Il Caffè: destino segnato per Lugano Airport?

Il Caffè: destino segnato per Lugano Airport?

Luglio 16, 2017 - 09:05
Posted in:

Il Caffè nella sua edizione odierna affronta con tre articoli il tema del messaggio Municipale su Lugano Airport, interpellando vari esponenti politici, addetti ai lavori e "persone interessate".

Lugano Airport Quo Vadis? Il Caffè oggi affronta il tema del rilancio dell'Aeroporto di Lugano con ben tre articoli in cui raccoglie i pareri (perlopiù scetticci) sulle prospettive del Messaggio da poco licenziato dal Municipio di Lugano e che verrà affrontato a settembre dal Consiglio comunale. Un messaggio da 20 milioni per l'acquisto di terreni da 9 privati e a realizzazione di due hangar (oltre che il rifacimento dei posteggi).

In un articolo di Mauro Spignesi viene raccolto il parere di alcuni "addetti ai lavori". "Proprio quando ci sarà il completamento del tunnel di base del Ceneri e si capirà l’effettivo impatto di Alptransit, che secondo me farà calare ancora di più il numero di passeggeri dell’aeroporto", spiega al Caffè l’architetto Fernando Maspoli, uno degli animatori dell’Aero Club. che ritiene il Messaggio municipale un espressione di "grandeur". "Il piano del Municipio prevede circa 300mila passeggeri l’anno, cioè 150mila in meno dei tempi d’oro", spiega Maspoli.

In un altro articolo a firma di Massimo Schira vengono interpellai alcuni dei proprietari dei nove terreni che dovrebbero essere acquistati.

Secondo Dario Kessel "il destino dello scalo è segnato, diventerà una zona residenziale, perché gli investimenti previsti sono assolutamente fini a sé stessi e non serviranno a nulla". "Non si capisce bene in quale direzione la città voglia investire", osserva invece Silvio Tarchini, "si vogliono costruire hangar provvisori, che bisognerà demolire tra 6 o 7 anni e non si sfruttano quelli che già esistono? Sono soldi buttati via. Mi sembra che sull’aeroporto ci siano idee poco chiare. Da anni si parla di privatizzazione, ma non se ne arriva mai a capo".

E anche dalla politica giungono segnali perlomeno tiepidi verso il messaggio municipale. Il Plr di Lugano aveva diramato due settiane fa un comunicato (leggi qui) in cui invitava ad evadere la trattanda delle nomine nel Cda (dopo le dimissioni dei membri Giordano Zeli, Luca Bolzani e Daniele Casalini), prima di affrontare il messaggio. "Sia chiaro", spiega la presidente della sezione Plr di Lugano Giovanna Viscardi al Caffè, "noi continuiamo a ritenere  strategico l’aeroporto per la città, è complementare con  i collegamenti ferroviari, con Alptransit.  Occorre risolvere però i problemi di governance prima di discutere su investimenti che saranno determinanti per lo sviluppo dello scalo di Agno". Il capogruppo Ppd Michel Tricarico è di avviso diverso: "È importante dare alla città e al Ticino una struttura aeroportuale efficiente. Con tutto quello che si sta facendo a Lugano, con i vari poli di sviluppo, congressuali fare una scelta di abbandono dell’aeroporto sarebbe irreversibile". Il capogruppo Udc Tiziano Galeazzi condivide la proposta liberale: "Giusta la pausa di riflessione: quando si investono 20 milioni si deve avere un piano di rilancio concreto. Inoltre bisogna coinvolgere il Cantone: è ora che si dia una mossa". Il presidente del Ps di Lugano Raoul Ghisletta spiega come i socialisti invece non ritengano per nulla prioritario lo scalo:  "Siamo contrari perché non riteniamo il trasporto aereo prioritario per la città. E, secondo, perché non può più essere Lugano a finanziare lo scalo. Dovrebbe essere Lugano Airport Sa (Lasa), ricorrendo a crediti bancari, facendosi al limite garantire dalla città con una fideiussione". Simili è l'opinione espressa dal capogruppo dei Verdi Nicola Schoenenberger: "Quando si è costituita in Lugano Airport Sa ha perso il 45% dei passeggeri. Anche il discorso che è una struttura indispensabile allo sviluppo della regione, non è provato. Neppure il Cantone, che è azionista di minoranza, non ha mai detto che lo considera un elemento indispensabile alla crescita economica".