Il Caffè: "Il Cardiocentro ha disavanzi per 29 milioni"

Il Caffè: "Il Cardiocentro ha disavanzi per 29 milioni"

Settembre 16, 2018 - 07:41
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Una lettera inviata all’autorità ticinese di Vigilanza sulle Fondazioni esprime preoccupazione per lo stato finanziario del Cardiocentro.

Il Caffè della domenica oggi ritorna sulla vicenda del Cardiocentro. Una quandicina di giorni fa, si legge in un articolo firmato da Patrizia Guenzi, l'Ente cantonale ospedaliero, preoccupato per lo stato finanziario della struttura sanitaria luganese, ha scritto all’autorità ticinese di Vigilanza sulle Fondazioni (il Cardiocentro è gestito dalla fondazione sorta nel 1995 con la donazione del medico tedesco Eduard Zwick di circa 30 milioni, fondazione che come noto nel 2020 dovrebbe sciogliersi e il Cardiocentro confluire nell'Eoc). Secondo il Caffè "le cifre ufficiali registrate anche dall’Ufficio federale della sanità sono un’eloquente dimostrazione della precarietà finanziaria iniziata ormai da qualche anno, sostengono i vertici dell’Ente ospedaliero. In sei o sette anni i disavanzi riportati ammontano a quasi 29 milioni di franchi". Inoltre le cifre "per il 2017 mostrano un’ulteriore perdita di esercizio  di 5 milioni. Milioni destinati agli investimenti per la ricerca", scrive il Caffè. A cui si aggiungono "i 5 milioni che il Cardiocentro avrebbe dovuto accantonare per la costituzione della società immobiliare Mizar in partenariato con Lugano". E proprio alla luce dei bilanci, scrive Il Caffè, si "giustifica dunque il crescente disinteresse del Cardio verso il Mizar". È il direttore dello stesso Cardiocentro, Tiziano Mocetti, infatti, a confermare che il Mizar per il Cardiocentro è un progetto "arenato", in un articolo di Andrea Stern. "È questa la differenza tra pubblico e privato", dice. "Se il progetto Mizar fosse stato realizzato come proposto da me, a quest’ora sarebbe già realtà. Ma le diatribe con l’ente pubblico l’hanno fatto arenare".