fa ad una quota di 250 metri più alta e di 200 chilometri più a nord.
Se i vincoli dell’accordo di Parigi non dovessero essere rispettati, ha spiegato Mercalli, l’aumento delle temperature a fine secolo potrebbe essere di 5 gradi centigradi. Da qui appunto la stima di 800 metri di altitudine in più e 650 chilometri più a nord.
Ovviamente ciò ha anche un rovescio della medaglia. La maggiori temperature a basse quote, incidono negativamente sul normale ciclo di sviluppo della vite. Durante lo stesso convegno è stato evidenziato come il calo del 20% della produzione italiana nel 2017 si anche dovuto a fattori climatici. Nel 2018 la produzione dovrebbe secondo le  stime risollevarsi,  ma sarà comunque “inferiore in ogni caso al raccolto 2016 per effetto di una parziale riduzione della fertilità media indotta dal colpo di calore subito in estate".