Il 1° agosto e il discorso dell’oca

Il 1° agosto e il discorso dell’oca

Agosto 08, 2017 - 16:32

Mucche, cioccolato e gerani, è questa la svizzerità? Forse ha ragione Ada Marra, la Svizzera non esiste...

Uno spera sempre che i nostri politici ci facciano salire nel discorso del progresso, che eleggiamo delle persone sempre più interessanti. Poi uno legge cosa ha detto Fabio Regazzi al 1° d’agosto e si sente come se fosse al gioco dell’oca: ti senti come se si dovesse riiniziare tutto daccapo.
 
Il ppdino locarnese citava su 5 “simboli” svizzeri. Sul piedistallo stavano con folgorante originalità il cioccolato, le montagne, la mucca, i gerani e infine gli orologi. Qualunquismo, luoghi comuni e cose trite e ritrite, tutti addobbati a festa per il Natale della Patria!
 
Eppure ero partito “a cuore aperto”, mi ero detto: rimane un Consigliere nazionale, faro della nostra cultura, magari dice cose interessanti su questi “simboli”. No. Banalità dopo banalità, il “nostro” ci ricorda implicitamente che in fondo lui è la per meri giochi di potere e non certo perché ha seguito un corso di semiotica da Umberto Eco.
 
Scimmiottare la simbologia è un’attività delicata. I simboli mettono in ombra la realtà, sono tendenzialmente escludenti. Quando un oggetto, un suono, una parola, una caratteristica diventa un simbolo, chi usa quello stesso oggetto in un altro modo viene discreditato dalla società. Inoltre nel suo rapporto con il referente è fluido: non è l’oggetto che è simbolico, ma è ciò che la cultura vuole vedere come simbolico che rende l’oggetto tale.
 
Regazzi questo sicuramente lo sa, ma non lo sa maneggiare. E così la mucca è nostalgicamente una bestia da sostentamento ed è protagonista di bei panorami. Punto. Nessuna menzione sull’economia di montagna, dove i contadini sono ormai dipendenti pubblici altrimenti muoiono di fame. Nessuna parola sul ruolo dell’allevamento industriale della carne nell’equilibrio climatico. Silenzio sui casini legati ai cartelli del latte, alla questione della libertà agricola, alle necessità ticinesi nel contesto politico svizzero ed europeo.
 
I Consiglieri nazionali sono dei giocatori di serie A, signor Regazzi a che servono questi discorsi da prima Lega? Dove sta il coraggio? Ci vuol dire infine cosa pensa del nostro mondo agricolo in un Mondo che va ecologicamente a ramengo?
 
Coraggio, ecco quel che mi aspetto dai politici. E, se mi permettete, a differenza di Regazzi la brava Ada Marra ha coraggio da vendere. Lei lavora sulla simbologia in un modo corretto. Perché una frase forte, e chi mi conosce sa che non schivo la provocazione, non necessariamente è una frase stupida. Dire “la Svizzera non esiste”, cosa che ha scritto Ada sul suo facebook, continuando con un lungo e articolato discorso sull’integrazione, è una cosa complessa che qualche volta va ricordata.
 
Io sono svizzero, attinente di Friburgo, cresciuto a Lugano, e vivo in Svizzera interna. I miei simboli non sono quelli dei miei concittadini lucernesi, tutti sanno come i ticinesi si possono sentire stranieri quando sono in dentro. Ma per fortuna la svizzerità non sono puttanate come una bandiera, un cane con la boccia di alcool sotto il collo, o un paio di pantaloncini di iuta per fare la lotta.
 
No, la svizzerità è un atteggiamento, una cosa che mi mancava tantissimo quando vivevo a Roma. È un sentimento di comunità, di democraticità, di ricerca di un compromesso attraverso l’ascolto. Atteggiamenti che si trovano in pochissimi luoghi d’Europa. Ma quella Svizzera purtroppo non esiste quasi più, anzitutto non esiste nelle menti di chi sta alle redini sociali ed economiche di questo nostro Paese.
 
È una realtà che i nostri banchieri (le banche, il nostro simbolo?) hanno violato tutte le leggi che potevano. Ma la svizzerità non era comportarsi in modo rigorosamente lecito? Non è una realtà che PLR e UDC fanno di tutto per far arricchire chi è già ricco (si pensi alle imposte inverse proposte nei cantoni centrali)? Mentre la svizzerità è essere moderati e attenti al benessere generale. Non è una realtà che i politici giocano con i potentati economici nelle strutture sanitarie, facendosi i soldi sulla nostra pelle, mentre la svizzerità dovrebbe essere la cura del corpo sano in una società sana? E potrei continuare.
 
No, la Svizzera non esiste, purtroppo, e nella mente delle nostre élites borghesi questo bisogna mascherarlo come si può. Ad esempio parlando di gerani e di cioccolato. Quel cioccolato che è fatto con il cacao, che in Svizzera nemmeno cresce.
 
Il Ticino è sulla casella 58 del gioco dell’oca, quella che vi rimanda alla casella 1 e dovete riiniziare.  Ma voi continuate pure con il tiro al piccione su Ada Marra, vi fa sentire molto meglio vero?
 
 
Filippo Contarini