Il Caffè: il Congo chiede i danni per l'oro raffinato in Svizzera

Il Caffè: il Congo chiede i danni per l'oro raffinato in Svizzera

Luglio 08, 2018 - 11:18
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Le autorità congolesi denunciano il "saccheggio" di cui sarebbero stati vittima, già al centro di un procedimento poi chiuso nel 2015.

Le vicende dell’oro congolese e della raffineria Argor-Heraeus potrebbero non essere ancora giunte all’ultimo capitolo. Oggi il Caffè parla della vicenda in un articolo di Federico Frachini.
Il Ministero pubblico della Confederazione, su segnalazione della Ong Trial, aveva aperto un’indagine nei confronti della ditta di Mendrisio nel 2013. Le accuse erano pesanti: riciclaggio di denaro e complicità in crimini di guerra, per “tre tonnellate d’oro raffinate in Ticino e provenienti da una zona dove era in corso uno dei conflitti armati più sanguinosi degli ultimi decenni e dove i combattenti si erano impossessati delle concessioni aurifere per arricchirsi e acquistare armi”, scrive il Caffè. Nel 2015 però dalla Procura federale arriva il decreto di abbandono che fa cadere le accuse.
Ora però sarebbero le autorità congolesi a voler riprendere in mano le accuse. “Lo Stato africano aveva infatti chiesto di poter consultare il fascicolo dell’Mpc con lo scopo di procedere civilmente nei confronti della raffineria (e di altre due società coinvolte nella vicenda) e di farsi rimborsare per i danni di cui si ritiene vittima”, scrive il Caffè. “Il Congo ritiene che i dati contenuti nel dossier lo riguardino nella misura in cui riguardano il saccheggio di tre tonnellate d’oro estratte illegalmente dal suo territorio da parte di milizie ribelli. Di fronte al rifiuto della Procura federale, Kinshasa ha fatto ricorso davanti alla giustizia. Ricorso che è stato parzialmente accolto dai giudici di San Gallo: la causa è rinviata all’Mpc che dovrà adesso riesaminare la domanda d’accesso al dossier”.
Contattato dal Caffè, Pierre Bayenet, l’avvocato svizzero che rappresenta il Paese africano, dice di sperare che, grazie a questa decisione, il Congo possa "ottenere una compensazione legittima per il saccheggio di cui il suo suolo è stato vittima".