Il Caffè: per il Consiglio federale tutto è ancora aperto. E i "vecchi" danno il voto...

Il Caffè: per il Consiglio federale tutto è ancora aperto. E i "vecchi" danno il voto...

Luglio 16, 2017 - 10:05
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Il Caffè dedica ampio spazio alla corsa per il Consiglio federale, sentendo l'opinione di esperti, commentatori, esponenti politici e alcuni volti storici del Plrt.

La corsa al Consiglio federale continua a far discutere e scrivere. Dopo l'annuncio dell'Ufficio presidenziale del Plrt della candidatura unica di Ignazio Cassis (che dovrà ora essere sottoposta al vaglio del comitato cantonale del 1 agosto), c'è molta attesa per quale sarà il candidato romando che con tutta probabilità sfiderà Cassis. Massimo Schira su Il Caffè di oggi intervista la presidente delle donne Plr Doris Fiala, ovviamente del parere che da troppo tempo manchi una donna Plr in Consiglio federale. La speranza di alcuni di vedere un volto femminile ticinese (ovvero Laura Sadis) nel Governo svizzero si è forse affievolita con l'annuncio della candidatura unica del Plrt, ma secondo Fiala E "il nome di Sadis non è ancora fuori dal gioco. Molte cose possono cambiare".

Non saranno però, con tutta probabilità, le donne liberali radicali a candidare il suo nome. "Onestamente non credo che lo sarà in modo diretto", spiega Fiala. "Intendiamoci, Sadis non è affatto fuori dai giochi e avrebbe tutte le qualità per svolgere al meglio il compito in governo, ma credo che si parlerà molto anche dei nomi delle romande Moret (Isabelle, consigliera nazionale vodese, ndr) e De Quattro (Jacqueline, consigliera di Stato vodese).

Anche Adrian Vatter, titolare della cattedra di politica svizzera all’Università di Berna, intervistato sempre da Schira, ritiene che i giochi siano ancora aperti. Il politologo reputa "corretta" la scelta della sezione ticinese di "non allargare eccessivamente la forchetta della scelta". "Il processo decisionale prevede che la frazione liberale alle Camere dovrà comunque decidere chi scegliere con un numero più ampio di profili", spiega Vatter. "Non saranno certamente solo due quelli da analizzare. In questo senso, per una regione come il Ticino, è meglio non avere troppi candidati, perché potrebbero portare ad una dispersione della forza elettorale. Il voto sarebbe certamente più frammentato e questo potrebbe essere uno svantaggio per una candidatura della Svizzera italiana".

Tuttavia il professore ritiene che "la campagna verso il voto, per quanto piuttosto breve, riserverà critiche piuttosto marcate sulla figura di Cassis. Soprattutto sulla sua vita professionale. Un fatto che potrebbe indebolirne  il profilo al momento della scelta, sia essa quella del partito, o quella dell’Assemblea federale". 

Vatter non esclude che il ticket finale possa riservare delle grosse sorprese. "Che la discussione sull’opportunità o meno di candidare una donna continuerà, è praticamente certo", dice. "E questa candidatura potrebbe arrivare anche non direttamente dai vertici del Partito liberale radicale".

Ad essere invece critico sulla scelta del Plrt di candidare solo Cassis è invece un altro politologo (nonché ex granconsigliere socialista ticinese), Nenad Stojanovic, che vede dietro la scelta della candidatura unica un gioco politico tutto ticinese. "Più che essere interessanti all’elezione di un italofono, la mia impressione critica verso il Plrt è che pensino alle loro piccole storie locali di ‘politique politicienne’", dichiara Stojanovic intervistato da Stefano Pianca. "Al fatto che un Cassis eletto libererebbe un posto per Rocco Cattaneo. Chi invece non voleva una doppia o tripla scelta con Vitta temeva che il subentrante Michele Bertini avrebbe chiuso la strada ad Alex Farinelli...".

Infine il Caffè dedica anche spazio all'opinione di alcuni volti storici del Plrt. Se l'ex consigliere nazionale Luciano Giudici preferisce non commentare ("Rispetto l’opinione della direzione del Plrt e mi taccio"), Pier Felice Barchi dichiara a Clemente Mazzetta che si aspettava " un’altra scelta, un’altra valutazione. Come in passato, nel 1970, quando fu eletto Nello Celio in Consiglio federale". "In quell’occasione il Plrt presentò tre nomi. Tutti candidati autorevoli che anche adesso dal Ticino potremmo presentare: come Vitta, come Sadis...", dice Barchi, che auspica che il comitato opti per un ticket di tre nomi. Anche il già sindaco di Lugano Giorgio Giudici è favorevole all'opzione di tre candidati: Niente contro Cassis, che stimo e che considero una persona validissima. Ma questa poteva esser l’occasione per proporre ai partiti nazionali la scelta fra un candidato o una candidata capace di portare la nostra cultura, il nostro modo di pensare, le nostre idee sull’Europa. Non si tratta di occupare una sedia, ma di presentarci, far capire che il Ticino ha personalità in grado di essere utili alla Svizzera. In questo frangente delicato, dove gli appetiti di altre regioni del Paese si faranno sentire, sarebbe meglio proporre una rosa di personalità. Nomi che sono in grado di rappresentare una collettività".

"Sottolineo però la costellazione favorevole e il fatto che il Ticino ha tre candidati di peso", commenta invece l'ex consigliere di Stato Gabriele Gendotti. "Ora il Plrt ha scelto in questo modo. Se anche il comitato cantonale approverà questa impostazione, non ci resta che chiudere gli occhi e pedalare. Non mi pare sia il caso di farci la guerra da soli".

Piuttosto duro è invece l'ex sindaco di Locarno Diego Scacchi: "Non contesto la strategia, contesto invece il nome scelto. Ritengo la candidatura del Ticino per il Consiglio federale giusta e auspicabile nella misura in cui si dispone di una personalità con la statura e i requisiti politici idonei. Requisiti che non ritengo abbia la persona proposta dal Plrt. Mentre li avrebbe tutti Laura Sadis. Non solo ha capacità e competenza, ha la statura politica, ma soprattutto ha totale indipendenza e nessun condizionamento né economico, né d’altro tipo come succede purtroppo al candidato scelto dal Plrt".